Cacciari: «Ne abbiamo le palle piene dei ministeri della verità, prima il Covid e ora la guerra»

Massimo Cacciari commenta con Affaritaliani.it l’intervento a Montecitorio del presidente ucraino Zelensky

«Probabilmente è indice del fatto, e dobbiamo tutti augurarcelo, che dietro le quinte proseguono in qualche modo e su qualche tavolo trattative segrete. Non solo, Zelensky sa anche perfettamente che il nostro Paese è quello che ci rimette maggiormente con le sanzioni inflitte alla Russia e che quindi è quello più interessato alla pace in tempi rapidi». Con queste parole Massimo Cacciari, filosofo ed ex sindaco di Venezia, risponde alla domanda di Affaritaliani.it sull’intervento a Montecitorio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel quale ha parlato di pace e non di guerra.

«Ad esempio, la Gran Bretagna non ha alcun interesse a che si arrivi rapidamente alla pace perché non subisce alcuna conseguenza dalle sanzioni economiche e infatti durante il suo intervento al Parlamento britannico Zelensky ha parlato di guerra e della necessità di sconfiggere la Russia». Quanto al premier Mario Draghi, che ha detto che l’Italia è favorevole all’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea e che invieremo altri aiuti militari alla resistenza di Kiev, Cacciari sottolinea: «Segue la linea dell’Europa e che in questa fase occorre tenere, abbastanza scontato. Dopo che l’Unione ha accolto tutti dovremmo dire no agli ucraini? Sarebbe riprovevole, sia eticamente sia politicamente».

«Quello di Zelensky di oggi è stato l’intervento del capo di un governo aggredito militarmente e quindi le sue parole sono tutte comprensibili. Il problema vero è capire se gli interventi degli attori, da Biden in giù, coprono l’intero sviluppo delle trattative o se c’è altro in ballo. In uno scontro come questo le dichiarazioni pubbliche sono una cosa, poi, solitamente e possiamo augurarcelo dopo le parole di Zelensky alla Camera, ci sono anche trattative che non conosciamo per arrivare alla fine del conflitto. Altrimenti qual è l’alternativa? Una guerra che durerà chissà quanto tempo».

Cacciari argomenta ancora: «Come in tutte le guerre in pubblico si recita la commedia e dietro le quinte ci sono i tavoli per le vere trattative. Ci sono anche in questo caso? Speriamo. I russi non usciranno mai sconfitti, nemmeno l’anima bella più candida e ingenua può immaginare un ritiro unilaterale delle truppe di Mosca. Se aspettiamo che ci sia un vincitore dal punto di vista militare avremo solo un Paese devastato, l’Ucraina, e l’effetto boomerang delle sanzioni per alcuni Paesi occidentali, non per tutti. E tra questi in prima fila Italia e Germania, non certo Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia».

Quanto, infine, ai distinguo politici in Parlamento con alcuni gruppi e alcuni singoli deputati e senatori che hanno disertato l’intervento di Zelensky, Cacciari spiega: «È positivo che ci siano posizioni differenziate, vuole dire che non c’è ancora il pensiero unico per tutti e che non tutti hanno il cervello all’ammasso. Alcune posizioni le condivido, altre per niente, ma il fatto che ci siano posizioni differenziate e non solo il richiamo alla guerra è un fatto certamente positivo. Ne abbiamo le palle piene dei ministeri della verità, prima il Covid e ora la guerra. È molto positivo che gli italiani abbiano ancora un minimo di autonomia nel giudicare e valutare gli accadimenti», conclude l’ex sindaco di Venezia.

Affari Italiani

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