Volevano punire Putin: anche l’Ungheria pagherà l’energia in rubli

Il ministro degli Esteri ungherese ha confermato alla Cnn che il suo Paese utilizzerà lo schema di pagamento messo in atto da Mosca per pagare petrolio e gas.

Difendendo questa decisione, il ministro degli Esteri Péter Szijjártó ha dichiarato: «L’85% della nostra fornitura di gas proviene dalla Russia e il 65% della nostra fornitura di petrolio proviene dalla Russia. Come mai? Perché questo è determinato dall’infrastruttura. Non è per divertimento, non abbiamo scelto la situazione», ha detto alla CNN.

Szijjártó ha affermato che non ci sono fonti o percorsi alternativi che consentano loro di interrompere l’importazione di energia russa nei prossimi anni. Secondo lo schema di pagamento russo, gli importatori di energia hanno dovuto aprire due conti bancari presso Gazprombank: un conto in valuta estera e un conto in rubli. Il ricavato delle vendite viene pagato in valuta estera (dollari o euro) che viene poi convertita da Gazprombank nel conto in rubli, scrive la CNN.

Secondo quanto riferito, molti altri paesi stanno utilizzando lo stesso schema. Un documento della Commissione europea pubblicato la scorsa settimana ha avvertito che «sembra possibile» conformarsi alle nuove regole russe senza entrare in conflitto con il diritto dell’UE.

Gli esperti di sanzioni affermano che il sistema di pagamento russo consente a Mosca l’accesso ai proventi dell’energia indipendentemente dalle sanzioni in vigore sulle valute estere.

Richard Quest della CNN rileva due cose: l’intero processo è estremamente oscuro dal punto di vista legale e lo schema offre anche a Putin il vantaggio politico: sta costringendo le società nel suo schema a pagare in rubli.
Nella foto il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó (CNN)

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