Sicilia: tantissime richieste di esenzione dal vaccino

Nelle ultime settimane in Sicilia moltissimi medici hanno ricevuto dai loro pazienti richieste di esenzione dal vaccino contro il coronavirus per aggirare le limitazioni introdotte dal Green Pass, obbligatorio per accedere a ristoranti, stadi, concerti, spettacoli e palestre. Le richieste sono state presentate in tutta Italia, ma dalle stime dei medici sembra che in Sicilia siano molte di più rispetto alle altre regioni: sono migliaia e pressanti, soprattutto dopo la decisione del governo di rendere obbligatorio il certificato anche per lavorare, dal 15 ottobre.

Le esenzioni possono essere concesse in casi clinici molto particolari, che riguardano solo una minima parte della popolazione, e per questo i sindacati e gli Ordini provinciali dei medici della Sicilia hanno iniziato a insospettirsi di fronte a numeri anomali e a tante segnalazioni di medici intimiditi in seguito a un rifiuto oppure, peggio, minacciati.

La Sicilia è la regione dove al momento sono state vaccinate meno persone: è stato completamente vaccinato il 71,9 per cento della popolazione con più di 12 anni, il 5,2 per cento ha ricevuto la prima dose ed è in attesa della seconda, e il restante 22,9 per cento non è vaccinato. Alcune delle fasce in età lavorativa sono meno protette: non è stato vaccinato il 28,2 per cento delle persone tra 30 e 39 anni e il 24,4 per cento tra i 40 e i 49 anni.

In Sicilia, le persone vaccinabili – con più di 12 anni – sono 4,4 milioni e tra questi i non vaccinati sono poco più di un milione: con le nuove regole previste dal governo, dal 15 ottobre molte di queste persone non potrebbero lavorare se non sottoponendosi a un tampone ogni 48 ore, l’unico altro modo alternativo al vaccino per ottenere il Green Pass. È scomodo e costoso, difficile da sostenere a lungo.

Senza Green Pass, dal 15 ottobre l’unico altro modo per rispettare gli obblighi introdotti dal governo è ottenere l’esenzione dal vaccino attraverso una certificazione rilasciata dal medico. Ma può essere concessa solo sulla base di patologie e controindicazioni molto precise, elencate in una circolare del ministero della Salute pubblicata nel mese di agosto. Possono non essere vaccinate solo le persone che dimostrano di avere ipersensibilità a principi attivi contenuti nei vaccini somministrati in Italia, chi ha avuto una sindrome chiamata di Guillan-Barrè o chi ha accusato una reazione allergica dopo aver ricevuto la prima dose.

Il Post

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