“Bunga bunga”, Ruby: «Finita in un sistema molto più grande di me. Sono stufa»

Il processo Ruby ter è arrivato ad una fase cruciale, con la richiesta di condanna formulata dai pm: chiesti 6 anni per Silvio Berlusconi, secondo l’accusa avrebbe corrotto circa trenta testimoni. Tra le persone più coinvolte nella nota vicenda del “bunga bunga” c’è sicuramente Karima El Mahroug, oggi 29enne, ma all’epoca dei fatti minorenne. «Guardando indietro, con la maturità e la consapevolezza di adesso, – spiega Ruby al Corriere della Sera – credo che quella ragazza di 17 anni avrebbe dovuto essere protetta, soprattutto da quello stesso sistema che non ha mai smesso di giudicarmi, anche quando nei processi mi definiva vittima» si legge su Affari Italiani.

«Sono molto turbata – prosegue Ruby al Corriere – dalla descrizione che ancora una volta viene fatta della mia persona da parte di chi non mi ha mai neppure conosciuta». Già il primo processo fu battezzato con il suo nome «Ruby uno», e non «bunga bunga» come sarebbe stato più logico fare (finì con l’assoluzione di Berlusconi), assegnandole implicitamente quel ruolo determinante. «Quella che sono davvero continua ad essere invisibile agli occhi di tutti» e «la Ruby descritta in aula è molto lontana dalla donna che sono oggi, la mia vita non ha nulla a che vedere con quella descritta dall’accusa nel processo. Sono stanca di dover combattere contro una rappresentazione di me che non ha nulla a che vedere con quanto sono».

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