SCHIAFFI A SINDACI CHE SANZIONANO ED EURODEPUTATI SERVI DELLE MULTINAZIONALI

Cari lettori è giunta l’ora di difendersi dalle amministrazioni locali. Di fermare con i fatti la protervia di sindaci ed Unione europea. Non è più il momento delle mobilitazioni pacifiche, dei “sit in” di protesta, dei nuovi movimenti in difesa dei diritti. E’ giunto il momento di educare al rispetto della vita del contribuente chi amministra e sanziona. Di educare i “salotti buoni” al rispetto della tranquillità domestica dell’uomo qualunque. Ma veniamo ai fatti. E’ ormai voce insistente, corroborata da documentazione ed atti dei comuni, che la Giunta di Roma (ispirata da quella di Milano) istallerà le telecamere per sanzionare i veicoli privati (auto, moto e ciclomotori) che circolano privi dell’ultima omologazione europea: precisiamo che per non essere multati necessiterebbe cambiare auto ogni due anni, che oggi anche l’Euro 6 sarebbe per queste amministrazioni fuori legge. Stessa musica la sia ascolta in materia di norme Ue per le abitazioni domestiche, ovvero che starebbero già lavorando a come sanzionare condomini e civili abitazioni singole che non si adegueranno ai parametri energetici Ue: adeguamento che inizierebbe con lavori nella media di 30/40 mila euro per unità immobiliare, fino a prevedere che i famigerati “contatori intelligenti” segnalino chi ha elettrodomestici non aggiornati all’ultima “classe energetica”. Una vera e propria persecuzione, che toglie il sonno ai cittadini, che fa avvertire un senso d’impotenza verso la prevaricazione di amministrazioni locali ed Unione europea. Soprattutto il cittadino ha il fondato sospetto che l’approvazione di queste direttive Ue sia stata facilitata dal pagamento di tangenti (mazzette) ad europarlamentari e funzionari di Bruxelles, Strasburgo e varie sedi distaccate: mazzette che potrebbero aver versato i vari lobbisti (portatori d’interessi) su incarico delle ben note multinazionali dell’auto, del trasporto, dell’elettronica, come delle grandi imprese del settore immobiliare e legale. Roma e Milano non sono che le punte d’un iceberg che confeziona nodi scorsoi alla gola dei cittadini. I comuni prevedono per gli immobili le stesse misure già sperimentate contro chi non cambia auto: multe, verbali, cartelle esattoriali, pignoramento degli immobili di chi non paga e conseguente vendita all’asta.
Non è più l’ora della protesta verbale, del credere che un amministratore locale d’opposizione risolva il problema riducendo le giunte a miti consigli. Perché a nessun rappresentate del popolo o sindacalista interessa più difendere il signor Gino o la signora Pina multati perché non si cambiano auto, frigo e scaldabagno o non s’indebitano per aggiornare la propria abitazione alle norme energetiche Ue.
E’ giunta l’ora di formare gruppi di cittadini pronti ad educare fisicamente sindaci, giunte locali, funzionari accertatori, gabellieri e magistrati amici del potere. La mente di chi scrive va con la memoria ad una decina d’anni fa, allo sguardo impaurito di Elsa Fornero e della sua scorta: avevano solo paura della violenza fisica, non certo delle chiacchiere da bar. Circondammo l’auto ministeriale ed eravamo meno d’una trentina, e negli occhi di quei pubblici ufficiali cogliemmo la paura, il timore che la dissidenza verso il Governo Monti passasse alle vie di fatto, a dare botte a ministri e servi del sistema.
Oggi non è più tempo d’inviti alla calma ed al ragionare: non si ragiona con chi sanziona i cittadini perché non comprano l’auto elettrica o non si salassano per adeguare a norma Ue la propria casa. Non si ragiona con chi dice alla gente che non si possono fermare le norme Ue. Sappiamo bene che quelle norme sono state partorite su impulso di tangenti: che chi ha intascato le mazzette può adeguare alle categorie euro sia l’auto che la casa, mentre i cittadini sono costretti a soccombere ed indebitarsi.
I gruppi di rieducazione delle amministrazioni locali dovrebbero costituirsi in ogni comune, ed essere pronti a difendere casa, risparmio e lavoro di ogni cittadino. Non si dovrebbe chiedere l’aiuto dei più deboli e meno prestanti, ma esclusivamente di uomini e donne in grado d’usare le mani. Caratteristica dei gruppi di rieducazione dovrebbe essere l’uso delle mani nude e ben allenate, evitando corpi contundenti ed ogni genere di arnese che possa recare offesa e danni permanenti. La rieducazione degli aguzzini dovrebbe basarsi solo sul servire ceffoni a mano piena e ben roteata con la spalla, evitando manrovesci con dorso e nocche, pugni, testate tra naso e occhio e calci. Il ceffone spaventa, rieduca, da colorito ai loro volti tra il grigio ed il giallo, soprattutto non produce ricovero e conseguente prognosi.
A conti fatti, basterebbero una decina di gruppi di rieducazione per ogni città, pronti a fronteggiare guardie, pubblici funzionari ed amministratori locali. E’ giunta l’ora della lotta per la sopravvivenza, il momento di fermare il bullismo amministrativo e sanzionatorio dei benpensanti benestanti. Chi scrive ricorda i propri quattordici anni, ed il bullismo di un diciannovenne che pretendeva di prendere a schiaffi (le chiamava “calete” perché era più alto di noi) quelli appena entrati nel liceo: nel momento in cui varcavo la porta dell’istituto decisi di non sottostare a quel gesto umiliante, così feci un guizzo con torace e collo, evitando la “calata” e poi colpendo con una testata tra naso ed occhio il cazzone che credeva di poter impunemente continuare a fare il bullo con tutti; quel gesto fermava l’angheria e ridimensionava l’aguzzino, e chi vi scrive a testa alta ha sopportato punizioni e l’essere poi stato condotto presso un comando di polizia. Ma tutto è stato superato, e quel ricordo da in chi scrive il conforto che lottare fa bene all’anima.
Oggi stiamo subendo vere e proprie violenze fisiche dal sistema, è nostro dovere reagire difendendo soprattutto i più deboli: e la mente corre ai tanti pensionati che non hanno la forza economica per potersi cambiare l’auto ed aggiornare il proprio immobile alle varie norme Ue. Il pensiero va anche ai tanti artigiani che non hanno la forza economica di aggiornare officine ed opifici a quelle norme Ue. E’ giunta l’ora d’affrontare fisicamente e su temi concreti gli aguzzini. Il poliziotto non avrà mai il coraggio d’usare armi contro chi usa mani nude sull’amministratore locale o su un eurodeputato filo norme e sanzioni. Non lasciatevi sedurre da chi obietterà che si tratta di violenza, ed anche contro dei pubblici ufficiali. Non possono processare ed arrestare milioni di persone, dovranno necessariamente capitolare e tornare indietro; rispettando la volontà democratica della cittadinanza vessata dalle loro trovate “green”. Soprattutto necessita non cadere nelle trappole della comunicazione, ovvero giornalisti ed intrattenitori tivù che tenteranno di dare del violento o del fascista a chiunque lotterà contro le norme vessatorie di comuni ed Ue. Convinciamoci che le imposizioni per l’agenda Onu e l’Europa green sono tutte trovate delle multinazionali. Queste ultime stanno corrompendo le pubbliche amministrazioni per abbassare ulteriormente l’asticella della ricchezza a disposizione dei popoli.