TUMORI ED AUTO ELETTRICHE E’ IL BINOMIO CHE IL POTERE VUOLE IGNORARE

L’inchiesta pubblicata da “Radio Popolare” conferma i dati messi in rete da “La PekoraNera”, ovvero che l’esposizione a campi elettromagnetici provoca il cancro. Il campo magnetico che oggi attira maggiormente consumatori ed automobilisti è l’auto elettrica, seguita a ruota dalla domotica domestica (quella che piace tanto all’ex ministro Vittorio Colao). “Radio Popolare” ha reso note le analisi mediche su macchinisti di elettrotreni e tassisti di auto elettriche, allargando lo spettro d’analisi a tutti coloro che vivono, lavorano o vanno a scuola nelle vicinanze di cavi dell’alta tensione, di linee elettriche e ferroviarie. Il responso dell’Istituto Ramazzini di Bologna è stato lapidario e deciso, definendo chi esposto ai campi elettromagnetici come “categorie potenzialmente a rischio”. L’istituto di ricerca bolognese ha analizzato il classico campo magnetico da corrente elettrica a 50hz, dimostrando come possa inequivocabilmente promuovere l’insorgenza di tumori maligni, teratogensi, neoplasie e leucemie. I risultati sono stati pubblicati on line dalla rivista “International Journal of Radiation Biology”. Morando Soffritti, ricercatore che ha esaminato i campioni di tessuto animale esposti agli accumulatori elettrici (sul tipo di quelli delle auto), ha scritto: “Il campo magnetico attraversa alberi e muri: continuare a costruire elettrodotti senza tenere conto della possibile esposizione dei residenti è un comportamento non adeguato alle esigenze di protezione del cittadino”.
Lo studio è stato condotto su 650 ratti esposti ed allargando l’indagine a 1001 ratti di controllo: questo ha dimostrato come gli animali esposti a una singola dose di “radiazioni ionizzanti gamma” e a CM-50Hz per tutta la vita (dal periodo prenatale fino alla morte naturale) hanno sviluppato un significativo aumento dell’incidenza di tre tipi di tumore: cancro mammario, leucemia ed un raro tumore del cuore chiamato Schwannoma maligno. “L’eccesso significativo di un tumore così raro come il cancro mammario nei ratti maschi è molto importante – ha spiegato Soffritti – in quanto potrebbe contribuire a ritenere plausibile anche nell’uomo il legame tra cancro mammario ed esposizione a campi elettromagnetici in alcune categorie di lavoratori, cosa tutt’oggi non riconosciuta”.
E mentre la ricerca circola in rete destando preoccupazione nei cittadini, le case automobilistiche investono in pubblicità per vendere auto elettriche, soprattutto operano una capillare corruzione di pubblici funzionari e politici europei affinché possa essere imposto per legge il passaggio a vetture e moto elettriche. La moto elettrica intanto è considerata dalla ricerca come capace d’indurre tumori all’apparato genitale ed intestinale. Tutti motivi che dovrebbero spingere il legislatore ad abbandonare la visione green elettrica, riconsiderando i motori tradizionali alimentabili a biocarburante.