«La Verità»: ci fanno vivere nel terrore ma negli ospedali non c’è alcun disastro

Medici autorevoli, per esempio Andrea Gori e Gian Vincenzo Zuccotti, spiegano che la situazione sanitaria resta delicata, ma sotto controllo. Eppure regna la retorica ansiogena: continuiamo a sentirci sull’orlo del baratro e a cercare nemici.

La domanda fondamentale se l’è posta, sul Corriere della Sera, la ricercatrice ed ex deputata di Scelta civica Ilaria Capua. Abbiamo i vaccini, ha scritto, e abbiamo persino «i farmaci antivirali, gli anticorpi monoclonali e dei protocolli terapeutici rodati». Eppure, «siamo qui con mezza Europa che trema e impone regole inimmaginabili fino a ieri. Perché siamo ridotti così, con la percezione di essere sull’orlo di un nuovo baratro evitabile?». Se lo chiedono in molti: se i vaccini funzionano bene, se La Scienza è infallibile, se le certezze sono tante, come mai si evocano costantemente nuove restrizioni? Come mai la comunicazione ansiogena non si interrompe e non si allenta il controllo sociale?

La Capua risponde nel modo consueto: è colpa dei no vax, i quali impediscono di arrivare al 90% di copertura vaccinale, soglia che ci farebbe stare finalmente tranquilli. Anche la filosofa Donatella Di Cesare sulla Stampa, esprime un pensiero analogo: la responsabilità è di chi non si vaccina, e pure di chi sparge dubbi. Ad esempio Massimo Cacciari e Giorgio Agamben, rei di fomentare i renitenti alla puntura tramite la loro «Commissione del dubbio e della precauzione», presentata ieri.

Tuttavia, di precauzioni occorre prenderne tante, e di porsi dei dubbi è proprio il caso, perché qualcosa nel racconto ufficiale che ci viene quotidianamente propinato su tutti i giornali e tutte le tv non torna. La famigerata vetta del 90% di vaccinati citata dalla Capua, ad esempio, non ci consentirà di vedere la luce alla fine del tunnel: lo hanno già spiegato vari altri esperti, compresi quelli al servizio del governo. Altri esperti ancora (piuttosto numerosi) hanno chiarito anche che se il contagio continua a diffondersi non si può tirare la scure addosso ai soli no vax. Sospettiamo, allora, che ad aver reso apparentemente infinita questa emergenza siano altre cause.

Potremmo dire, forzando un po’ la mano, che la causa prima dell’emergenza sia l’emergenza stessa o, meglio, l’approccio emergenziale che le nostre istituzioni hanno adottato.

A suggerirci questo pensiero non sono le nostre elucubrazioni di cronisti ignoranti né le suggestioni di qualche filosofo, bensì le parole di scienziati di riconosciuta autorevolezza. Per la precisione quelle di Andrea Gori, direttore dell’unità operativa di malattie infettive del Policlinico di Milano e quelle di Gian Vincenzo Zuccotti, preside della facoltà di Medicina della Statale di Milano e direttore di Pediatria e Pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Buzzi.

Il primo, intervistato da La Stampa, ha rilasciato dichiarazioni sorprendenti. Il fatto che i contagi crescano, ha detto, «non deve essere percepito come una sconfitta. Anzi è normale». Secondo Gori, «stiamo assistendo a un aumento progressivo che non ha la caratteristica di un’ondata».

Incredibile: un noto professorone, di provata fede vaccinista, sostiene che ci troviamo davanti a un fisiologico aumento dei positivi, dovuto al rientro al lavoro e alla stagione fredda. A suo parere, non siamo nemmeno in presenza di una nuova ondata.

Sentiamo ora Zuccotti. «Nel mese di novembre», ha dichiarato, «abbiamo avuto 4.000 accessi al pronto soccorso (quello pediatrico del Buzzi, ndr). Fortunatamente i bambini ricoverati per Covid-19 si contano sulle dita di una mano non da novembre, ma da settembre a oggi. Del resto l’infezione del Covid in età pediatrica non ha mai messo in difficoltà le pediatrie né tanto meno le terapie intensive pediatriche fin dal suo inizio: questo è un dato consolidato. Inoltre, casi di complicanze come le sindromi infiammatorie multisistemiche al Buzzi ne abbiamo osservati durante la prima e la seconda ondata, meno nella terza e in quest’ultima ondata quasi nessuno».

Le idee di Gori e di Zuccotti divergono sul vaccino per i bambini. Secondo Gori, occorre inoculare i piccoli, secondo Zuccotti converrebbe fare l’iniezione ai fragili ma aspettare per tutti gli altri. «Si sente tanto parlare di long Covid in età pediatrica», chiosa Zuccotti, «ma i veri danni nei bambini che vediamo al momento sono quelli provocati dalla mancata socializzazione e dal lockdown». Riguardo ai piccini tenderemmo a fidarci di Zuccotti, se non altro per via della sua esperienza sul campo, ma la nostra opinione conta nulla. Invece importa, e molto, il fatto che due professionisti seri, ciascuno per il suo settore specifico di competenza, tendano a ridimensionare l’entità dell’apparente disastro. Gori ci dice che è meglio essere prudenti, come no, ma che dalle sue parti è tutto sotto controllo. Zuccotti ribadisce che sì, fra i bambini aumentano i contagi, ma i ricoveri e i casi gravi sono pochissimi, e non da oggi.

Insomma, con tutta evidenza la situazione è chiaramente migliore rispetto all’anno passato, i segnali forse non sono cristallini ma comunque incoraggianti. Eppure, guarda un po’, come nota Ilaria Capua abbiamo proseguito a vivere con la scimmia sulla schiena, abbiamo insistito a escludere dalla società una fetta della popolazione, non smettiamo di martellare sull’iniezione ai piccoli anche in totale assenza di certezze.

In soldoni, il discorso ufficiale è il seguente: va tutto bene, La Scienza ha trionfato, stiamo tutti meglio, pur tuttavia lo stato di eccezione va mantenuto. Anzi, se possibile va reso più severo e non ci si può nemmeno prendere del tempo per valutare se non sia rischioso sottoporre i minori di 12 anni a un trattamento che potrebbe persino produrre effetti inaspettati.

È per via di ragionamenti come questi che la sfiducia cresce, e i dubbi persistono. È per via di cortocircuiti logici di questo genere che è necessario invocare prudenza e prendere precauzioni.

In ogni caso, comprendiamo tutto. Inveire contro i no vax e i presunti «cattivi maestri» consente a qualcuno di sentirsi forte. Adeguarsi alla versione dominante permette anche a chi fino a ieri veniva ignorato di farsi un giro sulla giostra della ragione e di ricevere qualche amorevole carezza, di quelle che si fanno ai cagnolini accucciati sul divano. E allora si vada pure avanti lungo questa strada, conveniente per tanti.

Restiamo in emergenza: è l’emergenza a richiederlo.

di Francesco Borgonovo – la Verità

 

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