Covid, Giovanni Frajese: «Obbligo vaccinale assurdo. Vorremmo confronto con Cts su basi scientifiche»

Endocrinologo: «In Danimarca il 92% dei contagiati da Omicron sono vaccinati con doppia e 3/a dose»

Il professore Giovanni Frajese è stato intervistato dall’Ansa riguardo un possibile confronto basato su dati scientifici, su cure e vaccini anti Covid-19: «Siamo stati invitati come comitato medico scientifico indipendente (non faccio direttamente parte del comitato 15 ottobre) per esporre quelle che sono le nostre visioni sulla base dei dati disponibili, oggi molto più dettagliati di quelli che erano disponibili qualche mese fa, sulla situazione in generale che riguarda il virus, i vaccini, le terapie e una serie di altre questioni che dovrebbero essere approfondite un po’ di più», afferma il professore.

Il vaccino è un farmaco sperimentale, al di là di cosa viene detto

Gli viene chiesto cosa ne pensa di un eventuale obbligo vaccinale: «Non posso parlare a nome di altre persone, personalmente lo trovo assurdo in quanto i vaccini rimangono sperimentali, perché la sperimentazione, per quello che riguarda per esempio i medici (la prima categoria obbligata ad essere vaccinata) finiscono nel 2023, e i dati gli avremmo pubblicati nel 2024.» fa notare l’endocrinologo che sottolinea «Capite da soli che il prodotto essendo sperimentale, al di là di cosa viene detto, far entrare forzatamente le persone nella sperimentazione rimane un qualcosa che mi lascia molto perplesso».

In Danimarca Omicron ha colpito il 92% di persone vaccinate con doppia e tripla dose

«Che aiuti a superare meglio in determinate fasce di età è possibile, ma va visto molto bene. Al momento i dati che abbiamo su Omicron sembrano quasi indicare il contrario. In Danimarca abbiamo il 92% di persone vaccinate con doppia e tripla dose vaccinato che si stanno prendendo la variante Omicron e 8,5% di non vaccinati», fa sapere il prof. Frajese.

Un confronto con le istituzioni

«Mi piacerebbe tanto avere un confronto, su dati scientifici, su basi scientifiche (noi non vogliamo dire che abbiamo soltanto delle verità) per poter aiutare e mettere in piedi delle azioni che possano essere d’aiuto alla popolazione e al governo stesso, però su basi un pochettino più solide di una narrativa che è rimasta uguale in tutto il tempo».

Per il momento dovremmo essere ancora in democrazia

«Speriamo che in democrazia si possa esprimere la propria opinione, perché ancora democrazia siamo», così conclude l’intervista con l’Ansa il professor Giovanni Frajese.

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