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IL SILENZIO DEI MOVIMENTI CONSUMERISTI SULL’OBBLIGATORIETA’ DELL’APP “IO”

di Manlio Lo Presti (scrittore ed esperto di finanza e banche)

La cosiddetta Semplificazione amministrativa intrapresa dallo Stato italiano è una strada senza ritorno (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2020/09/14/228/so/33/sg/pdf ). Costituisce uno dei sei adempimenti fondamentali per ottenere i finanziamenti previsti dal PNRR -Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che troviamo elencati qui: 




Fonte: https://www.mef.gov.it/inevidenza/2021/article_00060/Presentazione-Master-PNRR-PMST2021920STLM03-3.pdf

La cosiddetta “semplificazione e l’innovazione digitale”, non è affatto semplice perché il decreto contiene il dispositivo normativo e l’elenco di eccezioni per rispettarlo parzialmente. Nuoce al decreto la lunghezza: il testo si articola in ben 64 articoli riportati sul numero dedicato della Gazzetta Ufficiale visionabile qui:https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2020/09/14/228/so/33/sg/pdf di 128 pagine.
Cercando le pagine di diritto in internet si rintracciano notizie che affermano l’obbligatorietà del montaggio della applicazione “IO” sul proprio cellulare privato, fino ad altre opinioni dove si afferma che non è obbligatorio scaricare la ridetta app, come riportato in questa immagine con tanto di link, dove si dice tutto e il contrario di tutto: 


FONTE: https://www.bing.com/search?q=%C3%A8+obbligatorio+installare+l%27app+io+sul+proprio+cellulare%3F%3F&qs=n&form=QBRE&sp=-1&lq=0&pq=%C3%A8+obbligatorio+installare+l%27app+io+sul+proprio+cellulare%3F%3F&sc=0-58&sk=&cvid=70636419826D48819B2B537002135BA1&ghsh=0&ghacc=0&ghpl=

In questa schermata viene affermato chiaramente la non obbligatorietà della installazione dell’app IO: 



FONTE:
https://www.bing.com/search?q=%C3%A8+obbligatorio+installare+l%27app+io+sul+proprio+cellulare%3f&toWww=1&redig=FB49C0253F5C47CFA06D314B65393288

TUTTO CIO’ PREMESSO

Il giorno venerdì 23 giugno 2023 alle ore 15,38 invio via mail il quesito a tutte le Associazioni di difesa del consumatore riportati in un’apposita lista come accreditati presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (cfr. https://tuttoconsumatori.mise.gov.it/associazioni) – Portale del Consiglio nazionale e degli Utenti, in ottemperanza dell’art. 137 del Codice del Consumo. La schermata riporta le credenziali di venti Associazioni elencate nel ridetto sito.
Invio a tutti loro il testo della mail:

MAIL QUESITI SULL’OBBLIGATORIETA’ DELLA APP IO

Secondo il dettato della LEGGE 11 settembre 2020, n. 120 – (Semplificazione e innovazione digitale), dei regolamenti attuativi e delle successive modificazioni, tutti i documenti digitalizzati dalla pubblica amministrazione saranno visionabili esclusivamente tramite l’accesso all’applicazione IO.
L’esclusività del canale IO crea induttivamente un obbligo di accesso che finora è stato realizzato su dispositivi elettronici di proprietà privata.
Se la fruizione della documentazione telematica statale e correlate comunicazioni è visionabile esclusivamente dalla ridetta app, coloro che non posseggono un cellulare né un computer sono esclusi dalla ricezione e quindi lo Stato può a costoro opporre la conoscibilità del terzo?
La digitalizzazione statale esclude di fatto tutti coloro che non posseggono dispositivi elettronici creando discriminazione e disparità di trattamento, ne altera l’uguaglianza di fronte alla legge, discriminazione per le minoranze migratorie che non posseggono cellulari. Si è pensato di predisporre tutele per tutti coloro che non hanno dispositivi affinché la loro conoscenza delle normative sia ugualmente garantita al di fuori dell’accesso elettronico?
Se l’app IO è obbligatoria, non è parimenti obbligatorio possedere e/o acquistare i dispositivi elettronici che la veicolano, né è obbligatorio scaricare l’app IO sui cellulari privati. Pertanto, per non incorrere nel reato di discriminazione sociale e razziale, la P.A. dovrà gratuitamente e in comodato d’uso fornire di dispositivi elettronici e di corsi regionali di formazione per il loro utilizzo tutti i cittadini e per gli immigrati, anche se possessori di cellulari privati! (https://www.bing.com/search?q=%C3%A8+obbligatorio+installare+l%27app+io+sul+proprio+cellulare%3f&toWww=1&redig=FB49C0253F5C47CFA06D314B65393288 ).
Avete elaborato analisi sulle ricadute dell’app IO in ordine alle tutele previste dalla normativa GDPR?
Qual è il parere della vostra Associazione sui temi sopra elencati?
Avete già trattato il tema sul vostro portale in occasione di convegni e di pubblici eventi che posso leggere e diffondere?
Grazie anticipatamente per la vostra disponibilità

