LA CONGIURA DEL NUOVO ORDINE MONDIALE PER BLOCCARE POLITICAMENTE DONALD TRUMP

Il timore d’un ritorno di Trump alla Casa Bianca manda in tilt gli avversari del Tycoon. Ora l’Fbi starebbe cercato collegamenti tra Trump ed ogni simpatizzante della manifestazione di Capitol Hill, foto o filmati anche una semplice pacca sulle spalle d’un patriota americano. Qualcuno non escluderebbe l’Fbi stia lavorando a creare queste prove, perché se Trump tornasse al potere inizierebbero i grattacapi per molti giudici, funzionari federali, avversari politici, vertici di società finanziarie ed affaristi dediti al traffico d’armi. Grane ce ne sarebbero anche per qualche esperto informatico italiano, che avrebbe collaborato alla manipolazione delle elezioni Usa. Insomma, il ritorno del Tycoon scompiglierebbe le carte del Nuovo Ordine Mondiale, ponendo fine anche ai conflitti degli Usa con Russia e Cina. Intanto si diffonde la notizia che, qualche avversario di Trump potrebbe aver assoldato un gruppo di comparse e stuntman del cinema per inscenare l’assalto a Capitol Hill. Il quadro assume davvero tinte fosche. Intanto l’Fbi perquisisce la residenza di Donald Trump, e Joe Biden si dice all’oscuro del blitz, di non essere stato informato della perquisizione nella residenza di Donald Trump in Florida. Possibile mai che alla Casa Bianca nessuno sapesse? Ed allora chi è al corrente e chi muove i fili delle trame contro Trump? L’ex presidente era a New York ed ha dichiarato: “Un attacco alla mia candidatura ed una strumentalizzazione della giustizia, colpa dei democratici radicali”.
Karine Jean-Pierre è persona notoriamente vicina a Kamala Harris, e di mestiere fa la portavoce della Casa Bianca: in un briefing con la stampa, in riferimento alla perquisizione nella villa dell’ex presidente ha sottolineato che “il dipartimento di Giustizia è indipendente e conduce le sue indagini in modo autonomo”. La Jean-Pierre è una sorta di badante di Biden controllata dalla Harris. Quest’ultima tace, e non è da escludere sapesse tutto. A dare la notizia è stato lo stesso Trump in un comunicato alla Cnn, nel quale ha definito il il raid “un attacco politico contro la mia candidatura alle elezioni del 2024”. Donald Trump non era nella residenza al momento dell’arrivo dei federali, si trovava alla Trump Tower di New York, dove è solito trascorrere l’estate. “E’ una strumentalizzazione della giustizia, ed un attacco dei democratici che vogliono disperatamente evitare che mi candidi alle elezioni del 2024 – ha tuonato Trump -. Questi sono tempi bui per la nostra nazione: la mia bella casa, Mar-a-Lago a Palm Beach, in Florida, è attualmente sotto assedio, perquisita ed occupata da un folto gruppo di agenti dell’Fbi. Hanno persino fatto irruzione nella mia cassaforte! Dopo aver lavorato e collaborato con tutte le principali agenzie governative – ha chiosato Trump – questo raid non annunciato nella mia residenza non era necessario né appropriato”.
Ora si tratta di capire cosa stessero cercando gli agenti federali. Secondo tre fonti, che hanno parlato con la Cnn, il blitz è avvenuto nell’ambito delle indagini sui quindici scatoloni di “documenti classificati” che Trump avrebbe portato via dalla Casa Bianca dopo la fine del mandato presidenziale. E quale sarebbe il “Crimine federale”? L’ex presidente ha sempre negato d’aver portato via documenti riservati. Ma la perquisizione potrebbe anche avere a che fare con l’indagine sull’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021, dopo che nelle settimane scorse il dipartimento di Giustizia ha iniziato ad indagare sul comportamento di Trump nei giorni precedenti alla rivolta. L’Fbi pedinava o ha pedinato e intercettava il presidente Trump in carica anche se a fine mandato? E su impulso di chi faceva tutto questo?
