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Falsa connessione denatalità – erogazione pensioni

Falsa connessione denatalità – erogazione pensioni

Manlio Lo Presti (Scrittore ed esperto di banche e finanza) 15 giugno 2024

https://www.aibi.it/ita/denatalita-2080-45-milioni-italiani/

Fonte immagine: https://www.aibi.it/ita/denatalita-2080-45-milioni-italiani/

Con una velocità che desta sospetto, si sta diffondendo in Italia il teorema che la denatalità costituisce un rischio per la continuità delle erogazioni pensionistiche. Gian Carlo Blangiardo, il demografo presidente dell’Istat, da anni ha evidenziato la necessità di avviare un piano demografico del Paese. Lo ha esternato il presidente del Censis Giuseppe De Rita che lo ha ribadito metodicamente nelle relazioni annuali della sua istituzione. I governatori della Banca d’Italia ne hanno fatto metodicamente cenno nelle Relazioni annuali e nella Considerazioni finali. Quasi tutti i quotidiani hanno ripreso l’argomento nei vari anni a più riprese. Poi hanno smesso di colpo. Perché?

Perché questa frenesia sul calo demografico proprio adesso? Perché il lungo elenco di studiosi, di Enti di istituzioni universitarie e culturali non sono stati ascoltati in precedenza? Affarismo o ossessione per il profitto ha creato uno stile di vita che continua a punire e a perseguitare coloro che hanno la umana intenzione di avere figli. Le donne sono discriminate e licenziate se dichiarano di aspettare figli. I selezionatori chiedono in fase di colloquio alle donne se hanno intenzione di avere figli. Le associazioni femministe si scatenano contro le violenze, promuovono il genderismo ma tacciono massicciamente su questi abusi perpetrati dai colossi aziendali. Gran parte degli eventi sociali, commerciali, lavorativi, politici remano duramente contro la natalità. La ragione mercantile sorpassa ogni priorità. Il profitto è diventato il parametro di ogni evento del mondo. Al di fuori di questo parametro, ogni evento è considerato un costo da abbattere rapidamente!

Non ci sono i soldi per le politiche sociali (scuole, sanità, economia, ecc.) ma si trovano magicamente e velocissimamente montagne di soldi per finanziare il conflitto ucraino e gli armamenti per il conflitto israelo-palestinese. Pochi sanno – o fanno finta di non sapere – che di questi finanziamenti l’Ucraina riceve, forse, il 15%. L’85% viene riciclato con centinaia di passaggi verso i conti correnti intestati ai politici che hanno votato l’erogazione di miliardi. Adesso si comprende perché la guerra continua, con un potenziale di logoramento della Russia totalmente irrilevante?

È sempre una questione di soldi, soldi e ancora soldi. Le guerre coprono i saccheggi legalizzati dei popoli d’Europa dai quali si trovano i fondi per le armi. Le guerre sono da sempre la copertura di questi immensi ladrocini. Lo dice la storia dai primi imperi ad oggi.

Le istituzioni pubbliche e la politica sono ancora oggi troppo occupati a sopravvivere il più a lungo possibile, a conservare i propri privilegi, ad incassare mazzette dalle multinazionali. Il disinteresse, se non l’aperta e brutale contrarietà contro le nascite, circola massivamente nei corridoi della “democratica” unione europea, impegnata ad emettere normative sulle misure dei girowater, sullo standard della produzione della frutta, dei mobili, sulle auto elettriche nascondendone i pericoli ambientali, sulle punizioni da infliggere violente misure punitive ai Paesi membri che non rispettano le scadenze decise unilateralmente dai democratici 27 pretoriani di Bruxelles. Ma queste Autorità poi tacciono sulle devastazioni ambientali provocate dalle politiche delle aziende multinazionali che non devono essere toccate. I guasti sono di fatto pagati dai cittadini progressivamente sottomessi a misure ecologiche che stanno stritolando tutto il sistema produttivo e sociale dell’Europa.

