Super Green Pass, 17 onorevoli a Mattarella: non controfirmi, viola ogni norma

La lettera è un’invocazione al capo dello Stato Sergio Mattarella, come “massima autorità di garanzia costituzionale del Paese”, affinché non controfirmi il Decreto cosiddetto Super Greenpass approvato dal governo Draghi. Tutti del gruppo misto e molti ex 5 Stelle, i parlamentari Luisa Angrisani, Massimo Enrico Baroni, Pino Cabras, Manuela Corda, Jessica Costanzo, Mattia Crucioli, Yana Ehm, Francesco Forciniti, Paolo Giuliodori, Virginia La Mura, Alvise Maniero, Matteo Mantero, Paola Nugnes, Doriana Sarli, Arianna Spessotto, Simona Suriano, Rosalba Testamento, chiedono un intervento urgente del Presidente della Repubblica per arginare la “deriva gravemente incostituzionale impressa nella gestione della crisi pandemica” e che ha preso ancora più forma con l’ultimo Decreto del Governo.

La condizione in cui versa il Paese è grave, spiegano i 17 parlamentari perché si sta violando palesemente il principio di eguaglianza sancito “dall’articolo 3 della Costituzione ripreso dallo stesso articolo della Carta di Nizza, e fondamento dell’intera tradizione giuridica occidentale” e “non sussiste alcuna proporzionalità fra la condizione di emergenza attualmente sussistente e la durezza di restrizioni che infliggono in modo gravemente discriminatorio e senza alcuna base autenticamente condivisa dalla comunità scientifica, sacrifici a solo carico di quanti non hanno ritenuto o potuto vaccinarsi”.

I sacrifici che tutti gli italiani provano a sostenere non possono in questa fase “essere irrazionalmente inflitti ad un gruppo della popolazione, isolandolo, senza alcuna base scientifica, come più contagiosa rispetto alla parte della popolazione che si è vaccinata”.

E continuano: “Si tratta infatti evidentemente di discriminazione di natura politica ed ideologica, frutto di una vera crociata mediatica degna forse di uno Stato etico ma certamente non di uno stato di diritto occidentale”.
Come sostengono numerosi giuristi si passa da uno Stato liberale ad uno Stato etico quando la libertà non è più regolata dal diritto. Siamo vissuti nello Stato di diritto e abbiamo conosciuto la storia delle rivoluzioni fatte dai popoli per regolare le libertà tramite la legge. Con i provvedimenti dell’attuale governo la libertà non è più data dal diritto ma dal permesso in relazione a un buon comportamento. La chiave per passare a questo sistema fondato sulla concessione di un’autorità superiore, il Governo italiano, è appunto il cosiddetto passaporto vaccinale che in questo caso prende il nome di super Green pass.

Con grande nettezza i parlamentari stigmatizzano in modo netto il comportamento del governo, ritenuto irrazionale, autoritario e che infligge ulteriori danni nella parte più debole della popolazione: “Il Decreto in questione oltre a discriminare fra popolazione vaccinata e non vaccinata sulla base dell’esercizio di un diritto soggettivo (questa è la principale aberrazione), discrimina inoltre i più vulnerabili all’interno del gruppo dei non vaccinati imponendo restrizioni per l’accesso a servizi pubblici quali il TPL (trasporto pubblico locale) che certo non impattano il segmento più ricco della popolazione che si può comunque avvalere del trasporto privato. Le proteste emerse fin da subito da parte delle forze dell’ordine dovrebbero, ancor più di ogni altra considerazione, rendere l’ idea della pericolosità di questa deriva d’irrazionale autoritarismo per la tenuta politico-democratica del Paese”.

In conclusione l’appello a Mattarella a non “controfirmare il Decreto, rimandandolo al Consiglio dei Ministri per un ripensamento critico”. L’emergenza è divenuta permanente, senza parametri di riferimenti, evidenze e certezze. “Un suo ulteriore silenzio nella gestione di quella che da più parti è denunciata come uno stato di emergenza divenuto permanente, non è più tollerabile anche perché inibisce evidentemente, per rispetto della Sua alta carica, l’ intervento ex post della Corte Costituzionale nonché della Magistratura ordinaria di cui Lei presiede il Consiglio Superiore”.

Per chiudere i 17 parlamentari stigmatizzano la grave e buia situazione italiana in cui l’organo esecutivo, il Governo, si è sostituito in toto al Parlamento nell’attività legislativa. E chiedono, seguendo i dettami costituzionali di “ridare centralità al Parlamento, La invitiamo altresì a farne oggetto di un suo messaggio alle Camere, volto a raccomandare dubbio metodico e rispetto dei principii di precauzione nel governo in questo passaggio buio della nostra Repubblica in cui il Parlamento, di cui ci onoriamo di esser membri, è sistematicamente marginalizzato e umiliato dal Governo”.

Affari Italiani

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