Borgonovo: «I kapò pentiti: allarme finito, fate lavorare tutti i medici»

Di Francesco Borgonovo – Cade il governo e gli ordini professionali cambiano linea. Dopo aver umiliato chi ha scelto di non vaccinarsi, adesso chiedono «con urgenza» di reintegrare i «renitenti». E di esonerare la Federazione dai controlli.

La notizia è talmente curiosa da insospettire. Viene quasi da pensar male, da supporre maliziosamente che – vista l’arietta appena meno viziata che tira dalle parti di Palazzo Chigi – la Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) stia cercando di adeguarsi. Ma probabilmente, ripetiamolo a scanso di equivoci, si tratta della nostra cattiva immaginazione: figurati se un’organizzazione così rispettabile si prende la briga di seguire le beghe politiche.

Comunque sia, la Fnomceo ha deciso di tornare a occuparsi dell’obbligo vaccinale a cui sono sottoposti i suoi iscritti e tutti i sanitari. Solo che stavolta, a differenza del passato, ha espresso considerazioni apparentemente più morbide. Il consiglio nazionale della federazione, infatti, ha approvato all’unanimità una mozione che sarà inviata ai ministri della Salute e della Giustizia e al presidente del Consiglio superiore della magistratura. Il testo è estremamente interessante.

Per gran parte del documento, infatti, i vertici dell’ordine si battono da soli vigorose pacche sulle spalle. Essi rilevano «con soddisfazione che la quasi totalità dei professionisti iscritti agli Omceo ha adempiuto agli obblighi di legge e, ad oggi, solo 4.432 sono stati sospesi sul totale di 468.411 per non essersi sottoposti alla vaccinazione anti Covid prevista per legge». Come a dire: visto quanto siamo stati bravi? Appena un centesimo o poco meno dei nostri iscritti ha rifiutato il vaccino ed è stato sospeso, siamo stati davvero obbedienti. Non a caso, qualora aveste dei dubbi, la Fnomceo ci tiene a ribadire che «il vaccino contro il Covid» è «uno strumento fondamentale per ridurre la diffusione della pandemia e conseguentemente la mortalità soprattutto dei soggetti più fragili». Tutto molto bello e commovente. Vedere che un ordine si compiace di aver tolto lavoro e stipendio a quasi 4.500 persone è senz’altro un segno di enorme civiltà.

Ma attenti, perché adesso viene la parte più suggestiva. La mozione fresca di approvazione contiene un passaggio in cui si specifica che «l’evoluzione epidemiologica della pandemia è tale da poter consentire, in assenza di una nuova fase emergenziale, di tornare ad una ordinaria gestione del rischio biologico e della sicurezza delle cure al cittadino lasciando agli Ordini territoriali il compito di valutare i comportamenti dei colleghi sotto il profilo deontologico». Che cosa significa?

Lo spiega il mirabolante Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, al Quotidiano Sanità. «È il momento di tornare alla normalità», dichiara. «Gli ordini hanno svolto un’opera di supplenza, con responsabilità, quali enti sussidiari dello Stato, senza la quale non sarebbero stati raggiunti gli obiettivi e gli effetti positivi della legge. Ora devono tornare a svolgere il loro ruolo di garanti della professione medica, che deve essere esercitata nel rispetto delle norme deontologiche. Quindi è il momento di sollevare gli ordini dal controllo dell’adempimento dell’obbligo, lasciando in capo a loro solo il compito, che compete loro, delle valutazioni deontologiche e dei procedimenti disciplinari».

Davvero incredibile. Alla fine di luglio del 2022, gli ordini dei medici si destano dal sonno e dicono che è il momento di farla finita con la paranoia, che bisogna tornare alla normalità, e che loro non vogliono più occuparsi di sorvegliare e punire i professionisti non vaccinati. Non è tutto. La Fnomceo rileva che alcune recenti ordinanze e decisioni della magistratura amministrativa e ordinaria hanno messo in luce «elementi di incertezza» sull’applicazione del decreto che impone l’obbligo, «pervenendo, in alcuni casi, a interpretazioni contrarie a ogni evidenza scientifica».

