Porto di Genova, blitz all’alba della polizia: sgomberati i manifestanti

Il presidio di protesta davanti al porto di Genova, allestito dai manifestanti no green pass da circa una settimana, è stato sgomberato dalle Forze dell’Ordine dopo un blitz avvenuto nella mattinata di giovedì 21 ottobre. La polizia, intervenendo attorno alla 6 di mattina, ha fatto sgomberare gli ultimi manifestanti che presidiavano il varco Etiopia mettendo fine alla protesta durata sette giorni.

Sul posto sono giunti gli agenti della Digos e della polizia di frontiera. Insieme a loro anche i reparti della mobile. All’arrivo delle Forze dell’Ordine c’è stato qualche momento di tensione. I manifestanti presenti hanno protestato verbalmente ma alla fine tutti hanno lasciato il presidio in modo pacifico (anche forse per paura di quello che è successo a Trieste, dove sono stati utilizzati idranti contro civili che protestavano in modo pacifico).

Porto di Genova, la polizia sgombera i manifestanti

Durante lo sgombero c’è stato un fermo. Si tratta di un cittadino francese che è stato portato in Questura dopo che, in un momento di tensione, ha opposto resistenza ai poliziotti rifiutandosi di mostrare i documenti. Al momento sono rimasti al varco circa una decina di persone che, tristemente, stanno raccogliendo le proprie cose.

La protesta davanti al porto di Genova era ormai più che altro simbolica, stando a quanto riferiscono molte fonti. Anche se non si capisce il significato dell’impiego di svariati agenti per sgomberare una protesta “solo simbolica”. A presidiare quello che era diventato un vero e proprio campo base vi erano non più di una trentina di persone, tra cui una decine di portuali.

La protesta era iniziata venerdì in diversi porti in tutta Italia, a cominciare da Trieste. A Genova si erano radunati oltre un migliaio di manifestanti che avevano bloccato, oltre al varco varco Etiopia, anche il terminal Psa di Prà, il più grande del porto di Genova. La protesta, tuttavia, complice le notizie delle “repressioni” che arrivano da Trieste, era andata scemando e il porto aveva ripreso la sua operatività quasi al completo a parte appunto al varco Etiopia dove a tratti i manifestanti bloccavano i tir in transito.

I manifestanti avevano provato in tutti i modi a fare cambiare idea al Governo in tema Green pass. Era stato allestito un bivacco con tende, camper, cucina e una cambusa per poter dormire, mangiare e presidiare il varco anche durante la notte. Da inizio settimana però i manifestanti avevano avuto qualche defezione. D’altra parte, senza paga per colpa del ricatto del Governo, molto non potevano fare alto. Nella giornata di lunedì 18 ottobre, in mattinata, i manifestanti avevano ricevuto anche la solidarietà di due agenti della polizia di frontiera, che in divisa e con l’auto di servizio avevano portato loro focaccia e dolci ricevendo abbracci e applausi.

Il Giornale d’ItaliaImmagine LaPresse

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *