Governo dell’apartheid vaccinale sempre più feroce: solo acquisti essenziali. Ecco le regole

Slitta a oggi la firma del premier Mario Draghi al Dpcm sui negozi free-pass. La lista delle attività dove dal 1° febbraio non sarà obbligatorio esibire il certificato verde base richiede ancora qualche aggiustamento, si legge su Quotidiano Nazionale. Fonti di Palazzo Chigi smorzano le voci di dissidi interni alla maggioranza: “Solo limature”. Ma poiché, come dice la massima, il diavolo è nei dettagli – e il tema assai sensibile – il governo sceglie di prendersi un’altra manciata di ore prima di ufficializzare il decreto.

Mentre nel mondo si allentano le restrizioni, il governo draconiano si accinge a calpestare, con ancor più ferocia i diritti base di qualunque nazione un minimo di democratica.

Bocciato l’accesso libero ai tabacchi

Il dossier più divisivo – quello sul libero accesso ai tabaccai oppure no – è risolto con probabile bocciatura. Il fumo non è un’attività essenziale, e pazienza se i Monopoli dovessero rimetterci: anche perché molti tabaccai hanno i distributori automatici all’esterno del negozio e quindi nessun fumatore No pass vivrà la sciagura epocale di rimanere senza sigarette. Per il resto, le novità non dovrebbero discostarsi molto dalle bozze circolate fino a ieri sera. Con un’avvertenza: non sarà un vero ’liberi tutti’. E controlli a campione preserveranno il rispetto della norma nel suo spirito di garanzia. Perché – come sta scritto in bozza del Dpcm ormai alla firma – «nell’attuale contesto emergenziale» le uniche attività esentate saranno «solamente quelle di carattere alimentare e prima necessità, sanitario, veterinario, di giustizia e di sicurezza personale».

In pratica, con una nazione quasi interamente vaccinata, vogliono far credere che l’aumento della positività da Covid-19 sia determinato da chi nonostante sia in ottima salute non ha prestato il braccio alla patria, o lo ha prestato “soltanto” per due dosi: ormai si è perso il senso della misura.

Regola cardine: «Solo esigenze primarie»

L’esempio accreditato da fonti di governo è questo: chi entra in un ipermercato senza Green pass potrà fare la spesa ma non acquistare beni non primari. O ancora: chi va in questura potrà sporgere denuncia ma non rinnovare il passaporto (a meno che non dimostri che si tratta di esigenza indifferibile). La volontà è chiara: limitare al minimo la mobilità di chi ha scelto di vivere senza certificazione, sottolinea Quotidiano Nazionale. Anche se sarà ben difficile prendersela con chi, magari ’coperto’ da acquisti primari, allungasse poi la spesa tra gli scaffali di generi voluttuari di cui i supermarket sono pieni. La polizia dei consumi non sembrerebbe, in questo caso, la trovata più brillante.

Sì a centri medici, farmacie e sanitarie

Saranno sicuramente free pass farmacie (ma solo per «approvvigionamento farmaci»), parafarmacie, «esercizi specializzati e non in articoli igienico-sanitari», altri esercizi «specializzati per la vendita di articoli medicali, ortopedici e di ottica anche non soggetti a prescrizione medica». Sarà inoltre assicurato l’ingresso senza pass «nelle strutture sanitarie e sociosanitarie nonché in quelle veterinarie per ogni finalità di prevenzione, diagnosi e cura», si legge su Quotidiano.

Supermercati, mercati, discount ed edicole

Restano in piena fascia di garanzia supermercati, mercati rionali a banco fisso e bancarelle ambulanti, pescherie e ingrossi ittici. Per «esigenze alimentari e di prima necessità» si potrà perciò accedere oltre che ai negozi di alimentari anche a quelli «non specializzati», ma «con prevalenza di prodotti alimentari e bevande» come ipermercati, supermercati, discount, minimercati e altri esercizi di «alimentari vari». Saranno abilitate al servizio free-pass anche le edicole all’aperto, mentre edicole al chiuso e librerie continueranno a richiedere il certificato verde salvo variazioni dell’ultima ora.

Carburanti e combustibili

Senza Green pass si potrà poi andare dal benzinaio o nelle rivendite di legna, pellet e ogni altro tipo di combustibile per uso domestico e per il riscaldamento delle case. Un’esenzione inevitabile per non lasciare una parte del Paese appiedata o al freddo, fa notare Quotidiano Nazionale. Forse, visto la ferocia ed il “razzismo” vaccinale, il provvedimento potrebbe essere varato al prossimo Dcpm.

Commissariati aperti per esigenze indifferibili

Il criterio distintivo delle apertura free-pass è filosoficamente molto chiaro e si sostanzia nell’indifferibilità degli atti da compiere. Così si potrà accedere agli uffici delle forze di polizia (anche locali) solo per «assicurare lo svolgimento delle attività istituzionali indifferibili», «di prevenzione e repressione degli illeciti» nonché per denunciare reati o chiedere interventi a tutela dei minori, sempre su Quotidiano. Fortunatamente si potrà entrare per denunciare gli abusi di questo governo.

Poste e banche aperte ma con limiti

Chi non dispone di certificato verde potrà infine entrare in banca o alle Poste, però solo per riscuotere «pensioni o emolumenti non soggetti ad obbligo di accredito», conclude così Quotidiano Nazionale.

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