Guerra Ucraina: per ogni profugo 27 euro al giorno. Le coop, già inquisite, ringraziano

Non esistono bandi per l’emergenza, valgono quelli per i migranti. Le stime prevedono l’arrivo di 800.000 profughi: per ognuno saranno spesi 27 euro al giorno. Una gigantesca torta anche per società già inquisite.

L’accoglienza di chi scappa dalla guerra in Ucraina conferma la generosità di noi italiani, però c’è un’altra gara che è scattata, del tutto estranea ai valori di solidarietà. Stiamo parlando della corsa delle cooperative ad accaparrarsi i contributi messi a disposizione di quanti ospitano i profughi.

Secondo i dati del Viminale, a ieri nel nostro Paese sono giunti 38.539 ucraini. Si stima che ne arriveranno 800.000, per ognuno dei quali saranno spesi 27 euro al giorno, che fanno 10.000 euro l’anno. In base ai costi quantificati dall’Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale, solo per una quota di 256.932 stiamo parlando di 2,5 miliardi di euro a carico dell’Italia.

L’emergenza umanitaria, che avrà un forte impatto sul piano sociale e sanitario, diventa così l’ennesima gigantesca torta da spartire. Perché «non ci sono più gli operatori del terzo settore che gestiscono profughi. Negli ultimi anni si sono dimezzati e in molti hanno iniziato a fare altro», ha sottolineato ieri il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, in un articolo comparso sul Corriere del Veneto. Ma è anche vero che certe coop sopravvivono e mantengono inalterata la loro capacità di gestire il business dell’accoglienza. Fino a ieri dei migranti clandestini, oggi pure dei profughi.

Non esiste, infatti, un bando per l’emergenza Ucraina messo a punto delle prefetture, che per ospitare nei Cas, i Centri di accoglienza straordinaria, quanti scappano dalla guerra, stanno utilizzando gli accordi già in essere per la sistemazione dei migranti. Come accade a Triora, provincia di Imperia, dove l’accoglienza è stata affidata alla cooperativa Migrazione di Torino, la stessa che da alcuni anni si occupa di chi arriva con i barconi, e come avverrà in moltissimi Comuni italiani.

Un esempio per tutti, quello della cooperativa Tuendelee che lo scorso anno si è aggiudicata a Padova una gran fea della gestione dei centri colleivi per migranti. Il bando della prefeura valeva 18 milioni di euro, il numero più alto di posti è andato alla Tuendelee, che in lingua swahili significa «Camminiamo insieme con gioia». Ben 190, rispetto ai 110 suddivisi tra altre due cooperative, la Veneto insieme e la Tangram. Adesso accoglierà anche i profughi, ricevendo circa 28 euro al giorno per ciascuno ospite dei Cas.

Il problema è che Tuendelee, Tucso, Ekene, sotto tutti rami nati da Ecofficina prima, ed Edeco poi, nota come «coop pigliatutto» per avere controllato buona parte dell’accoglienza veneta.

Il primo bando che vinse nel luglio del 2014 era stato di 1,3 milioni di euro; il secondo, un anno dopo, di 1,8 milioni euro; il terzo, nel febbraio 2016, di 16 milioni per 1.700 posti, più 4.500.000 euro per il centro di Bagnoli. Gestiva l’accoglienza anche in case private, in alberghi. «Un vortice che portava nelle casse circa 40 milioni di euro l’anno. Con una percentuale di guadagno dal 10 al 15 per cento», scriveva Il Gazzettino che ha seguito l’inchiesta passo dopo passo a partire da maggio 2016, quando iniziarono le prime denunce per truffa.

