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LA FAIDA FERROVIARIA DELLE SINISTRE POLITICAMENTE CORRETTE

di Manlio Lo Presti (Scrittore ed esperto di banche e finanza)

In questi giorni stiamo assistendo all’ennesima dimostrazione dell’arte della persecuzione praticata dalle sinistre italiane. La procedura è sempre la stessa. La loro azione è indirizzata ad un nemico da linciare, umiliare e perfino sopprimere. Essi esistono in forza di un nemico-bersaglio e non in virtù di idee proprie di società, della promozione dei diritti civili e di correlati progetti per realizzare la tutela dei diritti contrattuali e di legge. Un compito che sempre costoro hanno platealmente abbandonato per imitare ed eseguire le logiche del mondialismo globalista inclusivo (a casa degli altri) dimenticando le motivazioni filosofiche e sociali propugnate all’inizio dai teorici della rivoluzione e dal riformismo poi.
Un abbandono che questa area definita Dem, un’etichetta supinamente presa a prestito dal nome dei progressisti nordamericani, ha intrapreso a partire dalla segreteria di Veltroni, il cui slogan era “we care”. Altro segnale di sudditanza alla lingua inglese peraltro. La svolta è iniziata con Walter Veltroni segretario dei DS dal 1998 al 2001. Il periodo coincide con un altro regista dello spostamento ultra atlantista dell’Italia, e cioè Giorgio Napolitano che dopo la benedizione ricevuta da Kissinger (1) viene nominato prima senatore a vita e poi eletto presidente italiano dal 2006 al 2015. In quel periodo abbiamo assistito alla progressiva emarginazione delle rappresentanze politiche dei ceti meno abbienti, al progressivo crollo del sistema economico italiano, alla demolizione della borghesia, alla disoccupazione endemica ed al mancato aggiornamento tecnologico del Paese, sia nel comparto pubblico che nel settore privato e bancario.
L’ondata di crescente liberismo sempre più selvaggio dei dem de’ noantri, costruita sulla persecuzione del nemico-di-turno-da-linciare, si prolunga fino ad oggi, con il solerte fiancheggiamento dei soliti giornaloni ultralberisti, inclusivi, globalisti, elettrici, ecologici. I torquemada delle sinistre concentrano i loro radar sul ministro dell’agricoltura dell’attuale governo. Egli chiede di scendere ad una stazione non elencata dalla tratta ferroviaria. All’azienda comunica i suoi impegni governativi e non personali, come spesso accade ai politici che usano per fini personali le auto blu, come fece una nota ex presidente della Camera di area Dem. L’azienda ha acconsentito e poi ha emesso un comunicato dove ha confermato in maniera univoca che non si è verificato alcun disservizio, né un aggravio di costi.
Ma le sinistre ecologiche dem incalzano il ministro chiedendone le dimissioni. È l’apoteosi inquisitoria che aumenta studiatamente i toni attivando la solita grancassa tribunalizia: girotondi, capipopolo che urlano tra i banchi del parlamento, giornaloni che sparano mitragliate di invettive tramite centinaia di articoli diffusi per mare, per terra, per aria, trasmissioni televisive orientate ben bene su un ben preciso binario accusatorio. Nessuno dei giornaloni si prende la briga di verificare preliminarmente se tale operazione è consentita invece di leggere l’evento con la solita pregiudiziale persecutoria per la quale tutti hanno torto tranne i padroni dell’Ideologia, autorizzati a bacchettare tutti gli eretici dal bispensiero. Il fatto che nessun periodico non abbia verificato l’esistenza di un Regolamento ferroviario che, all’articolo 9 Comma 20 (2), prevede l’uscita anticipata del passeggero dietro richiesta sorretta da validi motivi approvati dalla direzione dell’azienda ferroviaria che autorizza la fermata aggiuntiva. A nessuno è venuto in mente che qualsiasi organizzazione, qualsiasi struttura è regolata da una normativa interna. Tale norma interna deve esistere per la gestione dei rapporti con i terzi, fra i quali la gestione dei rapporti contrattuali con le società assicurative in caso di sinistro. Tra i censori troviamo un ben noto giornalista polemista che accusa il ministro di aver chiesto un’azione che egli stesso aveva intentato chiedendo alle Ferrovie, nel maggio del 2009, di scendere anticipatamente (3).
Ma analizzare, cercare, sintetizzare, valutare non sono necessari per scrivere articoli di preciso taglio accusatorio: KGB, CIA, MI5, MOSSAD-AMAN-SHIN BEHT-B’NAI B’RITH, STASI, SDECE e altri insegnano. Sono lontani i tempi in cui i giornalisti erano accurati valutatori delle fonti, attenti cercatori dei moventi. Pare che questi siano diventati oramai dettagli di poca importanza. Oggi girano solo notizie sparate, nella migliore tendenza del sensazionalismo ad ogni costo con una traiettoria verso una parte sola, cioè sempre e comunque contro un nemico che ha la sfacciataggine di non farsi massacrare e nemmeno di morire.
La vicenda ferroviaria ha posto in evidenza la miserabile pochezza dei motivi che muovono le azioni di questi politici, mentre il Paese sta andando in fiamme grazie all’immenso cinismo della classe politica italiana, paralizzata e resa inutile perché interamente sotto ricatto globale ed individuale. Altre tare gravi sono: una antica ignoranza del politico medio, che Pasolini fu il primo a denunciare sistematicamente per decenni e che causò il suo assassinio, nel silenzio codardo del generone intellettuale dell’epoca, sinistre comprese; l’abissale cinismo di un Parlamento costituito in gran parte da maggiordomi, faccendieri, giocolieri, illusionisti, corrotti, doppiogiochisti, a busta paga angloamericana che non hanno alcun interesse a tutelare il proprio Paese. L’Italia può tranquillamente andare allo sfascio grazie all’azione e inazione degli italiani suoi peggiori nemici sia in Parlamento che ai vari livelli dell’Unione Europea; la totale assenza di dignità di certa stampa che non conosce vergogna alcuna a seminare falsità e odio concreto, omettendo molti periodici però la possibilità che ci fosse un’autorizzazione da parte di un ente di livello primario nazionale ed internazionale (4); nessun settore del Paese, partendo dagli intellettuali, dalle segreterie dei partiti e arrivando alle rappresentanze professionali, ha inaugurato inchieste interne e procedure censorie nei confronti di tali atteggiamenti senza discernimento. Abbiamo una marea di procedure disciplinari minuziose, solerti e inflessibili contro singole voci dissidenti totalmente distrutte, private del lavoro e talvolta costrette all’esilio. Una pratica contro i nemici che non è diversa dalle faide del periodo repubblicano di Roma che aveva imparato dalle persecuzioni in essere nella Grecia antica, e creando i migliori allievi in certi Ordini religiosi esperti di massacranti tecniche di interrogatorio contro gli eretici.
Non appena finirà questa fiammata ferroviaria, la porta girevole dell’inquisizione politicamente corretta si indirizzerà con la sua usuale ferocia contro un’altra vittima. Per effetto di una eterna guerra ibrida, la ex-italia è immersa in un caos che sta sfiorando la guerra civile. Aspettiamo e vediamo.

