Liberi ORA, o Schiavi per Sempre!

Proponiamo di seguito un articolo di Mondel, a dir poco straordinario (ossia fuori dall’ordinario), da leggere fino in fondo.

«Duro lavoro, quello dell’opposizione. Non mi riferisco solo all’opposizione di governo, ma all’opposizione tout court, la nostra di cittadini e contribuenti. Siamo dis-abituati a opporci: ai soprusi, alle ingiustizie, alle assurdità dei vari Regimetti che si susseguono nelle stanze del potere di Roma Capitale del Cinghiale Affamato. E mi domando: che questa nostra incapacità ad affermare i nostri Sacrosanti Diritti, l’inviolabilità delle prerogative del singolo, sia l’ultimo pegno che paghiamo al ventennio fascista? E perché lo paghiamo? Insomma, non siamo mica tutti i nipoti di Buffarini Guidi, o di Starace, o di Ciano! Cos’è questo zelo fantozziano nel farci prendere a calci nel didietro, mi domando? Perché non osiamo opporci! Abbiamo paura di essere scambiati tutti per golpisti? Temiamo che si dica «Eh…gli italiani…sul più bello, marciano su Roma!»? E chi dovrebbe dirlo, poi? Il micro-fotomodello dell’Eliseo, a capo della nazione di rivoluzionari per antonomasia? I super-miracolati dell’euro tedeschi, che se non li tieni a bada si pappano tutto il mondo al suono della Cavalcata delle Valchirie? Gli spagnoli, che hanno goduto dell’Euro come pochi altri e che giustamente se ne sbattono di noi e delle nostre beghe e non si sono mai, MAI!, fatti imporre Tessere Verdi?

A chi hanno chiesto il permesso di incazzarsi, i Gilet Gialli? E i tassisti italici, invece, a chi chiedono il permesso per pietrificare il traffico delle nostre città quando si tratta di azzerare la concorrenza di Uber? E ancora, a chi hanno chiesto il permesso Conte e il Faina per ridurci in cattività, museruolati, distanziati, licenziati, emarginati e, notizia di oggi, impedirci financo di comprare beni “non necessari” al supermercato o rinnovarci il passaporto?

Arrivo al punto: l’Opposizione politica, in questo Paese, è PE-NO-SA! Ipocrita quanto i borbottii delle assistenti di Miranda Priestley nel film IL DIAVOLO VESTE PRADA: lei arriva, sbatte, insulta, umilia, calpesta, e quelle poverette squittiscono blandi lamentele fra loro ma poi, sul più bello, si mettono in ginocchio sulle puntine da disegno, pronte a raccogliere con la lingua le briciole cadute dal suo magrissimo sandwich da 18 dollari. Ma come, Montel?! Non hai seguito i dibattiti parlamentari? Non hai ascoltato la pregevole portavoce dell’opposizione tuonare dal suo scranno nell’emiciclo? Non hai visto lei e i suoi collaboratori argomentare in ogni siparietto televisivo con educatissimi “forse”, “probabilmente”, “mi sia concesso”, “sommessamente”? Allora, con ordine: dei teatrini televisivi, molti dei quali sovvenzionati coi soldi che ci vengono ESTORTI in bolletta per alimentare un dis-servizio pubblico da Repubblica delle Banane, parleremo un’altra volta (presto, non temete!); dei dibattiti parlamentari, francamente, c’è poco da dire: il parlamento (la “p” minuscola, come sempre, non è casuale) ormai è l’office del potere, un corridoio fra la cucina e la sala da pranzo (parlerei di intestino, se non fosse una metafora abusatissima): il luogo dove si commentano le decisioni prese dalla cuoca, impiattando pietanze su cui non si è potuto dire nulla, prima che vengano offerte in pasto ai “signori” i quali “signori” si mangerebbero pure la mer*a pur di non essere costretti a fare la spesa, pulire la verdura, cucinare e lavare i piatti; i tuoni della Meloni nel sopracitato corridoio, lei che pure sembrava donna assennata e competente, hanno il sapore delle carezze della mamma dopo che il papà ha menato duro con la cinghia «Non doveva! Non poteva! Forse, non voleva! La prossima volta provo a dirgliene quattro!», ma noi sappiamo bene che lei stessa, dopotutto, ha paura del marito violento, e che il mestiere che si è scelto, ad oggi, è quello di insegnarci a tollerare i segni sulla schiena mentre discetta di unguenti magici e guaritori a noi ignoti.

Per non parlare della comunicazione! Occupiamoci degli avverbi: “sommessamente”…davvero?! DAVVERO!? “Sommessamente” è il risultato di una crasi e significa, senza ombra di dubbio, SOTTOMESSA-mente! Ordunque: nessuno dei consigliori di Giorgia Meloni le ha mai suggerito che eleggere un avverbio come “sommessamente” a totem della sua comunicazione fosse un Clamoroso Errore? Perché mai Giorgia Meloni, o chiunque rappresenti l’Opposizione a un Regime, dovrebbe essere SOTTOMESSO? Se l’Opposizione è sottomessa, tanto vale ammetterlo, noi siamo tutti fo**uti!

