Carburanti, c’è dietro il reato di aggiotaggio? Qualcosa non torna

Il Governo italiano ha fatto uno sconto di 25 centesimi di euro sul prezzo dei carburanti, il mondo economico-finanziario si aspettava molto di più. In un certo senso chi ha un’attività, ma anche chi non ce l’ha, si ritrova ad avere un costo per la produzione e la logistica “troppo elevato”. Ora ci poniamo una serie di domande: sarebbe possibile, per un lasso di tempo ben definito, rinunciare a tutte le accise diminuendo ipso facto del 50% il prezzo dei carburanti?

Il costo di questa rinuncia, a tempo limitato, è superiore ad un eventuale rallentamento dell’economia dove si prevedono ulteriori diminuzioni dei consumi ed un aumento dei prezzi? CALCOLARE E PROGRAMMARE. Come tutti sappiamo è la legge della domanda e dell’offerta che generalmente determina il listino prezzi dei prodotti e dei servizi ed anche la libera concorrenza ne è partecipe, ma continua a frullarmi in testa un’altra domanda: non è che per caso siamo in presenza di un AGGIOTAGGIO? Cos’è? L’art. 501 del Codice Penale (in merito al rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio) chiunque, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o altrimenti divulga notizie false, esagerate o tendenziose o adopera altri artifici atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato è punibile con la reclusione fino a tre anni e con una multa che va da un minimo di 516 euro ad un massimo di 25.822 euro. Secondo la disposizione del codice penale, le sanzioni sono raddoppiate laddove la condotta sia volta a favorire interessi stranieri o nel caso in cui da essa derivi il deprezzamento della valuta nazionale o dei titoli di Stato. L’aggiotaggio prevede il dolo generico come elemento soggettivo ed è un reato procedibile d’ufficio.

Si potrebbe configurare questo reato ai prezzi dei carburanti? A questo punto l’ho chiesto ad un caro amico che di professione è un avvocato: “Se ipoteticamente fosse vero, perché nessuno interviene”? La sua risposta è stata lapidaria: “Se vuoi un parere legale te lo do inviandoti anche la parcella”.

Dopo questa risposta ho soprasseduto e cambiato argomento, anche se il dubbio mi è rimasto. Non sono un uomo di legge, ma mi sembra che a pagare siamo sempre noi o no? …
di Ezio Pozzati – Affari Italiani

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