Inflazione, effetto su stipendi: crolla il potere d’acquisto. Operai tra i più penalizzati

Il più recente Rapporto Retribuzioni di Odm Consulting, la società di Gi Group Holding che si occupa di consulenza Hr, ha analizzato, come ogni anno, gli stipendi dei dipendenti in Italia. Lo studio fa emergere il peso crescente dell’inflazione sul potere d’acquisto dei lavoratori, si legge su SkyTg24.

Nel 2021 c’è stata una piccola ripresa delle retribuzioni, ma in parallelo è diminuito il potere d’acquisto dei lavoratori, causato dall’aumento record dell’inflazione. Come spiega il Corriere della Sera, dal rapporto emerge che la categoria più penalizzata lo scorso anno è stata quella degli “Operai” con un danno stimato, in termini di potere di acquisto, fino a 1.250 euro. Per quanto riguarda le retribuzioni, nel 2021 in Italia sono cresciute le buste paga di Dirigenti e Quadri, stabili quelle degli Impiegati e in calo quelle degli Operai. Nello studio di Odm si fa riferimento alla retribuzione base annua (Rba) e alla retribuzione totale annua (Rta) che tiene conto anche della componente variabile della busta paga.

La categoria Operai ha dunque avuto una diminuzione del 2,7% per quanto riguarda la retribuzione base e un calo anche maggiore per la Rta (-3,7%) a causa della riduzione della componente variabile collegata in gran parte all’emergenza pandemica.  Dai dati emerge che «la riduzione delle retribuzioni tra il 2020 e il 2021 (pari a 740 euro) e il contemporaneo incremento dei prezzi che impatta sui salari reali hanno generato una perdita del potere d’acquisto per gli Operai pari a 1251 euro». Si registra invece una perdita di 411 euro per gli Impiegati, appena 5 euro per i Quadri e 780 euro per i Dirigenti.

Secondo i dati del 2021, sottolinea SkyTg24, il tasso di inflazione è stato pari al +2,6%, il dato più elevato degli ultimi 10 anni (nel 2011 aveva raggiunto il +2,7%). Un dato destinato a crescere a passo veloce quest’anno. Le ultime stime Istat indicano un’inflazione acquisita per il 2022 è pari a +5,2% per l’indice generale e a +2,0% per la componente di fondo.

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