«Noi, guariti ma ignorati e penalizzati dal green pass»

Sono un esercito, ma, come si sarebbe detto una volta, non hanno coscienza di classe. Eppure, il solo fermarsi a considerare la loro situazione, potrebbe mettere in dubbio il fatto di avergli concesso solo una breve tregua all’interno della logica diabolica del green pass, che si sta facendo totalizzante.

Sono i più di 10 milioni di guariti immunizzati che avendo contratto il covid, hanno sviluppato una formidabile immunità attiva contro Sars-Cov-2, comparabile, se non superiore, a quella fornita dalla somministrazione del vaccino. Eppure, anche loro sono soggetti al meccanismo del green pass una volta scaduto il periodo che, a seconda delle categorie professionali, varia da tre a sei mesi.

A sostegno della loro battaglia ora c’è un Coordinamento di Comitati di guariti, che raccoglie diverse sigle nate in questi mesi anche sui social (QUIQUI e QUI) e che chiede un vero e proprio riconoscimento giuridico, basandosi anche sulla legge. Non sono dunque né no vax, né sì vax. Sono semplicemente extra vax perché a loro il vaccino non serve e non dovrebbero essere obbligati ad alcuna somministrazione, come la stessa portavoce Avvocato Jenny Lopresti, spiega alla Bussola.

«Anzitutto, la scienza ci dice che nel contrasto all’infezione non interviene soltanto il braccio umorale del sistema immunitario (che comprende anche gli anticorpi circolanti) ma anche l’immunità cellulomediata e di memoria (cellule B e T) che permane nel tempo e che, anche per Sars-Cov-2, è stata dimostrata dalle numerosissime evidenze che finora si sono susseguite (l’ultima, LancetQUI).

La memoria immunitaria che, come un sofisticato sistema informatico, sull’acquisizione di nuovi dati è in grado di aggiornarsi ed ampliarsi, in caso di riesposizione rievoca una risposta specifica contro il virus, che sarà sempre più efficace e completa anche nel riconoscimento delle varianti. Quindi, il soggetto guarito che rientra in contatto con il virus è dotato di un corredo immunitario acquisito (per immunità adattiva) che gli consentirà di controllare e contenere in maniera efficiente la replicazione virale e, conseguentemente, infezione e contagio».

A sostegno di questo, i Guariti hanno fornito una bibliografia scientifica davvero mastodontica (QUI) tanto che non si comprende perché il Ministero della Salute e il Governo, che afferma di agire sulla base delle evidenze scientifiche, continui ad ignorare tali assunti.

Vaccinare i guariti, dunque, non ha alcun senso, anzi, può risultare più rischioso che vaccinare chi non ha mai contratto l’infezione.

«Ci sono studi che dimostrano infatti che i guariti sottoposti a vaccinazione hanno maggiori probabilità di sviluppare effetti avversi immediati – prosegue l’Avv. Lopresti -. Ricordate il caso di Stefano Paternò? Il sottufficiale di Marina morì a seguito dell’effetto ADE che, lo dice l’autopsia, è stato causato da un’eccessiva attivazione immunitaria, indotta dalla vaccinazione, in un soggetto con livelli anticorpali già elevati a causa della pregressa infezione».

A sostegno di questo, le ragioni sono anche giuridiche perché lo stesso Decreto Lorenzin, poi riconvertito in legge, che dispone la vaccinazione pediatrica obbligatoria per dieci vaccini, all’articolo 1 comma 2 sancisce espressamente che l’immunità naturale acquisita dall’infezione esonera completamente dalla vaccinazione. “Ora, prosegue … non si capisce perché la valenza dell’immunità naturale, già riconosciuta in analoga materia, non debba esserlo per la vaccinazione anti covid”.

Dunque, l’esonero per i guariti è previsto ex lege da quello stesso Stato che, non si capisce per quale motivo, li costringe poi a doversi vaccinare, mettendo a rischio maggiormente la propria salute. Eppure sono dei fantasmi, per la politica e per i media, salvo l’ormai encomibabile Fuori dal Coro di Mario Giordano.

