Spagna: proprietà requisite, stop attività e mobilitazione di massa per sicurezza nazionale

Requisizione di qualsiasi tipo di proprietà, sospensione delle attività e mobilitazione di massa: polemica sulla legge di sicurezza nazionale di Sanchez

Ora, anche in occidente e nella patria dei diritti dei singoli c’è chi pensa di seguire l’esempio di Pechino. Si tratta della Spagna, che ha messo a punto una riforma della legge di sicurezza nazionale che sta facendo molto discutere e che l’opposizione del governo socialista di Pedro Sanchez definisce “liberticida”, scrive Affari Italiani. Ma che cosa prevede questa riforma? Innanzitutto, è collegata alla dichiarazione dello stato di crisi o per l’esattezza “situazione di interesse per la sicurezza nazionale”. Quale, appunto un’emergenza pandemica ma anche di altro tipo.

Requisizione temporanea delle proprietà e sospensione delle attività

Nel caso ci si trovi in un’emergenza del genere, la riforma prevede che le autorità spagnole possano procedere alla requisizione temporanea di tutti i tipi di proprietà, all’intervento o all’occupazione provvisoria o anche alla sospensione di ogni tipo di attività. Una scelta motivata anche dalla carenza di materiale sanitario, nonché la rivendita a prezzi gonfiati di mascherine e gel per le mani nel primo momento di crisi. Coloro che subiscono danni patrimoniali a causa della requisizione dei loro beni o dell’interruzione della loro attività avranno diritto a un risarcimento, ma le modalità di come questo indennizzo possa essere corrisposto sono ancora nebulose.

Mobilitazione di massa dei cittadini (senza indennizzo)

Non solo.  Nelle sue prime bozze, la legge esclude il pagamento di indennizzi a coloro che sono obbligati a realizzare una prestazione individuale. Che tipo di prestazione individuale può essere richiesta? Il testo chiarisce che “qualsiasi persona maggiorenne è obbligata ad attenersi e obbedire alle richieste delle autorità competenti, seguendo le linee guida del Consiglio di sicurezza nazionale”. Ciò significa mobilitazione di massa, dunque l’impiego dei singoli cittadini in mansioni di controllo o di sostegno all’attività delle autorità nel contrasto all’emergenza (sanitaria o di altro tipo).

Media chiamati a collaborare con le autorità

Non è finita. Tra le altre novità, la bozza prevede l’obbligo dei media di collaborare con le autorità competenti nella diffusione delle informazioni di carattere preventivo od operativo. Le misure previste sono graduali e proporzionate alla situazione emergenziale da affrontare, e inoltre viene chiarito che saranno limitate nel tempo necessario per superare l’emergenza stessa.

Le polemiche sulla legge di sicurezza nazionale della Spagna

Ma i dubbi e le polemiche restano. Chi protesta ritiene che la riforma leda alcune libertà fondamentali, tra cui quella alla proprietà privata e quella di espressione. Quello spagnolo è comunque solo l’esempio più evidente di una tendenza chiara anche altrove. Un po’ in tutti i paesi europei l’emergenza ha richiesto scelte drastiche da prendere in tempi rapidi, senza rispettare in pieno le procedure. La cosa fondamentale sarà capire l’esatto bilanciamento tra necessità di nuovi strumenti per rispondere alle minacce globali e il mantenimento delle libertà individuali, senza fornire strumenti sfruttabili anche per mire diverse da quelle della sicurezza pubblica.

di Lorenzo LampertiAffari Italiani

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