Dopo aver creato le condizioni della devastazione demografica dell’Europa, gli stessi colpevoli adesso cercano di convincerci che la soluzione è nella immigrazione. Nella sola ex-italia, si continua a sostenere che sono necessari diciotto milioni di africani… Per farne cosa se il nostro Paese ha almeno 12 milioni di disoccupati e/o impiegati con salari medi di circa 500 euro mensili?  Cosa ne facciamo di questi italiani? Vanno umiliati, marginalizzati, offesi, precarizzati in misura maggiore, sterminati?

Quale credibilità hanno le proposte di immigrazioni bibliche se i migranti-paganti sbarcati fino ad oggi sulle coste della ex-italia non hanno avuto una collocazione lavorativa decente? Per i buonisti, inclusivi, sostenibili, green al caviale è stato sufficiente farli arrivare incassando i finanziamenti di ben precise confessioni religiose del nord Europa alle Ong incaricate di scaricare i migranti-paganti sulle coste italiane, con la benedizione alacre di una potentissima Comunità de’ noantri? Il criterio della nave-bandiera in vigore nel diritto marittimo continua a non essere applicato a questi Paesi del Nord membri della “democratica” unione di Bruxelles. L’UE continua a non muovere un dito per risolvere definitivamente la questione. L’Alto Castello di Bruxelles ha altro da pensare, primo fra tutto non disturbare i colossi aziendali mondiali che agiscono per demolire il tessuto sociale ed economico del vecchio continente esportando il lavoro nei Paesi a basso costo umano… alla faccia della inclusività green, sostenibile, dell’uguaglianza degli uomini, ecc. ecc. ecc.

L’ipocrisia continua a nascondere la melma dell’ignobile omertà che non ci racconta cosa accade ai migranti poverissimi che non si sono potuti permettere di pagarsi il viaggio della speranza. Perché non si parla della gente doppiamente sfortunata rimasta in Africa per morire di stenti o, peggio, sotto i colpi delle armi delle divisioni di eserciti corrotti o di milizie private strapagate dalla anglosfera, dalla Russia o anche dalla Cina? Parlare dei poverissimi, dei cosiddetti restanti è complicato, non crea consenso. Soprattutto, non porta soldi. Crea incidenti diplomatici. Infastidisce le multinazionali e i regimi collaborazionisti. Meglio parlare di Ucraina, di Israele, dei migranti-paganti stagnanti nella ex-italia, di pace, di genderismo ecclesiastico, ecc. ecc. ecc.

I periodici continuano ad ignorare quanto appena raccontato.  Continuano ad enfatizzare ossessivamente la correlazione pensioni-denatalità.  Sono coscienti che una simile equazione non è dimostrata per “enne che tende a zero”. Si tratta di una delle migliaia di trovate propagandistiche che intendono creare una base teorica alle decisioni lacrime-e-sangue da prendere dopo i disastri creati dagli stessi solutori. Si conferma ancora una volta il punto due delle “10 regole del potere” scritte dallo studioso Noam Chomsky. Testo qui: https://www.insiemeragusa.it/wp-content/uploads/2014/02/Le-10-regole-di-Noam-Chomsky.pdf

Anche il procurato allarme sul problema immigrazione è una vera e propria bolla percettiva per continuare ad imbarcare milioni di braccia che non avranno una collocazione lavorativa.  Gente inutilizzata che va a potenziare le mafie in Europa. Lo scopo di tutto ciò?  Creare e mantenere uno stato di insicurezza endemica e spesso immotivata, come spesso riferiscono le dichiarazioni del Ministero degli interni italiano sulla esagerata percezione del tasso di criminalità gonfiato per creare paura.

Ci stanno abituando ad una emergenza drogata che ci farà accettare l’immigrazione come soluzione. Il diritto di avere figli è un costo che andrebbe a diminuire il livello dei profitti attesi dalle multinazionali. Allora, è meglio tacere …

Non c’è da stupirsi.

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