Magistrati: «Il Green Pass è contro le norme italiane e U.E.»

Il decreto Green Pass ha sollevato i legittimi dubbi di un gruppo di magistrati: “E’ incostituzionale“. Gli elementi che proprio non tornano delle misure in vigore in Italia dal  6 agosto sono stati riportati sulla rivista giuridica di Magistratura Democratica. Si tratta una corrente di giudici in area centrosinistra. Il report in esame risale al 4 agosto ed è stato pubblicato in un pamphlet dell’Osservatorio Permanente per la Legalità Costituzionale. Il Decreto sul Green Pass è incostituzionale, tanto per la legislazione italiana quanto in quella europea.

Il gruppo di magistrati che vuole vederci chiaro nella pubblicazione critica in particolare l’uso scelto dal Governo per l’adozione del Green Pass, sulla scia di quanto similmente sta avvenendo in Francia con la Corte Costituzionale chiamata entro domani a porre verdetto sulla legalità o meno dell’obbligo posto dall’esecutivo. L’osservatorio vede il contributo di costituzionalisti come il Direttore, Prof. Alberto Lucarelli, Marina Calamo Specchia, Fiammetta Salmoni e Michele della Morte, civilisti come Ugo Mattei, Piergiuseppe Monateri e Luca Nivarra, l’internazionalista Pasquale de Sena e l’amministrativista Sergio Foa.

Il report potrebbe contribuire a infiammare le discussioni in Parlamento: la pubblicazione dell’Osservatorio giunge infatti in giorni molto caldi per le discussioni in maggioranza sull’estensione ulteriore del Green Pass anche per i settori come la scuola, i trasporti e le aziende. “L’istituto del Green pass merita particolare attenzione, in quanto si articola tra garanzia delle libertà fondamentali e doveri di solidarietà economica e sociale, con immediate ricadute sul principio di eguaglianza”. Il decreto in questione è quello approvato il 14 giugno 2021 dal Parlamento e dal Consiglio il Regolamento (UE) 2021/953 , lo stesso che ha previsto un certificato verde digitale per agevolare la libera circolazione sicura dei cittadini nell’UE durante la pandemia da COVID-19.

Green Pass incostituzionale: gli elementi che non tornano

Il primo importante punto contestato dall’Osservatorio è che nè il vaccino, nè il tampone negativo, nè la guarigione da Covid, le tre condizioni poste dal certificato, rappresentano garanzia scientifica di non contagiosità. “Si tratta, scrivono, di aspetti che non si possono trascurare tanto nella fase in cui il vaccino è ancora in fase sperimentale (avendo ottenuto solo un’autorizzazione di emergenza) quanto a sperimentazione avvenuta se la capacità di limitare il contagio non dovesse risultare confermata”.

I dubbi giuridici e legislativi posti dall’Osservatorio Permanente sull’istituzione del Green Pass non si fermano qua. “L’impressione è che con l’ultimo suddetto Decreto-legge, l’ordinamento giuridico italiano non recepirebbe le scelte del diritto europeo in materia di Green pass, ovvero la facilitazione della libertà di circolazione in sicurezza tesa a sopprimere la quarantena obbligatoria. Al contrario il d.l. n. 105/2021 sembrerebbe conferire al Green pass natura di norma cogente ad effetti plurimi di discriminazione e trattamento differenziato”.

Ma non si fermano qui: ricordano infatti che dal 6 agosto sono state imposte diverse limitazioni in Italia per chi non dovesse essere in possesso di un vaccino anti-Covid somministrato. “Saremo in presenza di trattamenti differenziati per andare al ristorante, al teatro, ai centri culturali, e già si parla di introdurli progressivamente anche per l’esercizio di diritti doveri fondamentali, come andare a scuola o al lavoro”, sottolineano ancora i magistrati ed esperti intervenuti sul report dell’Osservatorio. Il rischio dunque, la cui pericolosità è stata evidenziata anche da alcuni politici come Giorgia Meloni, è che l’obbligo vaccinale escluso dalla legislazione venga però inserito in maniera indiretta con l’obbligo di Green Pass: “Appare di debole sostenibilità giuridica l’art. 3 comma 3 del decreto legge de quo che attribuisce ai titolari o gestori di servizi il potere di verificare l’accesso ai predetti servizi e attività e che ciò avvenga nel rispetto delle prescrizioni adottate”. 

Per l’Osservatorio dunque si va configurando un potere di polizia diffuso che potrà essere esercitato da persone “non immediatamente individuabili, e soprattutto esercitabile su libertà fondamentali”. L’ulteriore conseguenza, conclude l’Osservatorio, è che vi risulterebbero compresse inevitabilmente “libertà costituzionali fondamentali (libertà personale e libertà di circolazione prime fra tutte) e violati principi costituzionali fondamentali come il principio di eguaglianza, il principio di legalità ed il principio della certezza del diritto”. Lo scontro in essere dunque non è tanto tra “pro-vax e no-vax”, e neanche tra pro/contro Green Pass, o tra responsabili e irresponsabili: “Il tema di fondo è come tutelare la salute nel rispetto della Costituzione, riuscendo a distinguere provvedimenti costituzionalmente orientati da provvedimenti che si muovono al di fuori del perimetro costituzionale. Il diritto alla salute, quale diritto fondamentale del singolo e interesse della collettività resta una priorità assoluta, ma da perseguire con provvedimenti che, come si è detto in premessa, si articolino con equilibrio tra tutela dei diritti ed inderogabilità dei doveri”. Incostituzionale ma anche contro le direttive europee, come spiegano i magistrati: le norme del Consiglio Europeo puntano il Green Pass come strumento che non permetta alcune discriminazione per chiunque decida di non vaccinarsi: si lega a questo poi la mancanza di dosi necessarie per coprire globalmente anche popolazioni e Paesi vicini ai nostri, “e ciò evidenzia un altro cruciale aspetto della questione in gioco, quella dell’eguale accesso alle cure”. I dubbi sono tanti, le discussioni da fare ancora svariate, e senza per questo che magistrati e studiosi autorevoli possano essere bollato come “no vax” per il semplice fatto di aver sottolineato tutte le perplessità in merito al Green Pass.

Il Giornale d’Italia

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