L’elenco delle Associazioni destinatarie della mail sopra riportata è visionabile qui: 



FONTE: https://tuttoconsumatori.mise.gov.it/associazioni

Dal giorno 23 ad oggi non ho avuto alcuna risposta!
Una Associazione molto conosciuta ha risposto alla mia chiamata in maniera ruvida dichiarandosi in disaccordo sulla valenza discriminatoria della app io senza aver letto il testo della mail. Un’altra Associazione ha inviato via mail una risposta per iscritto in maniera gentile ma interlocutoria alla quale non è seguita nessuna risposta concreta. Il resto è stato un silenzio tombale!
Risulta difficile pensare che venti Associazioni non abbiano letto dal giorno 23 luglio ad oggi il messaggio e non abbiano letto i tre quesiti a loro indirizzati. Nemmeno è pensabile che tutti i venti indirizzi di posta elettronica siano sbagliati e/o in disuso!
Il silenzio collettivo di fronte ad una serie di domande che toccano le libertà democratiche del nostro Paese. Gli effetti di esclusione sociale di massa rispetto all’uso della app IO riguardano 35 milioni di italiani e almeno 5 milioni di immigrati non tutti in possesso totale della lingua né di dispositivi cellulari dove leggere le disposizioni della nostra beneamata Pubblica Amministrazione. Trovo singolare che i governi precedenti inclusivi, globalisti, sostenibili, ecc. non abbiano pensato agli aspetti di razzismo contro i migranti esclusi da questa procedura!
Questa “dimenticanza” fa capire due cose: la prima è l’esibizione formale ma non concreta del buonismo inclusivo proposto a parole ma non nei fatti; secondo esclude 35 milioni di italiani bianchi che non sono in grado o non hanno un cellulare per forza. Anche in questo caso si può affermare che sussiste un clamoroso caso di esclusione sociale del 52 per cento dell’intera nazione.
L’imbarazzante silenzio di tutte le Associazioni consumeristiche aggrava questa situazione lasciando il campo a supposizioni collusive quando si tratta di argomenti politicamente corretti, ovviamente a detrimento dell’efficacia delle tutele al cittadino che chiede aiuto. Tale sostegno, tali difese non sono applicabili a temi buonisti?
Se l’installazione dell’app IO non è obbligatoria sui dispositivi di proprietà dei privati, come riusciranno gli Alti Comandi de’ noantri a forzare la popolazione a scaricarla? Faranno ricorso all’isolamento dei dissenzienti, alle minacce, alle esclusioni, ai generali piumati che minacciano rastrellamenti buttando a terra le porte di casa? Infine, in quale modalità le documentazioni e la produzione normativa pubblica sarà portata alla conoscibilità di 35 milioni di italiani e 5 milioni di immigrati che non hanno un cellulare, non sanno usarlo o non intendono installare un programma statale sul proprio cellulare privato? Saranno tutti minacciati, umiliati, offesi, isolati, derisi? Ritornano gli spettri della precedente temperie di stile puramente militare coperta da esigenze sanitarie? Rivedremo un film già visto con il terrorismo dello psychovairus?
¿Quién sabe?