Dopo aver perquisito la villa, l’Fbi ha portato via scatole di documenti di Donald Trump a Mar-a-Lago, in Florida: fonte Cnn. La cassaforte perquisita dagli agenti dell’Fbi si trova nello studio dell’ex presidente, rende noto sempre la Cnn. Secondo l’ex portavoce Stephanie Grisham, l’ex presidente “non gestiva correttamente i documenti riservati. L’ho visto passare in rassegna i documenti, buttarne via alcuni, strapparne altri e metterne in tasca altri ancora”. “Mettere in tasca documenti” non è una prova. Stephanie Grisham poteva anche aver visto un fazzoletto di carta, poi scambiato per documento, La Grisham forse subisce pressioni? E chi eserciterebbe potere sull’ex portavoce di Trump? La perquisizione nella residenza di Mar-a-Lago è iniziata attorno alle 10 di mattina di lunedì (le 16 in Italia) ma la notizia è stata diffusa solo in serata dallo stesso ex presidente: perché nessun politico ha usato subito la notizia?
Alla perquisizione c’è da aggiungere anche l’indagine fiscale su Donald Trump, che è stato lungamente interrogato ma s’è trincerato nell’assoluto riserbo. Il Tycoon si è appellato ad un cardine delle leggi americane, il cosiddetto “Quinto emendamento”, ed ha aggiunto “quella contro di me è una caccia alle streghe”. Così Donald Trump ha lasciato la procura di New York dopo essersi rifiutato di rispondere alle domande della procuratrice Letitia James, nell’ambito dell’indagine sulle proprietà dell’ex presidente.
Trump non ha risposto alle domande dei giornalisti che lo aspettavano fuori dalla procura, invece ha salutato dal finestrino della sua auto la folla che gremiva la strada. L’ex presidente aveva fatto sapere in una nota che non avrebbe risposto alle domande “in base ai diritti che sono concessi a ogni cittadino dalla Costituzione americana”. Intanto qualche ben informato pare sostenga che Letitia James sia collegata a Karine Jean-Pierre, quindi a Kamala Harris: insomma un gruppo di donne pronte a marciare sul cadavere dell’ex presidente Repubblicano? Un qualcosa di simile è avvenuto anche in Italia con Silvio Berlusconi e con altri uomini non graditi al potere da certe potenti lobby. “Non ho fatto nulla di sbagliato – ha dichiarato Trump – ed è per questo che dopo cinque anni di indagine del governo federale, statale e locale, insieme alle fake news, non hanno trovato nulla: la James da anni sta conducendo una campagna contro di me, la mia famiglia e le mie società. Letitia James ha creato una piattaforma politica – aggiunge Trump – e fatto carriera attaccando me e la mia società”.
Il Quinto emendamento degli Usa consente di non testimoniare contro se stessi, ma il procuratore di New York sta strumentalizzando politicamente la presa di posizione di Trump. “Una volta mi è stato chiesto: ‘se si è innocenti perché invocare il Quinto Emendamento?’ Ora so la risposta – ha spiegato Trump – Quando la tua famiglia, la tua società e tutte le persone nella tua orbita diventano target di una infondata caccia alla streghe motivata politicamente non si ha altra scelta – sottolinea Trump – . Se avevo qualche dubbio al riguardo, questi sono stati spazzati via dal raid dell’Fbi due giorni prima della deposizione. Non ho altra scelta perché l’attuale amministrazione e molti procuratori in questo paese hanno perso la decenza morale e etica”.
Il procuratore di New York ha messo sotto indagine il Tycoon per le sue società, perché potrebbe aver gonfiato i valori dei suoi asset per spuntare condizioni finanziarie migliori: in pratica Trump avrebbe volontariamente deciso di pagare più tasse in previsione di chiedere maggiori prestiti? Accusa davvero strampalata, anche perché più che frodare il fisco il caso sarebbe di generosità e regali al fisco. In pratica Trump avrebbe dichiarato di più. “Domani vedrò il procuratore generale razzista di New York – aveva affermato scherzosamente Trump sul suo Truth Social – per il proseguimento della più grande caccia alle streghe nella storia degli Usa. La mia grande società, ed io stesso, veniamo attaccati da tutte le parti. Repubblica delle banane!”.
Va aggiunto che l’Fbi ha vietato allo staff ed ai legali di Donald Trump di avvicinarsi ed assistere al raid di Mar-Lago. A tutti è stato chiesto di lasciare la proprietà: “gli agenti volevano restare soli senza alcun testimone che vedesse cosa stavano facendo, prendendo o, speriamo di no, piazzando delle prove – ha affermato Donald Trump -; perché hanno insistito a non avere nessuno? Nessun raid c’è mai stato per Obama o Clinton nonostante le grandi dispute che avevano”. Fra sostenitori ed alleati di Trump si fa largo l’ipotesi d’una spia a Mar-a-Lago. Nella casa dell’ex presidente ci sarebbe stata una talpa del’Fbi. La talpa potrebbe aver passato informazioni all’Fbi e forse creato prove per incastrare Trump.