Manifestazione «No pass» e il solito «allarme al fascismo» per coprire le scelte dispotiche di governo e sindacati

In Italia, dal dopoguerra ad oggi, l’«allarme fascismo» è sempre stato l’alibi, il parafulmine, di tutti i guai. Soltanto qualche ragazzo incappucciato appartenente alla sinistra può lanciare un estintore verso una camionetta dei carabinieri e diventare eroe nell’Italia «antifascista».

Quando le manifestazioni non piacciono al pensiero unico torna l’«allarme al fascismo» dei seguaci del pensiero stalinista.

E non importa se viene limitata la libertà individuale, se esistono discriminazioni sociali, se l’accesso al lavoro è subordinato ad un pass governativo, o tramite l’esborso di denaro (pizzo); non ha importanza se il governo promuove campagne vaccinali con farmaci genici sperimentali negando cure esistenti ed efficaci per combattere un virus; così come non frega niente a nessuno se l’Agenzia italiana del farmaco è sotto inchiesta, pertanto bisogna negare che la grandissima parte di coloro che scendono in piazza lo fanno per rivendicare diritti costituzionali acquisiti.

Ma ora certi valori sono invisi al pensiero unico, quindi i manifestanti diventano per default (come si dice in inglese, sempre più di moda) «fascisti», come succedeva nell’Unione Sovietica negli anni ’70, come succede oggi in Corea del Nord e Cina oppure a Cuba, dove per i regimi comunisti gli oppositori sono esclusivamente dei «fascisti»: lo fa sapere la Storia, basta leggere testi e testimonianze  ignorate, svilite, o peggio censurate dal nostro Paese, da sempre, filo comunista: nel periodo della «guerra fredda» l’Italia ha avuto il più grande partito comunista dell’Europa occidentale, solo con la caduta del muro di Berlino, nel 1989, i compagni finanziati dal Cremlino divennero improvvisamente social democratici, arrogandosi pure il diritto d’insegnare la democrazia nonostante abbiano cercato, per anni, di mettere al governo dell’Italia un dittatore con una camicia rossa anziché una nera. Questa, ripeto, è Storia.

E così oggi il mainstream, dopo le manifestazioni di ieri, deve soltanto resuscitare Benito Mussolini, poi tutta la retorica del «bella ciao» con migranti che occupano illegalmente le nostre coste e la Cina che commercialmente la fa da padrona completerebbe il quadro che piace tanto ai fautori delle libertà «de noantri, come amano dire a Roma.

Nessun quotidiano cita le decine di migliaia di uomini, donne e bambini, che ieri hanno riempito piazze e strade di Roma e Milano per affermare i diritti acquisiti grazie agli antifascisti veri: i nostri padri costituenti, i quali si staranno rivoltando nella tomba.

E se c’è ancora qualcuno che nega – a differenza di come confermano filosofi e medici che con il fascismo hanno mai avuto nulla a che vedere come ad esempio, Massimo Cacciari, Giorgio AgambenDiego Fusaro, o dei professionisti in ambito psicologico e sanitario come il dott. Alessandro Meluzzi – che in Italia non esiste un regime dispotico o è stupido o molto più realisticamente è un collaborazionista, in piena malafede, di questo regime.

di Antonio Ferrero – Immagine del Corriere della Sera

Un pensiero su “Manifestazione «No pass» e il solito «allarme al fascismo» per coprire le scelte dispotiche di governo e sindacati

  • 10 Ottobre 2021 in 10:22
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    E hanno il coraggio di dire e scrivere che la nostra democrazia è in pericolo….ma solo noi, i cosiddetti dissenzienti brutti e cattivi, ci siamo resi conto che il vero attentato lo stanno facendo loro? I sindacati hanno permesso che per il mio diritto e dovere di lavorare devo mostrare un lasciapassare che neanche attesta la mia negatività. È tutto questo che attenta alla Costituzione….

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