Sindrome vaccinale? Quelle strane malattie che colpiscono i militari negli Usa

I dati resi noti da alcuni medici militari statunitensi circa l’impatto dei vaccini contro il Covid-19 meriterebbero approfondimenti e chiarimenti che finora né il Pentagono nè l’Amministrazione sanitaria statunitense hanno fornito.

Secondo quanto emerso da un’audizione al Congresso del senatore Ron Johnson riportata alcuni medici militari hanno fornito dati impressionanti circa l’esplosione di malattie tra i militari registratasi nei primi dieci mesi del 2021 rispetto ai dati degli anni precedenti. Dati rilevati attraverso il database sanitario militare (Defense Medical Epidemiology Database – DMED) che monitora della salute dei membri delle forze armate statunitensi. Il 25 gennaio, Thomas Renz, l’avvocato dei medici militari Peter Chambers, Theresa Long e Samuel Sigoloff, hanno presentato davanti ai membri del Congresso una tavola rotonda intitolata Covid 19: A Second Opinion in cui emergono dati allarmanti circa l’impatto dei vaccini sui militari americani.

Renz è da tempo protagonista di iniziative contro l’obbligo vaccinale, battaglia che negli Stati Uniti ha diviso la politica e la società con l’amministrazione democratica di Joe Biden favorevole all’obbligo vaccinale, mentre molti Stati governati dai Repubblicani hanno respinto iniziative federali di questo tipo. Al di là dello scontro politico, sarebbe però utile comprendere se i dati riportati dai medici militari patrocinati da Renz sono veri poiché, dopo l’obbligo vaccinale di Covid-19 imposto ai militari, i dati trapelati dal database dell’epidemiologia medica delle agenzie sanitarie della difesa mostrano infatti livelli di malattie in crescita repentina tra il personale militare.

Tra gennaio e ottobre 2021 i casi di infarto sono aumentati del 269% da 612 casi annuali a 1.650, la pericardite è aumentata del 175% da 589 casi annuali a 1.029, la miocardite è aumentata del 285% da 127 casi annuali a 363, le embolie polmonari del 467% da 746 casi annuali a 3.489. E non è tutto: l’infarto cerebrale è aumentato del 393%, la paresi facciale di Bell del 319%, la sindrome di Guillain-Barre del 250%, le immunodeficienze del 275%, l’irregolarità mestruale del 476%, le diagnosi di sclerosi multipla sono cresciute del 487%, le neoplasie del 296%, gli aborti spontanei del 306% mentre l’HIV è aumentato del 590% da 454 casi annuali a 2.681 nei primi dieci mesi del 2021. Infine, il dolore toracico è aumentato del 1.529% da 4.892 casi annuali a 74.813 individui da inizio anno e le difficoltà respiratorie del 905% da 4.968 casi annuali a 44.990 da inizio anno.

Come sottolinea Alessandro Rico sul quotidiano La Verità «a ciascuna voce non corrispondono per forza altrettanti individui: una singola persona potrebbe aver avuto bisogno di più trattamenti ambulatoriali o ricoveri. Peraltro, sarebbe quasi un unicum nella storia della medicina se, a pochi mesi dalla loro somministrazione, ammesso che possano esserne la causa, quei medicinali avessero già scatenato un’epidemia di tumori e sterilità». La crescita esponenziale di così tante malattie, se confermata rispetto alla media annuale del quinquennio precedente, aprirebbe però molti dubbi circa la pericolosità dei vaccini, unico vero elemento sanitario di novità emerso nel 2021 mentre il Covid aveva già dominato il 2020 e non aveva influenzato la media delle malattie riscontrate tra i militari.

Del resto, almeno alcune delle patologie riscontrate in crescita elevatissima tra i militari americani, come miocarditi, paresi e pericarditi, sono già al centro dell’attenzione nei casi di eventi avversi legati ai vaccini contro il Covid -19 tra i civili in tutto il mondo. Considerato che i vaccini inoculati ai militari statunitensi sono uguali a quelli distribuiti a centinaia di milioni di persone in tutto il mondo occidentale, occorre chiedersi quando verranno effettuati, negli USA come in Europa e altrove, studi più esaustivi sugli effetti avversi dei vaccini, finora limitati alle auto-segnalazioni, peraltro spesso scoraggiate dalle stesse autorità sanitarie.

Certo il sistema militare statunitense consente uno stretto controllo sulla salute dei suoi appartenenti ma se questi rischi sono reali riguardano oggi una buona fetta della popolazione mondiale. Come ricorda l’articolo de La Verità, secondo Blaze media, un canale d’informazione vicino ai Repubblicani Usa, in una delle dichiarazioni giurate dei sanitari, si legge: «È mia opinione professionale che la maggior parte degli aumenti d’incidenza dei casi sopra discussi di aborti spontanei, cancri e altre malattie, siano dovuti alle vaccinazioni contro il Covid-19». Al netto del dibattito politico e sanitario, sempre più acceso almeno al di là dell’Atlantico, occorre fare luce al più presto su questi dati allarmanti.

Del resto non è la prima volta che anche sulla NBQ esprimiamo perplessità circa il rischio di inoculare a un miliardo di persone vaccini sperimentali che termineranno i trials forse nel 2025/26. Col rischio ulteriore di minare prioritariamente, con una scommessa al buio, proprio i pilastri dello Stato poiché l’obbligo vaccinale è stato imposto a personale militare, di polizia, sanitario e scolastico. Chiarimenti e risposte in proposito sono necessari subito.

di Gianandrea Gaiani – La Nuova Bussola Quotidiana

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