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CHE IL NATALE VINCA SULL’UMANA CATTIVERIA TECNOCRATICA

di Piero Laporta (da www.pierolaporta.it)

Il regalo per il Santo Natale: auguriamoci di conservare Fede, Speranza e Carità, col realismo che sempre guidò i grandi pontefici di Santa Madre Chiesa. Buon Natale, Cristo Vince, nonostante Giuda, anzi proprio e anche attraverso Giuda.
Satana non opera casualmente; egli ha un piano e lo porta avanti sfidando il grottesco, benedicendo una penetrazione anale, la relazione effimera, la negazione della vita, prima ancora misericordiosamente assolvendo i medici che frullano i bambini nel ventre materno, quanti negano il diritto alla vita di formarsi e svilupparsi secondo natura. Tutto da benedire, secondo Satana, ovvio.
Egli sa tuttavia dell’eternità della Chiesa.
«Non Praevalebunt» dette le convulsioni a Satana, ben prima del suo effimero godimento ai piedi della Santa Croce.
Satana esiste, crede in Dio e ne conosce l’infinita onnipotenza: «Nulla è impossibile a DIO».
Satana sa di non poter distruggere la Chiesa, neppure mediante migliaia di scismi e di sinodi, organizzati come un’esplosione nucleare controllata. Egli può solo agire per allontanare dalla Chiesa quante più anime è possibile, per portarle verso il nulla, tutt’al più con un Pandoro taroccato, infine nel suo regno, dove aborto, sodomia, odio, malattia, fame e povertà sono benedetti.
Come allontanare le anime dalla Chiesa?
Prima delle altre quelle, quantunque fedeli, prive del coraggio d’affermare, confermare e propalare la propria fede? Queste anime sono vocate alla prova dell’intimidazione, della paura, del terrore. Abbiamo già assistito ad alcune prove. Occorre pregare per i tremebondi, per la Chiesa e anche per il Papa.
A Satana è utile un sicario di Cristo in terra che spiani la strada verso il nuovo Colosseo, con le nuove belve, apparentemente buone e amorevoli, “perfide” in realtà, andando incontro alle quali non tutti sapranno cantare le lodi al Signore come gli antichi martiri. La strada è quindi pronta.
Le pene per i crimini di odio negli Stati Uniti variano a seconda della giurisdizione in cui si commette il reato. A fattor comune, la legge federale prevede che i reati di odio siano punibili con multe e reclusione.
L’articolo 245 del titolo 18 del codice penale degli Stati Uniti, prevede una pena detentiva fino a 10 anni e multe di migliaia di dollari per la violazione dei diritti civili d’un individuo a causa della sua religione, razza, colore, nazionalità e – superfluo ricordarlo – sesso, orientamento sessuale e identità di genere. Regime analogo vige nel Canada. Multe e galera fino a dieci anni.
Se quindi un presbitero cattolico, statunitense o canadese, rifiuterà di benedire i sodomiti, sarà imputabile per reato d’odio, con multe pesanti e galera fino a dieci anni.
Grazie all’ultimo tradimento viene a mancare la tutela religiosa. Difficile spiegare in un’aula di tribunale americano che la strombazzante esortazione non è ex cathedra, valendo meno del peto che il presbitero rifiutasse di benedire.
Il discrimine religioso, finora protetto dalla Santa Sede, è caduto. I religiosi americani sono esposti a un potere temporale che non mancherà d’approfittare del tradimento di Giuda.
Inutile chiedersi se l’attacco avverrà. L’odio contro Cristo spinge a sferrarlo al più presto. Alla follia americana, seguirà a ruota l’europea.
Il nuovo Giuda fa pena come l’antesignano. Senza l’apostolo traditore la Croce sarebbe stata impossibile o comunque molto differente, senza il tradimento definitivo di Giuda e quello doloroso di san Pietro.
È un mistero che ritorna. Nostro Signore affidò la Chiesa a san Pietro, un traditore, invece Maria, la propria e la nostra Madre, a san Giovanni l’evangelista.
Una lungimiranza inquietante, mentre ricorre un sicario di Cristo in terra a rinnovare un mistero insondabile, nella furia della tempesta incessante, tempesta pure indispensabile a purificare la Chiesa dalle infezioni accumulatesi dopo S.S. Pio XII di venerata memoria.
Facciamo quindi attenzione: il Papa è solo il segno visibile dell’unità della Chiesa, non il punto generativo dell’esperienza cristiana, poggiata su Cristo e Maria Santissima, due pilastri incrollabili, ripetiamolo in-crol-la-bi-li.
Siamo quindi nella tempesta ma Nostro Signore è al timone e Maria è con Lui: la tempesta non sarà quindi eterna. Un’Ave maria e avanti, come disse don Bosco.
È tuttavia una tempesta indispensabile, ripetiamolo: indispensabile. Le persecuzioni rafforzano la Chiesa, in apparenza ora dominata da perversi rammolliti, ma Diola guida nonostante tutto. Coraggio e preghiamo anche per il Papa, per questo Papa.
Vorrei concludere con un aneddoto, più volte citato su queste colonne. Napoleone Bonaparte nel 1801 negoziò il concordato con la Santa Sede, rappresentata dal segretario di Stato, il cardinale Ercole Consalvi, al servizio di S.S. Pio VII.
Il Concordato del 15 VII 1801 fu necessario ad ambedue le parti, i cui rapporti erano tesi dopo le stragi di fedeli nella Rivoluzione Francese e per la morte di Pio VI, mentre fu prigioniero in Francia. Tempi niente affatto migliori di quelli correnti dopo tutto.
Consalvi, negoziatore abilissimo, un giorno fece perdere le staffe all’Imperatore, il quale, smarrito ogni controllo, dopo varie imprecazioni concluse: «Io la distruggo, questa Chiesa!»
Consalvi, ironico, non si scompose: «Maestà imperiale, non ci siamo riusciti noi…»
L’unica differenza fra quei giorni e quelli correnti è la trattativa, guidata direttamente da Lui. Se n’accorgeranno. Lo diciamo da sempre. 1) Gli Stati nascono e muoiono con la guerra. 2) Gli Imperi crollano. 3) Le cose cambiano, ma come Dio vuole. In due parole: Cristo Vince. Buon Natale.