Tutta Italia nuovamente mobilitata contro il Green pass

La protesta non si placa. Nelle piazze di numerose città italiane sono in corso manifestazioni contro il pass vaccinale: uno strumento discriminatorio che nulla a che a fare con la prevenzione nei confronti del Covid-19. Ciò è stato ammesso anche da Crisanti ed altri addetti ai lavori che non si possono certo annoverare tra i no vax. Qualcuno cerca di dare una connotazione politica a queste manifestazioni, strategia assai usata dai media di regime per screditare chi desidera soltanto mantenere in essere i valori democratici che dal dopoguerra caratterizzano la nostra nazione.

Provocano stupore anche le affermazioni del Presidente Mattarella all’apertura del Meeting di Rimini: «Vaccinarsi è un dovere», in netto contrasto con l’art. 32 della Costituzione: «Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge». Qualcuno può obiettare sul fatto che la vaccinazione è ritenuta un metodo di prevenzione. La realtà dei fatti smentisce anche questa tesi: ad oggi, con una vaccinazione del 70% circa degli italiani, i contagi sono numericamente superiori a quelli dello scorso anno. Inoltre, è confermato anche dai virologi star, che la protezione vaccinale non ha una copertura del 100%. Se poi si considera che esistono anche cure efficaci contro il virus Sars-Cov-2, la rabbia di chi non intende offrirsi come cavia ad un farmaco genico sperimentale è comprensibile.

Anche in Francia la popolazione è in rivolta, dopo anni di democrazia i popoli europei non desiderano ritornare a epoche buie dove pass e discriminazioni sono strumenti di controllo e repressione. Ormai è evidente, tranne ai collaborazionisti, che la pandemia sia stata strumentalizzata per fini economici e politici.

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