La credibilità del ministro Di Maio: «Non pagheremo in rubli». Subito dopo Eni apre conto in rubli

Ve lo ricordate quando Luigi Di Maio affermò che non avrebbe «voluto avere niente a che fare con il partito di Bibbiano»? Bene. Ora è successa la stessa cosa riguardo il pagamento del gas russo in rubli: «I nostri contratti prevedono il pagamento in euro e noi vogliamo pagare in euro», ha affermato il nostro ministro degli Esteri. Ma subito dopo arriva la smentita: «Il colosso energetico italiano Eni SpA si sta preparando ad aprire conti in rubli presso la Gazprombank JSC , consentendole di soddisfare potenzialmente le richieste russe di pagare il gas in valuta locale», fa sapere  Bloomberg.

Ormai non si contano più le affermazioni a mentula canis dal nostro “amato” ex steward da stadio, puntualmente poi smentite dai fatti. D’altronde il suo mentore, un Grillo purtroppo anch’egli parlante, dichiarò nel febbraio 2013: «Apriremo il Parlamento come una scatola di tonno», oggi in realtà, i ‘tonni’ sono coloro che li hanno votati.

«In una nazione seria Di Maio al ministero al massimo farebbe le pulizie» è ciò che pensa Giorgio Bianchi di colui che rappresenta la nostra nazione all’estero.

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