Sebbene indagata per truffa ai danni dello Stato e di frode nell’adempimento di obblighi contrattuali, la Edeco venne ammessa a un bando di gara per 42,5 milioni di euro sempre a Padova, per circa 24 milioni di euro a Venezia. Come risultò dalle indagini, oltre 400 pagine di informativa e di cui nel 2019 diede conto La Verità, le strutture gestite dalla cooperativa padovana rivelarono il volto peggiore dell’accoglienza, interessata solo ad assicurarsi il maggior numero di appalti, per poi lasciare migliaia di persone in condizioni vergognose come accadde nell’ex base militare di Cona (dove nel 2017 morì una donna ivoriana) e di Bagnoli, dove centinaia di firme false apposte ogni mese sul registro dell’hub da fantomatici migranti permettevano di ottenere più soldi.

I vertici della cooperativa finirono sotto processo, assieme a ex funzionari pubblici delle prefetture di Padova e Venezia, poi il Covid congelò le attività giudiziarie. Però, nel luglio 2020, la Edeco vinse comunque il bando nel Comune di Cavarzere per il servizio di accoglienza di stranieri, richiedenti protezione internazionale, affetti da patologia Covid-19.

La onlus Ekene di Battaglia Terme, altra emanazione della padovana Edeco e con gli stessi titolari, nell’agosto 2019 ottenne in Friuli la gestione del Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di Gradisca d’Isonzo, e a villa Spica di Dolo, nel Veneziano, la struttura dove per conto della prefettura sono ospitate donne migranti con i loro bambini, ma giudicata in pessime condizioni. Nel frattempo, un’operazione di scissione d’impresa a fine 2019 aveva visto nascere la cooperativa Tuendelee con la derivata Tucso, che ha gestito a Padova, fino allo scorso anno, il servizio per minori stranieri non accompagnati, con gli stessi amministratori di Edeco.

La vecchia coop venne messa in liquidazione però i dirigenti sono sempre loro, a gestire l’accoglienza dei migranti pure in Sardegna, al Cpr di Macomer, dove a gennaio la Ekene si è aggiudicata la gara della prefettura di Nuoro. Adesso Tuendelee si occuperà dei profughi ucraini, ma sappiamo in quali mani li stiamo mettendo?

di Patrizia Floder Reitter – La Verità

Un pensiero su “Guerra Ucraina: per ogni profugo 27 euro al giorno. Le coop, già inquisite, ringraziano

  • 16 Marzo 2022 in 3:28
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    L’attore di serie B Zelensky ci vuole far credere che è per il dialogo mentre chiede no fly zone, armi e di fare una guerra mondiale.Notate come non dice mai che L’Ucraina non entrerà mai nella nato,che basterebbe per fermare la guerra, visto che i suoi sponsor vogliono accerchiare la Russia ai confini con l’aiuto del loro burattino.Questi ucraini vogliono combattere fino alla fine secondo la retorica nazista dei loro battaglioni dominanti e a Zelensky non importa se vi saranno altre decine di migliaia di morti.

    E intanto l’Italia paghera 27 euro al giorno alle note cooperative per ogni profugo ucraino,nazisti compresi.Fa’ 10 mila euro l’anno che moltiplicato per i 700 mila profughi previsti fà 7 miliardi di euro che gli usurai ovviamente chiederanno a noi dopo averci dato i soldi che stampano a costo zero con la loro BCE privata.
    E noi ospitiamo e paghiamo anche profughi ucraini che hanno appoggiato il genocidio governativo di 14 mila russi ucraini e le discriminazioni verso tutti i russofoni ucraini!! Per non parlare del massacro di Odessa da parte dei nazisti ucraini in cui furono rotte le ossa a sprangate e poi bruciati vivi circa 50 civili nella casa del sindacato(Putin ha giustamente detto che conoscono gli autori e verranno puniti)

    Questa guerra provocata dai burattini degli usurai anticristiani (e quindi antirussi) con la provocazione da parte di Zelensky, una settimana prima dell’ invasione russa,di rifornirsi di armi atomiche serve unicamente per continuare in una emergenza infinita dopo la covidtruffa.E’ utile e necessaria ai banchieri sociopatici per il loro “reset” con dominio digitale e biologico degli europei costretti da loro anche alla fame.

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