Haggis e le molestie: «Sono uscito da Scientology e ora vogliono distruggermi»

Paul Haggis è ora un uomo libero. Il regista premio Oscar di Crash, è finito in un incrocio non programmato della sua vita. Era in Italia, in Puglia, per partecipare a un festival cinematografico con altri divi di Hollywood quando la polizia gli ha messo le manette ai polsi. L’accusa è tremenda: violenza sessuale. A muoverla è una ragazza inglese che aveva raggiunto Haggis in Puglia e aveva trascorso con lui qualche giorno. «Come ho detto alla giudice – spiega Haggis a Repubblica – il mio primo errore è stato permettere a qualcuno che conoscevo appena di venire a trovarmi. È stata una stupidaggine. Il secondo errore è avvenuto l’ultima mattina, quando è accaduta una cosa che ho trovato particolarmente spiacevole e ho deciso di troncare questa situazione. Ho portato quella donna all’aeroporto alcune ore prima del suo volo».

«Sinceramente – prosegue Haggis a Repubblica – non vedo alcun motivo plausibile per cui una persona sinceramente interessata a una relazione non usi il suo vero nome (ndr, la signora si era presentata con un nome di fantasia). Un’altra cosa: durante il suo interrogatorio, mi è sembrata sempre molto preparata, come se avesse fatto le prove. Tutt’altro che fragile o soggiogata, come ha affermato». Il regista collega le accuse alla sua decisione di lasciare Scientology: «Ho capito che l’associazione era profondamente corrotta e non potevo più difenderla e nemmeno farne parte. Non ho prove, ma da quello che ho imparato da Scientology, so che sono capaci di qualsiasi cosa. Se parli contro di loro, useranno qualsiasi mezzo per distruggere la tua reputazione, la tua carriera e la tua famiglia».
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