Scuola, scoppia il caso delle lunghe quarantene

Troppi bambini e ragazzi, soprattutto delle scuole dell’infanzia e delle primarie chiusi in casa per giorni e giorni senza alcun sintomo magari solo per un caso positivo nella loro classe. Ma novità sono in arrivo, presto.

Affaritaliani.it ne ha parlato con Rossano Sasso, sottosegretario all’Istruzione.

Sottosegretario, non crede che le regole delle quarantene nelle scuole siano ormai superate?
“In questi due anni di pandemia abbiamo imparato ad avere un approccio flessibile, perché le condizioni mutano di settimana in settimana e bisogna essere reattivi al massimo. C’è in corso una riflessione a proposito delle linee guida, anche in considerazione delle richieste che arrivano dalle Regioni, dai dirigenti scolastici e dalle famiglie. Ovviamente ci sono da tenere in considerazione le indicazioni delle autorità sanitarie, ma il ministero dell’Istruzione deve essere parte attiva in questo processo: non possiamo limitarci a recepire e applicare decisioni altrui. La nostra comunità, che sta rispondendo in modo straordinario a un evento imprevisto e drammatico, deve avere netta la percezione del rispetto e dell’apprezzamento che le vengono riconosciuti”.

Quando potrebbero essere cambiate?
“Le interlocuzioni sono in corso e credo che un intervento in tal senso arriverà a stretto giro. Mi lasci però aggiungere che ci aspettiamo una revisione anche a proposito dei dispositivi di aerazione e ventilazione: se il Cts non è risoluto nell’inserire questo tipo di strumenti nelle linee guida per la scuola, dobbiamo essere noi a produrre un cambio di passo in maniera autonoma. Altrimenti i dirigenti scolastici continueranno ad avere mille ostacoli per mettere in sicurezza i loro istituti e si troveranno costantemente in difficoltà anche nei rapporti con gli enti locali proprietari degli edifici”.

Come, secondo lei e la Lega, andrebbero cambiate le regole delle quarantene dagli asili nido alle scuole dell’infanzia fino alle superiori?
“Le nostra priorità è sempre stata quella di assicurare la scuola in presenza evitando il più possibile differenziazioni tra studenti vaccinati e non vaccinati. Questo sia perché non è giusto che i minori paghino per le scelte dei propri genitori sia perché l’immunizzazione dei più piccoli è partita da una manciata di settimane: si rischia di lasciare fuori dalle aule la stragrande maggioranza dei bambini che frequentano le scuole dell’infanzia e le primarie. Sarebbe inaccettabile. Bisogna andare incontro alle esigenze delle famiglie che non ne possono più di regole eccessivamente rigide, soprattutto in riferimento agli studenti disabili: non si può più escluderli dalla didattica in presenza, vanno tutelati adeguatamente come la loro particolare condizione richiede”.

Non teme che, come al solito, il ministro Speranza si opporrà?
“Non parlerei di opposizione quanto di diverse prospettive: chi si occupa di scuola ha sicuramente una sensibilità più spiccata sul tema rispetto a chi, per ruolo, guarda soprattutto agli aspetti sanitari generali. Ecco perché sostengo che il ministero dell’Istruzione debba avere un ruolo di primo piano in queste interlocuzioni. Dobbiamo essere meno timidi e più risoluti”.

Affari Italiani

Un pensiero su “Scuola, scoppia il caso delle lunghe quarantene

  • 25 Gennaio 2022 in 16:26
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    I dominanti non hanno nessuna vergogna a chiudere in casa bambini i cui genitori non vogliono che facciano da cavia a terapie geniche tossiche.Oramai l’Italia è irrimediabilmente perduta.Si salvi chi puo’

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