Zuckerberg incontra Draghi e Colao per il metaverso: in arrivo nuovi controlli e restrizioni?

La visita a Roma: «Al progetto serve lo sforzo congiunto di aziende, politica e società».

Il problema non è che Mark Zuckerberg ha incontrato Mario Draghi per «collaborare sul metaverso», come recitano i comunicati. Il problema è che cosa può mettere dentro il metaverso il nostro premier. Milioni di avatar del ministro Roberto Speranza che ti controllano green pass ed esami del sangue? Un catasto con realtà aumentata che casualmente sfocia in una fiscalità, anch’essa aumentata? Una galleria-shop virtuale con dentro tutto il meglio delle aziende italiane per consentire a un pool selezionato di fondi Usa di portarsele a casa con un clic e senza passare dal Mef?

Sembrava di essere su Scherzi a parte, cinque giorni fa, quando l’agenzia Ansa annunciava con toni messianici la comparsa a sorpresa di mister Facebook e consorte Priscilla a spasso per le strade di Siena e poi, magicamente, attovagliati a Torino al Cambio, il ristornate preferito di Camillo Benso conte di Cavour. L’agenzia di stampa annunciava un incontro con Draghi e i portavoce di Meta, la holding di Zuckerberg, che preparavano il campo diffondendo il metaverbo: «Per dare vita al metaverso sarà necessario uno sforzo congiunto tra aziende, mondo politico e società civile». Tradotto in parole semplici, se un guru come Zuckerberg si scomoda per venire a parlare con dei politici significa che probabilmente intende indirizzare le regole del progetto del futuro, mentre i soldi li metteranno gli Stati e i clienti, promossi a «società civile».

E così ieri mattina, come ha reso noto Meta, mister Facebook è andato a Palazzo Chigi dove ha incontrato per un’ora Draghi e il ministro dell’Innovazione Vittorio Colao, ancora alle prese con il rebus del cloud per le pubbliche amministrazioni e costretto a sentirsi parlare di realtà aumentata, mondi virtuali e avatar in libera uscita. «Abbiamo confermato la nostra collaborazione con il governo italiano», dicono gli stregoni di Meta, che da mesi fa parlare di sé senza scoprire le carte. Si sa che nei giorni scorsi mister metaverso ha incontrato Leonardo Del Vecchio, proprietario di Essilor Luxoica, e che insieme avrebbero provato i nuovi «smart glasses» con cui ammirare la realtà che non c’era. Ma per restare al campo della moda, da tempo alcune grandi griffe internazionali hanno showroom virtuali sul metaverso, dove presto Zuckerberg farà quattrini vendendo spazi e pubblicità.

Ma con il governo di Draghi, che si può fare? In Italia stiamo ancora cercando di togliere gli antivirus russi dai computer, siamo in ritardo ciclopico sulla rete 5G, la digitalizzazione della pubblica amministrazione procede a rilento, milioni di cittadini resistono strenuamente a pec e Spid e per avere una carta d’identità elettronica servono mesi. Ma adesso arriva Zuckerberg in persona e, «collaborando con il governo italiano», ci porta nel metaverso.

Per altro, metaverso è un termine nato nel mondo cyberpunk, ovvero quanto di più anarchico e incontrollabile si possa pensare di questi tempi, ma come molti fenomeni del genere finisce per essere cavalcato dai colossi quotati a Wall Street. E così, da un mondo virtuale pensato per giocare con livelli di coinvolgimento mai provati prima, ecco che si preparano applicazioni di massa per portare gli utenti attuali dei vari social a farsi un avatar e «sperimentare» cose ed «esperienze». Meglio se a pagamento, prima o poi.

Insomma, sembrava un po’ un pesce d’aprile la storia di Zuckerberg che presenta il metaverso all’ex banchiere Draghi, 74 primavere e magari ignaro anche dell’esistenza di Packman. Ma se il premier ha chiesto notizie su come associare a ogni avatar un codice fiscale, c’è poco da ridere.
di Francesco Bonazzi – La Verità

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Un pensiero su “Zuckerberg incontra Draghi e Colao per il metaverso: in arrivo nuovi controlli e restrizioni?

  • 6 Maggio 2022 in 20:34
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    Ma se li mandiamo tutti nel metaverso per sempre? Poi magicamente con un clik li cancelliamo 😉

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