Il ministero della Salute sbianchetta i rischi del vaccino

Il sito dell’Istituto superiore di sanità modifica la pagina sull’iniezione antivaiolo (abolita 40 anni fa). Proprio adesso che spunta un allarme – totalmente sproporzionato – sulla malattia che arriva dalle scimmie. Preparano una campagna come quella del Covid? Verso l’estate in mascherina sui mezzi. Alla maturità di certo: «mancano i tempi» per levarla.

Bianchetto alla mano, il ministero della Salute si sta preparando alla campagna vaccinale per il vaiolo delle scimmie. Mentre a firma Giovanni Rezza, direttore generale della prevenzione sanitaria, veniva diramata una circolare confusa e contraddittoria sulla situazione epidemiologica da contagi Monkeypox (Mpx), qualche manina ha provveduto a cancellare dal sito ufficiale dell’Istituto superiore della sanità le gravi reazioni che può provocare la vaccinazione contro questo virus virale. Da quel che si legge oggi, sarebbero poca cosa, accennata in meno di tre righe, ma a inizio anno la questione non era affatto sottovalutata. Peccato che sia scomparso quel capitoletto dettagliato, prodigo di spiegazioni sugli eventi avversi.

Per fortuna è possibile verificare la cronologia dei Web site, e sull’archivio digitale Wayback Machine sono ancora visibili le informazioni che l’Iss forniva tre mesi fa. Nell’aggiornamento del 1° febbraio, il portale Epicentro, epidemiologia per la sanità pubblica coordinato scientificamente dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Iss, informava che il vaccino antivaioloso «contiene il virus vivo e per questo la vaccinazione dev’essere effettuata con molta cautela, per evitare una diffusione del virus a zone del corpo lontane dal punto di inoculo. Inoltre, il vaccino ha molti effetti collaterali». In Italia, la vaccinazione è stata sospesa nel 1977 e definitivamente abrogata nel 1981, però si citano diverse complicanze quali «febbre, mal di testa e irritazioni su tutto il corpo» e «in qualche caso» anche gravi «che possono arrivare fino alla morte». Si scendeva ancor più nel dettaglio, specificando che «in passato, circa 1.000 persone ogni milione di vaccinati per la prima volta presentavano qualche tipo di reazione al vaccino, come allergie o sintomi di tossicità, o, in qualche caso, una diffusione del virus in tuo l’organismo».

Le informazioni non finivano lì, perché si avvertiva che «le persone con maggiori probabilità di effetti avversi sono quelle che hanno diverse malattie della pelle (eczemi, dermatiti) o quelle con sistemi immunitari indeboliti (chi ha ricevuto un trapianto, chi sta subendo un trattamento per il cancro, i sieropositivi, i malati di cuore)». Infine veniva precisato che «in tempi più recenti si stanno studiando le correlazioni, verificate in qualche caso, tra la somministrazione del vaccino e l’emergenza di problemi cardiaci (attacchi di cuore e angina). Negli anni ’60 e ’70, quando la vaccinazione era in uso, furono riportati rari casi di infiammazione cardiaca». Correttamente, non si lesinava sui dettagli dei rischi di una vaccinazione un tempo preziosa ma che è stata sconsigliata, come si leggeva qualche paragrafo più in basso: «L’Italia possiede oggi 5 milioni di dosi di vaccino antivaioloso che attraverso le diluizioni possono arrivare a 25 milioni di dosi. Tuttavia, date le complicanze possibili, il ministero della Salute sconsiglia una vaccinazione estesa alla popolazione in assenza di pericolo imminente». Roberto Speranza deve essere davvero preoccupato per il vaiolo delle scimmie, se ha fatto togliere tutte queste informazioni.

Adesso, infatti, sul sito dell’Iss compare solo l’indicazione: «La vaccinazione può causare reazioni avverse incluse eruzioni cutanee, febbre e mal di testa». Ma c’è di peggio. Spariscano le categorie maggiormente a rischio, rimane un generico «in alcuni gruppi di persone, in particolare le persone immunocompromesse, le complicanze del virus vaccinale possono essere gravi e anche mortali», e la percentuale di reazioni avverse in «circa 1.000 persone ogni milione» improvvisamente scende drasticamente a «1 su un milione di persone vaccinate».
Dopo solo tre mesi si è ridotta di mille volte? Ce n’è abbastanza per ipotizzare una strategia ministeriale pro vaccino contro il vaiolo delle scimmie, che al momento ha infettato solo dodici italiani. Quando si prospetta una vaccinazione di massa scatta la gara a occultare gli effetti avversi, così come è stato fatto con il vaccino anti Covid.

Intanto, con la sua circolare il ministro Speranza ha già fatto passare il messaggio che «la vaccinazione post esposizione (idealmente entro quattro giorni dall’esposizione) può essere presa in considerazione per contatti a rischio più elevato come gli operatori sanitari, compreso il personale di laboratorio, previa attenta valutazione dei rischi e dei benefici».

Secondo quale criterio sarà fatta questa considerazione, dal momento che i rischi sono praticamente spariti dal capitolo vaccinazione anti vaiolo? L’Istituto superiore della sanità aggiusta il tiro, afferma che dai 40 anni in giù la popolazione può essere a rischio: «È possibile che le persone che non sono state vaccinate contro il vaiolo (vaccinazione abolita in Italia nel 1981) siano a maggior rischio di infezione» e questo per l’assenza di anticorpi che, «per la similitudine del virus del vaiolo con il Monkeypox, possono essere efficaci a contrastare anche questa virosi». Prepariamoci a una campagna vaccinale anti virus delle scimmie a partire dai più giovani.
di Patrizia Floder Reitter – La Verità – Immagine Ansa

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Un pensiero su “Il ministero della Salute sbianchetta i rischi del vaccino

  • 28 Maggio 2022 in 11:11
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    E la magistratura non dice niente di fronte a questi criminali che alterano la verità dei fatti mettendo a grave rischio la salute dei cittadini??? Se gli effetti avversi gravi sono 1 ogni mille è un reato grave inventarsi che solo 1 su un milione avrà eventi avversi.
    Oramai ogni moralità pubblica è sparita e siamo di fronte a criminali burattini di elites straniere che hanno già razziato il paese dai tempi delle privatizzazioni di Draghi e che ora vogliono il controllo digitale e biologico degli italiani. E questo avviene dopo aver attaccato tramite i loro media ogni identità nazionale, familiare , religiosa e sessuale e favorito tramite ONG la immigrazione selvaggia per annaquare il popolo italiano

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