ITALIA SENZA SCUOLA, SENZA GIUSTIZIA, SENZA SANITA’

di Manlio Lo Presti (scrittore esperto di sistemi finanziari)

Dai primi giorni del 1973 fino al 31 maggio del 1974 venivano varati cinque provvedimenti normativi chiamati nel loro insieme “decreti delegati”. Un provvedimento che regolamentava il diritto alla partecipazione di alunni e genitori alla programmazione scolastica. Venti anni dopo furono apportati alcuni aggiornamenti e modifiche con il Decreto Legislativo 297/1994. Mia madre era un’insegnante, e dette le dimissioni qualche anno dopo la cosiddetta democratizzazione nelle scuole. Un atto profetico, perché vide subito che si sarebbe rivelato lo strumento per portare la scuola ad un collasso definitivo e senza ritorno. Con notevole preveggenza mi spiegava che questi provvedimenti avrebbero privilegiato la didattica rispetto alla pedagogia: quest’ultima aveva il compito di educare i giovani ad essere cittadini consapevoli e partecipativi. Conosciamo le devastazioni ed il disfacimento del sistema scolastico nazionale, che nel tempo è diventato un campo di battaglia ideologico, ponendo scientificamente e sistematicamente in ombra lo spirito costruttivo di quelle normative incardinate nella partecipazione e non nella conseguente devastazione. La demolizione controllata del sistema scolastico italiano, dalle elementari alle università, viene da lontano. E’ venuta meno la fondamentale vocazione della scuola come luogo di formazione, e non solo di istruzione scarsa ed incerta, da come emerge anche dai titoli dell’odierno programma su RAI 1 che parlava appunto di scuola. I danni causati da un simile sistema si riscontrano nell’altissimo tasso di abbandono scolastico, poi nel basso numero di laureati in Italia. La dotazione lessicale di uno studente medio odierno si attesta in seicento parole, mentre un liceale di dieci anni fa ne conosceva seimila. A conti fatti, viene certificato il fallimento anche della didattica come diffusione delle nozioni. Risultato? Eliminazione della nozionistica e soprattutto della pedagogia come espressione della “paideia”, della formazione sociale, morale e culturale del cittadino e cittadina di domani. Eliminazione della selezione dei ragazzi più pronti: che non significa eliminazione dell’accesso generalizzato all’istruzione che garantisce un eguale punto di partenza per tutti, come una parte della politica italiana continua a farci credere. Individuare insegnanti e studenti più versatili e dotati non intacca la paritaria fruizione scolastica. Perché nessun governo italiano ha deciso di porre fine definitivamente a questo caos?
In parallelo, abbiamo avuto la progressiva sterilizzazione dell’apparato giudiziario, con una amministrazione della giustizia fallimentare il cui effetto più distruttivo è stato lo scandaloso prolungamento dei processi, che di fatto ha eliminato la domanda di giustizia della cittadinanza; diventata solamente bersaglio di lungaggini che hanno favorito la devianza e l’impunità. Un’arma di distruzione è stata principalmente la continua e progressiva sottrazione di risorse a questi due comparti fondamentali per la tenuta democratica di un Paese che si possa definire civile. Alla riduzione di mezzi e di risorse si è aggiunto l’ignobile cinismo della casta politica nel suo insieme, che vedeva nel blocco giudiziario una possibile scappatoia per continuare ad esercitare i propri abusi ed arbitrii; come pure una zona franca dove continuano ad operare quasi indisturbate le dieci organizzazioni criminali che imperversano in Italia. Parliamo di: Cosa nostra, Sacra corona unita e altre mafie pugliesi, Camorra, Ndrangheta , Mafia capitale, Gruppi criminali di Ostia, Mafie nigeriane, Bande criminali albanesi, Bande criminali romene, Bande criminali cinesi – cfrhttp://www.avvisopubblico.it/home/home/cosa-facciamo/informare/osservatorio-parlamentare/attivita-dinchiesta/attivita-dinchiesta-xvii/commissione-bicamerale-antimafia/le-mafie-oggi-lanalisi-della-commissione-antimafia/ . Eppure, queste organizzazioni potevano efficacemente essere eliminate con un attento utilizzo delle numerose strutture di polizia operanti in Italia: Polizia di Stato, Polizie locali, Guardia costiera e Capitanerie di porto, Guardia di Finanza, Vigili del fuoco, Carabinieri, DIA, DIGOS, Gruppi di intervento rapido GIS, il reparto ROS, lo SCICO, il GICO, il NIC. Adesso si aggiungono le strutture di controllo e guerra cibernetica interforze, ecc. ecc. Perché con questa panoplia di strutture a disposizione le bande criminali elencate per difetto non sono state debellate?
Parlare in parallelo della scuola e della giustizia significa argomentare la fine programmata dei due pilastri di una moderna democrazia. Aggiungo il dramma del sistema sanitario scientificamente distrutto con la solita riduzione di risorse e strutture ora non aggiornate e fatiscenti, e con la chiusura di centinaia di ospedali, con l’effetto immediato del trasferimento delle risorse finanziarie alla sanità privata. Si è ripetuto lo schema tossico della progressiva sottrazione delle risorse, ancora oggi la stessa per i settori più delicati di un Paese che vuole definirsi una democrazia compiuta.
L’attuale situazione ha radici lontane ed è la risultante di un patto non scritto fra le forze di governo insediate nell’immediato dopoguerra e le forze di opposizione principalmente costituite dal PCI che si vide chiusa la possibilità di una presa armata del potere a guerra civile appena terminata. Sinteticamente si può ipotizzare come andarono le cose: i partiti di governo si impadronirono dei soldi, della conduzione della produzione e della finanza. Chiusero cinicamente gli occhi quando gli oppositori iniziarono a vendicarsi infiltrandosi nella scuola e nella giustizia attraverso l’occupazione delle cattedre e dei vertici della magistratura per operarne uno svuotamento in termini di funzionalità democratica, attraverso il bombardamento di dottrine ideologiche per quali, marxianamente, se la realtà è in contrasto con lo schema ideologico, è la realtà ad essere sbagliata e quindi deve essere modificata. Questo teorema ha guidato tutte le strategie di forze politiche inizialmente all’opposizione e poi a lungo al governo negli ultimi decenni grazie al silenzioso appoggio del Colle e del Dipartimento di stato USA, della Francia, della Gran Bretagna, della Germania, della Banca Centrale Europea ed infine dei commissari non eletti a suffragio diretto insediati ai vertici della UE.
Porre efficacemente fine a questo stato di cose non è semplice a causa degli interessi in gioco in termini di miliardi di euro e di controllo delle masse italiche rese all’impotenza dall’impoverimento, dalla disoccupazione, dalla precarietà, dalla una articolata e complessa criminalità di cui più di un politico e qualche magistrato hanno individuato una regia, un piano messo in piedi e realizzato da “menti sottilissime” ancora occultato sapientemente dalla eterna controversia “Stato-mafia” … The song remains the same – film del 1976 (La musica è sempre la stessa). 

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