Cosenza, malore improvviso: muore il generale dei Carabinieri Francesco Ferace

È morto a Napoli, a causa di un malore improvviso, il generale Francesco Ferace, ex comandante provinciale dell’Arma a Cosenza. Ex allievo della prestigiosa scuola militare “Nunziatella” di Napoli, Ferace era stato protagonista con i suoi uomini di importanti operazioni anticrimine in Calabria. Sotto il suo comando vennero arrestati i superlatitanti Ettore Lanzino, boss ergastolano di Cosenza, e Nicola Acri, detto “occhi di ghiaccio” boss ergastolano di Corigliano Rossano.

«La scomparsa del generale dell’Arma dei Carabinieri Francesco Ferace addolora la nostra comunità per la quale si è speso con impegno e dedizione per diversi anni interpretando al meglio delle sue possibilità il suo ruolo di servitore dello Stato a tutela della legalità». Con queste parole il sindaco Franz Caruso ha espresso il suo più profondo cordoglio e quello dell’Amministrazione di Palazzo dei Bruzi per la scomparsa dell’alto ufficiale.

«Nel ricordare la figura del generale Ferace – sottolinea ancora Franz Caruso – ricordo anche che era cittadino onorario di Cosenza, riconoscimento che gli venne attribuito nel novembre del 2017. Francesco Ferace fu vicino alla nostra città, non solo perché si adoperò in molte occasioni a tutela della legalità e nella ferma azione di contrasto contro ogni forma di manifestazione del crimine organizzato, ma anche perché partecipò a molte delle attività, soprattutto quelle culturali, che si svolsero durante la sua permanenza a Cosenza. Di lui ricorderemo a lungo l’intelligenza, le spiccate capacità investigative e inoltre la generosità che lo contraddistingueva, anche nell’esercizio di funzioni certamente non agevoli, così come colpiva il suo sentirsi cosentino a tutti gli effetti, perfettamente calato nel nostro contesto territoriale al punto da avvertire l’importanza della storia e della cultura della nostra città. Alla sua famiglia e ai figli giungano, in questo doloroso momento – ha concluso il sindaco Franz Caruso – le mie più sentite condoglianze».
di Arcangelo BadolatiCosenza Gazzetta del Sud

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