C’è un altro particolare curioso. Nessuna delle case farmaceutiche che ha messo in commercio i vaccini anti covid ha testato il farmaco sui pazienti guariti. “I trials vaccinali escludevano ab origine i pazienti che avevano contratto il covid, proprio perché le case farmaceutiche conoscono bene la valenza dell’immunità naturale e, quindi sapevano che un paziente che aveva avuto la malattia, se avesse testato il vaccino avrebbe falsato i dati. Insomma, aver avuto il covid era una condizione escludente per non poter partecipare alla sperimentazione che, per la dose c.d. “booster”, è ancora in corso e si concluderà non prima dell’anno prossimo… E qui entriamo nel campo dei potenziali effetti a medio e lungo termine, su cui, nello specifico caso dei guariti, non si hanno dati.”

Ecco, quindi, che il Coordinamento avanza al governo la sua richiesta e per farlo chiede aiuto a tutte le forze politiche cercando di sensibilizzarle al tema perché questa non è una battaglia ideologica ma esclusivamente di logica e buonsenso. La Lega, sinora, si è dimostrato l’unico partito della maggioranza maggiormente sensibile al tema, tanto che anche ieri Matteo Salvini, ospite di Rtl ha proprio parlato dei guariti che devono essere esonerati dal green pass, il quale, comunque e in ogni caso dovrebbe – ha auspicato il leader leghista – terminare il 31 marzo.

Pertanto, i guariti vengono discriminati perché costretti all’obbligo, a seconda delle categorie lavorative o anagrafiche di appartenenza, e al green pass dopo il periodo di presunta immunizzazione riconosciuto, ancorché si pongano in una posizione di assoluta estraneità rispetto a una vaccinazione che potrebbe solo esporli a eventuali effetti avversi senza apportare loro alcun sostanziale beneficio.

di Andrea Zambrano – Lanuovabq.it

2 pensieri riguardo “«Noi, guariti ma ignorati e penalizzati dal green pass»

  • 15 Febbraio 2022 in 12:44
    Permalink

    !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Pfizer vi consiglia di contattare il medico se avete questi sintomi. E il tweet diventa virale
    Agata Iacono- lantidiplomatico.it-14 Febbraio 2022

    Anche Pfizer è costretta a dichiarare pubblicamente gli effetti avversi correlati al suo siero? Sta diventando virale un tweet della multinazionale in cui testuale si consiglia di contattare il medico se si verificano i sintomi di un coagulo di sangue in una vena profonda. Vale a dire uno degli effetti avversi più comune della sua vaccinazione sperimentale contro il Covid.

    ” Deep vein thrombosis (#DVT), a blood clot in a deep vein, can travel to the lungs, leading to a pulmonary embolism (#PE). Symptoms of PE include difficulty breathing and chest pain. Contact your doctor if experiencing symptoms—this is no time to wait.”
    — Pfizer Inc. (@pfizer) February 14, 2022

    Evidentemente, sempre e rigorosamente nella totale dolosa censura dei media, Pfizer non è più in grado di gestire la più eclatante bufala messa in atto da una multinazionale farmaceutica. Da quando è scoppiato lo scandalo Pfizer gate, con l’apertura di un’inchiesta sulla manipolazione dei dati e quindi il balletto tragicomico tra Fda e Pfizer per la pubblicazione di tutta la documentazione a supporto dell’autorizzazione, come da ordinanza del giudice del Texas, la Big Pharma sta collezionando una serie catastrofica di fallimenti.

    L’ultimo è il ritiro della proposta di acquisto all’India, che pretendeva addirittura di valutare autonomamente la validità del siero, senza accettare ciecamente la documentazione già prodotta negli Usa e ancora non pubblicata.

    “Pfizer, Moderna e altri produttori stranieri di vaccini stanno guardando i beni sovrani del paese come una forma di garanzia per il vaccino. Chiedono anche protezione legale dai casi di effetti collaterali del vaccino. Queste condizioni non sono accettabili per il governo indiano. Fino a quando le aziende farmaceutiche straniere e il governo indiano non raggiungeranno un consenso in merito, la disponibilità del vaccino Pfizer in India richiederà probabilmente più tempo.”

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    • 15 Febbraio 2022 in 12:50
      Permalink

      PS;
      evidentemente il governo Indiano,contrariamente a quello italiano, fà gli interessi del suo popolo e non si accorda con aziende chimiche private che non vogliono nemmeno fornire dati riservati sui loro “vaccini” e impongono la loro totale irresponsabilità da qualsiasi effetto collaterale.

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