Giorgia Meloni, vale la pena dirlo per non sembrare ingenerosi, è una donna che studia, educatissima, preparata, perfino elegante, alza sempre la mano in classe e si guadagna una sfilza di + sul registro durante l’anno scolastico ma poi, alla resa dei conti, anche se sa di meritare 9, accetta un bel 7 in pagella il che, non c’è che dire!, è un voto da «Mamma non apro libro fino a settembre, sia chiaro!», ma non proprio una cosa che lasci immaginare una carriera eccellente (nemmeno quando si parli di te negli altri Istituti come di una leonessa, Giorgia, foss’anche il Liceo TIMES, perché alla fine è il voto in pagella quello che fa C.V.)

Perché, Giorgia? Paura di Vincere? Timore di esporti e bruciarti? «Ma è estate, ragazza mia: devi proprio metterti il bichini e uscire al sole!» dice mammà.

La domanda che serpeggia fra i compagni della “terza C” è: perché Giorgia Meloni non decolla? Perché, a dispetto di una copertura mediatica degnissima, non riesce a calamitare la fiducia di quanti si sentano traditi dallo Stato Padre e Padrone Violento? Qui non c’entra la politica, sia chiaro, qui non ha senso citare Zan o bimbi in provetta! Siamo a monte di quelle raffinatissime considerazioni filosofiche: QUI CI STANNO TRASFORMANDO IN SCHIAVI DI REGIME! Perché Giorgia Meloni non riesce a mettersi alla testa della protesta? E perché non lo fa qualcun altro? Proposte? Vittorio Sgarbi, Francesca Donato, ma in alternativa anche Topo Gigio, o Lady Oscar…insomma: perché nessuno fa alcunché di SERIO E CONCRETO?

Dal momento che ho usato già 500 punti di domanda, sarò serio e formulerò un elenco organico  di interrogativi mirati a un’opposizione possibile. Opposta a cosa, mi si chiede? Ma a questo governo delirante che vieta ogni libertà e imprigiona tutti fuorché gli evasori, i banchieri ladrissimi, i concussori, i peculatori e chiunque abbia fino a otto gradi di separazione con uno dei suoi giannizzeri:

–          Non credete che siano maturi i tempi per abrogare dal vostro vocabolario l’avverbio “sottomessamente”?

–          Non credete che siano maturi i tempi per allargare il vostro consenso?

–          Non credete che il 20% degli italiani che vi hanno già promesso un voto sia solo la punta dell’iceberg?

–          Non credete che sia il giunto il tempo di offrire un’alternativa seria, assennata, davvero Liberale a quel 28% di Italiani che non si sono mossi da casa, alle ultime elezioni politiche, perché sanno che non esiste un Progetto, e che comunque i loro Diritti vengono sempre calpestati (mai come ora, come OGGI STESSO, comunque!)

–          Non credete che sia possibile realizzare una mobilitazione seria, che faccia davvero cadere questo governo, a prescindere dalle elezioni del p-Re-sidente, dalle nomine rai, dal mal di pancia di quello o dall’appuntamento col parrucchiere di quell’altro?

–          Com’è possibile che i licei riescano a mettere insieme le energie creative per organizzare un’occupazione in quattro ore e che voi da due anni languiate, cincischiando, mentre le Libertà degli Italiani vengono Stuprate ogni giorno, più volte al giorno, da una compagine di “furbetti del quartierino”?

–          Last but not least: com’è concepibile che un collettivo come quello delle ‘sardine’ sia riuscito a fracassarci i maroni con istanze risibili, modestissime, al limite della barzelletta, e voi non siate in grado di far montare l’Onda di Marea di Protesta in una nazione piena di ragazzi senza prospettive, uomini adulti che perdono il lavoro e vecchi che vengono sbattuti fuori dalle loro case da zingarelle più organizzate di voi?

–          Last but not least (bis): perché vi sentite “sommessi”? Perché SOTTOMESSI? PER-CHÉ? Abbiate il coraggio di mettervi alla testa di un corteo di gente, come fece Mosè con gli schiavi prostrati e imbufaliti, e vedrete che non ce ne sarà per nessuno: il rigagnolo si farà fiumiciattolo e il fiumiciattolo diverrà fiume!

L’ultima domanda è retorica, e dunque l’aggiungo fuori elenco: come potete tollerare di vedere tutti noi soffocati dallo stivale fascista di questo governo, Arrogante con i Cittadini e Pavido con i Poteri Forti, senza cogliere l’occasione di cambiare tutto? Non la sentite? No, dico…non LA SEN-TI-TE?! Quel tuono sul fondo è La Storia, ed è OGGI, ORA, adesso che bisogna agire, o vi toccherà tacere per chissà quanto tempo.

Coraggio!»

MontelIl Giornale d’Italia

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