Maurizio Belpietro: «Non sopporto più i saltimbanchi del circo Covid»

Gli italiani sono in confusione a causa dei virologi sempre in tv a spacciare «certezze scientifiche» che smentiscono quanto avevano affermato prima e quanto diranno dopo. Ma sempre con arroganza, anche di fronte a studi di colleghi stranieri più qualificati di loro.

Lo ammetto: non sopporto più i virologi. Ogni giorno stanno in tv, sui giornali e sui social a dire la loro e quasi sempre dicono il contrario di quello che avevano detto qualche settimana o qualche mese prima. A ognuno di noi capita di sbagliare e a loro capita spesso. Tuttavia, noi non spacciamo per certezze scientifiche le nostre opinioni. Diciamo che la pensiamo in un certo modo senza avere la pretesa che il nostro pensiero sia oro colato. Loro no. Loro sono convinti di essere la Scienza con la S maiuscola. Peccato che la Scienza, quella vera, si nutra di dubbi e loro, in una materia che ogni giorno rivela sorprese come l’epidemia di Covid, invece si nutrano di certezze, che dispensano senza ammettere obiezioni o repliche, cercando con arroganza di tappare la bocca a chiunque la pensi in maniera differente o citi ricerche diverse rispetto a quelle che loro prediligono.

L’ultimo esempio di questo modo di fare l’ho avuto domenica sera, durante una trasmissione di Rete 4, appena ho detto ciò che ormai pare un fatto acclarato, ovvero che anche i vaccinati possono contagiare e infettare chi incontrano. Non lo avessi mai detto. Ancora non avevo finito di parlare che già Fabrizio Pregliasco si incaricava di smentirmi, sostenendo che i vaccinati possono contagiarsi molto debolmente, facendosi forte di una non meglio precisata «ampia letteratura scientifica». Ora, io non so quali siano le fonti a cui attinge il professor Pregliasco, so però che il primo a dire che i vaccinati possono contagiare è stato un tizio di nome Anthony Fauci, ossia l’infettivologo che è alla guida della task force anti Covid negli Stati Uniti. Parlando della variante Delta, allora predominante prima di essere soppiantata o quasi da quella sudafricana, a fine luglio Fauci disse che «i dati sulla mutazione a disposizione mostrano che il livello di infezione nelle mucose in una persona vaccinata è lo stesso di quello in una persona non vaccinata». Questo vuol dire che tutti i vaccinati si contagiano e che chiunque di loro possa contagiare? Ovviamente no, perché i vaccini in qualche modo e per un certo periodo proteggono le persone dall’infezione. Tuttavia, anche se i casi sono rari, non si può escludere che una persona immunizzata possa contagiare e non necessariamente in misura «debole». Alle parole di Fauci preferite quelle di Pregliasco? Liberissimi, ma se quelle del primo non sono Vangelo, non lo sono neppure quelle del secondo. Anzi, forse il primo ha maggiore competenza, visto che è un infettivologo. Del resto, è il buon senso che dovrebbe suggerire a certi professori di essere prudenti quanto spacciano le loro verità. Se fosse vero che i vaccinati possono al massimo contagiarsi debolmente e altrettanto debolmente diffondere il virus, il governo non pretenderebbe che, nonostante prima e seconda dose, chiunque voglia entrare in Italia, connazionali compresi, esibissero un tampone effettuato nelle ultime 48 ore. Non basta questa osservazione a convincervi? Beh, allora guardate i dati diffusi il 15 dicembre dall’Istituto superiore di sanità. Nell’ultimo mese, sono risultati positivi al Covid 320.000 italiani, 114.000 dei quali non erano vaccinati e 205.000 con seconda e a volte anche terza dose. L’incidenza percentuale dei primi sulla popolazione che non ha ricevuto l’iniezione è ovviamente più alta e questo significa che si contagiano molto più facilmente le persone non immunizzate. Ma ciò detto resta un fatto e cioè che 205.000 italiani, nonostante il vaccino si sono contagiati e, probabilmente, hanno contagiato altri italiani. E quando si dice che in terapia intensiva finiscono solo i non vaccinati, anche questo è vero solo in parte. Infatti, su 1.174 ricoveri in rianimazione, 747 sono risultati privi di alcuna copertura vaccinale, ma 427 si erano sottoposti alla puntura. Questo dimostra che i vaccini non servono e che chi cita questi dati è un pericoloso no vax, come tendono a fare tutti i vari Pregliasco? No, questo vuol dire che «il vaccino non basta, nemmeno se vacciniamo quasi tutti, nemmeno se facciamo la terza dose, nemmeno se vacciniamo i bambini», come dice Luca Ricolfi.

Tornando alle tesi che tanto danno fastidio ai virologi da salotto, ovvero che anche i vaccinati contagiano, di recente è stata pubblicata su Lancet, ovvero su una delle maggiori riviste scientifiche mondiali, una ricerca in cui si spiega che «la vaccinazione riduce il rischio di contrarre la variante Delta. Tuttavia, gli individui completamente vaccinati hanno un picco di carica simile ai non vaccinati e possono trasmettere efficacemente l’infezione». Non so se avete notato l’avverbio: non dice debolmente, ma efficacemente. Basterà a convincere i Pregliasco di turno?

di Maurizio Belpietro – La Verità

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