Il riferimento è molto probabilmente alla decisione del Tribunale di Firenze di reintegrare una psicologa non vaccinata. In quel caso, il giudice ha emesso una ordinanza pesantissima, che in gran parte demoliva l’impianto dell’obbligo.

Date queste premesse, la Federazione degli ordini dei medici ha stabilito di rivolgersi al ministero della Salute affinché «nelle more di una revisione legislativa della materia, fornisca, con urgenza, quelle indicazioni operative, più volte sollecitate, indispensabili per una uniforme attività ordinistica e necessarie a superare le incertezze e i dubbi, dando, in particolare, risposta alle richieste espresse da tutte le Federazioni sanitarie, circa l’individuazione delle modalità di corretta applicazione del dl 44/2021, in particolare riguardo alla tempistica della procedura vaccinale nei soggetti che hanno contratto l’infezione da virus Sars Cov2».

Per farla breve, i nostri luminari chiedono al ministero di esprimersi una volta per tutte sul rientro al lavoro dei professionisti non vaccinati. E, nel farlo, suggeriscono che ci siano alcuni dubbi sull’applicazione del decreto apposito.

Capite bene che questa iniziativa suscita più di una perplessità. Per prima cosa, viene da domandarsi se i nostri eroi non potessero farsi sentire prima, visto che da settimane i medici e i direttori sanitari che operano sul campo chiedono di potersi avvalere almeno dei colleghi guariti. A colpire, inoltre, è il metodo. Per condannare la sentenza che criticava l’obbligo, la Fnomceo tira in ballo l’evidenza scientifica negata. Eppure, subito dopo, chiede un chiarimento politico al governo. Quindi la faccenda è scientifica o politica? Sorge il dubbio che – al solito – l’evidenza scientifica sia usata per puntellare decisioni politiche, ma in una direzione sola. Vogliono, di grazia, i cari medici spiegarci su quali basi scientifiche si fondi l’obbligo vaccinale? E se non si fonda su basi scientifiche ma soltanto politiche e giuridiche – come pare di capire dalla mozione – a che titolo i cari dottori criticano la sentenza emessa da un tribunale? Mistero.

Per altro, giova ricordare che – pochi giorni fa, a governo Draghi ancora prepotentemente in sella – sono stati proprio gli Ordini dei medici a ragliare contro chi si è sottratto all’obbligo. L’Ordine di Firenze, ad esempio, ha scritto in un comunicato che «la vaccinazione è un obbligo morale degli esercenti le professioni sanitarie», dunque «non ci sono e non ci devono essere eccezioni». Parole analoghe sono giunte dal succitato Filippo Anelli. Eppure, guarda un po’, è bastata una settimana a suggerire una modifica della rotta.

Nella mozione della Fnomceo, in ogni caso, ci sono almeno due nodi fondamentali. Il primo è, appunto, la richiesta di cambiare rotta sulla sospensione dei medici non vaccinati. Il secondo, forse ancora più esplosivo, è l’esplicita ammissione del fatto che l’emergenza non esiste. Lo scrivono, lo dettagliano. E se persino i dirigenti dell’ordine affermano una cosa del genere, con quale faccia i presunti esperti continuano ad andare in giro a spargere panico? Con quale fegato i vari politicanti inetti insistono a giocare sulla paura della popolazione?

Il dramma, purtroppo, è sempre lo stesso: a proferire l’ultima parola sull’obbligo vaccinale sarà un ministro che dell’evidenza scientifica non ha mai tenuto conto, e che ora ha perso pure la minuscola legittimazione politica di cui godeva fino all’altro giorno. Tocca, per l’ennesima volta, riconfermare l’antica certezza: la vera emergenza la creano coloro che l’emergenza avrebbero dovuto gestirla.
La Verità