Guarito dal Covid, anticorpi altissimi, non potrò lavorare, perché senza green pass

«Dal 15 ottobre non potrò più andare al lavoro senza aver prima effettuato un tampone (a 15 euro) ogni 48 ore per dimostrare che i miei anticorpi son sempre lì»

La testimonianza arrivata al quotidiano LaPressa lascia davvero l’amaro in bocca, fa capire come l’obbligo del green pass per chi lavora non sia un «un incentivo gentile», come afferma il ministro Renato Brunetta.

«Gentile redazione [LaPressa, ndr]
vorrei raccontare la mia situazione personale, che ritengo possa essere accomunabile a migliaia di altre situazioni di italiani. Chiedo gentilmente di evitare strumentalizzazioni inopportune e utilizzare la mia dichiarazione spontanea con il buon senso del padre di famiglia.
Abito a Nonantola [provincia di Modena, ndr], 43 anni, sono marito e padre di due bambini, 7 e 11 anni.
Nell’anno 2002 ho contratto una malattia della pelle autoimmune. Non si tratta di malattia grave e invalidante ma in ogni caso piuttosto fastidiosa, che alterna periodi di latenza a periodi di rush epidermici incontrollabili. Nei primi anni di cure con un paio di dermatologi (e più) ho seguito cure di immunosoppressori per arrivare alla conclusione (dopo 15 anni) che la mia malattia è incurabile, posso solo ‘tenerla a bada’ nei momenti critici con un bombardamento di cortisonici.

Passato recente: a gennaio 2021 contraggo il Covid. La ‘non cura’ che ormai tutti conosciamo come un mantra è stata paracetamolo (che non ho assunto) e ‘vigile attesa’ (cioè osservare il soffitto di casa per 21 giorni con il telefono in mano impostato sul 118). Fine del programma di cure. Per me è stata solo un’influenza, fortunatamente neanche grave a dir la verità rispetto ad altri, che però mi ha comportato strascichi per i due mesi successivi (al che, da non medico, penso: se mi prendo una qualsiasi influenza e non mi curo, mi sembra ovvio che la convalescenza possa dilatarsi nel tempo). Il 2 febbraio vengo dichiarato guarito.
Sono donatore AVIS da diversi anni, quando hanno scoperto la mia positività si sono dimostrati molto disponibili alla mia donazione, ritenendo che fosse importante ricevere plasma iperimmune utile per salvare potenzialmente delle vite. Così ho continuato la mia buona abitudine di donare sangue.

Inizio luglio 2021, mi viene rilasciato il Green Pass, che ha una durata di 6 mesi dal primo tampone positivo, infatti scade a metà Luglio. Quindi, dal rilascio alla scadenza ha una durata di 15 giorni, sembra una beffa. Successivamente vengo martellato di Ssm e telefonate dall’Asl per informarmi gentilmente che ‘con una sola dose di vaccino posso ottenere il Green Pass’.
Vista la mia situazione di salute personale, vista la poca chiarezza informativa sugli effetti avversi alla vaccinazione sperimentale decido di attendere un periodo di tempo utile a comprendere meglio se ha un senso esporsi al rischio o meno, considerando che il Covid l’ho già avuto.

Agosto, poi settembre, la situazione sociale degenera. Spinto dalla voglia di capirne di più il 3 settembre svolgo un test sierologico quantitativo presso un laboratorio certificato a Modena e indicato dall’Asl come attendibile. Il mio livello di anticorpi specifici è 3 volte superiore al necessario per proteggersi dall’infezione. Lo stesso giorno effettuo un tampone a pagamento per poter partecipare a un matrimonio, in quanto sprovvisto di Green Pass.
Qui inizia il cortocircuito.

Diverse fonti autorevoli affermano che gli anticorpi naturali hanno una durata nell’organismo almeno pari a quelli da vaccino se non addirittura una durata superiore. Qualcuno afferma addirittura che la memoria del nostro sistema immunitario immagazzina i dati per riutilizzarli anche a distanza di anni.
Il Green Pass da guarito ha una durata di 6 mesi (senza nessun tipo di verifica successiva alla malattia, né per accertarmi sulla mia salute, che ritengo una grave mancanza del sistema sanitario verso i malati e nemmeno per controllare se realmente ho sviluppato anticorpi utili alla scienza per combattere il virus). Il Green Pass da vaccinato ha una durata di 12 mesi (dodici) pur avendo ormai appurato che il vaccino sperimentale è ampiamente inefficace già dopo pochi mesi dalla seconda inoculazione (fonte dichiarazioni premier Israele ndr).

Non mi soffermo sul discorso scientifico di cui non sono un esperto e soprattutto non entrerò nel merito politico/sociale/economico/sanitario dei provvedimenti messi in atto (visto il dibattito accesissimo degli ultimi giorni) ma ritengo inammissibile che situazioni come la mia e altre decine di migliaia in Italia non venga nemmeno presa in considerazione e venga relegata a no-vax con recidiva.
Ora, da persona sana, senza fare un tampone invasivo ‘calmierato’ a 15 euro, non posso entrare in un museo come in un qualsiasi altro luogo di cultura, così come non posso entrare in un qualsiasi locale e sedermi anche solo per una bevanda e riposarmi 10 minuti, non posso portare mio figlio in biblioteca per un libro (cosa che ci manca tantissimo), non posso entrare a scuola per accompagnarlo o riprenderlo in caso di necessità, non posso prendere un treno, frequentare palestre, piscine, cinema… senza dover dimostrare al mondo (e con soli 15 euro) di essere sano tutte le volte.

Dal 15 ottobre non potrò più presentarmi sul luogo di lavoro senza aver prima effettuato un tampone (a soli 15 euro) ogni 48 ore per dimostrare al mondo che i miei anticorpi sono lì, a proteggermi, forse più e meglio di qualsiasi vaccinato. La realtà in certi casi supera anche l’immaginazione più florida, purtroppo in senso negativo (termine ormai abusato).
Cronaca di un uomo qualunque.

Grazie per l’attenzione,
F.M.»

Immagine tratta da www.psicologi-italia.itNon è l’autore della lettera

Un pensiero su “Guarito dal Covid, anticorpi altissimi, non potrò lavorare, perché senza green pass

  • 18 Settembre 2021 in 13:10
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    Spero Lei legga il mio commento, mi chiedo come possa essere possibile che i guariti dal covid debbano subire tutto questo. I miei figli si sono ammalati e come Lei hanno un lasciapassare che vale 6 mesi, mi chiedo come Lei: perché?? Perché per un vaccinato dura 12? Perché nessuno si è mai interessato di come stavano? Tachipirina e vigile attesa!! Una vergogna. Mi sono ammalata anch’io e sono vaccinata. Purtroppo le parole non possono spiegare appieno il senso di desolazione che provo, per la sua situazione, per quella di tanti cittadini italiani privati di diritti sanciti anche dalla nostra Costituzione, primo fra tutti quello al lavoro. Le auguro ogni bene, tenga duro!!

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