Sitografia e note:
Immagine di copertina: “Treno in corsa” del futurista Ivo Pannaggi.
1) https://www.ilgiornale.it/news/nazionale/comunista-preferito-kissinger-giorgio-napolitano-e-rapporto-2214734.html
2) https://epodweb.rfi.it/Download.ashx?q=lTmHEqG6%2FeC61zq42ZZheV8ouJSzS%2B5udsN2POFdeD4hdoONi5u5MvreFVXiIbvj Regolamento delle ferrovie italiane
3) https://www.ilgiornale.it/news/nazionale/quando-travaglio-voleva-fermare-treno-ritardo-2246680.html
4) https://www.repubblica.it/politica/2023/11/22/news/lollobrigida_treno_frecciarossa_napoli_fermata_ciampino-420957902/ ; https://www.open.online/2023/11/24/francesco-lollobrigida-fermata-straordinaria-trenitalia-ritardo/ ; https://roma.corriere.it/notizie/politica/23_novembre_26/ministro-lollobrigida-potere-scivolate-c705043b-98a1-4aef-9279-689e0c3aexlk.shtml : https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/11/24/caso-lollobrigida-il-no-del-capotreno-e-le-chiamate-ai-vertici-di-trenitalia-tra-loro-anche-lex-segretaria-di-ignazio-la-russa/7363640/