NOAM CHOMSKY, GUY DEBORD E LE FETTE A BLATTE

di Manlio Lo Presti (scrittore esperto di sistemi finanziari)

Da qualche giorno gira vorticosamente l’immagine di un prodotto multinazionale molto noto con la dicitura “Kinder fette a blatte”. Premesso che i miei migliori complimenti vanno all’autore o autrice della trovata grafica, vorrei evidenziare come questa foto sia la prova che la diffusione di notizie è costruita sull’onda di eventi che colpiscono l’immaginario popolare.

L’immagine è talmente assurda da essere percepita da tutti come platealmente falsa. L’impatto è visivo ed emotivo. Dietro la immediatezza della comicità si cela il proposito di creare scompiglio e mantenere la popolazione in uno permanente stato di ebollizione perché non abbia la necessaria lucidità per ribellarsi. Di questa foto non sappiamo la provenienza geografica, il nome degli autori né chi abbia deciso di diffonderla a raffica. Non sappiamo niente: solo un’immagine che deve provocare ilarità ma, lentamente, abitua la popolazione all’idea di mangiare insetti come normale cibo, come riporta il principio della “rana bollita” o anche le deformazioni della realtà descritte dalla “finestra di Overton”.
Il fenomeno delle notizie false sparate a raffica ricorda alcuni dei dieci principi nel libro “Le dieci regole del Potere” del linguista, politologo e ribelle Noam Chomsky: https://www.ilbenecomune.it/2017/12/15/le-10-regole-del-controllo-sociale-di-noam-chomsky/ Si inizia dal punto 2 “Creare problemi e poi offrire le soluzioni”. Ma ogni punto si combina con altri. Il 2 cammina a fianco del punto 3 “La strategia della gradualità”. Su tutti regna sovrano il principio 6 “Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione”. Infine, il punto 9 “Rafforzare l’auto-colpevolezza” sapientemente inculcata per addossare alla popolazione la colpa dei danni ambientali provocati per il 90% dai colossi multinazionali con deforestazioni e inquinamento dei mari… Altro che le bottigliette galleggianti in un piccolo specchio d’acqua del mare che ci vengono ripetutamente mostrate senza fornire alcun elemento di identificazione e le fonti dei filmati trasmessi. Altro che i pescherecci che raccolgono altri rifiuti! I colossi danneggiano l’ambiente ma la responsabilità deve essere addossata alla popolazione, anch’essa inerme di fronte a questa devastazione. Le riflessioni di Chomsky offrono una guida infallibile per selezionare ad una visione e/o lettura le notizie che non si reggono in piedi. L’articolo sarebbe da stampare e da consultare quando ci arrivano addosso una marea di notizie non verificabili in prima persona. Ne aveva parlato trent’anni fa il francese Guy Debord nel suo libro “La società dello spettacolo” nel quale viene evidenziato che la notizia è puro e semplice spettacolo. La luccicante rappresentazione è la merce contemporanea, assieme alla razzia ossessiva dei dati personali che ne alimenta la rappresentazione distopica.
Non è diversa la dinamica della produzione e della distribuzione delle notizie economiche e politiche. Fateci caso, la diffusione di filmati e di articoli che riprendono disordini in Iran sono iniziati, in pieno stile “rivoluzione colorata” con l’appoggio logistico angloamericano. Le manifestazioni di piazza e i capelli tagliati delle donne esplodono poco dopo che Teheran ha dichiarato che avrebbe ceduto gran parte dei 23 Miliardi di barili di petrolio alla Russia! Precedentemente, nessuno faceva cenno alle ingiustizie sociali esistenti laggiù perché non possedevano alcun interesse “commerciale”. Lo stesso accade con l’Ucraina, con la Siria non appena subentrati i cinesi, con l’Africa non appena sono apparsi cinesi e russi, e laddove sussistono materie prime che interessano l’Occidente.
Sussiste per l’Africa un ignobile silenzio di tomba sulle ingiustizie e la repressione dei diritti civili perché a prezzi superiori rispetto alla Russia vende il petrolio ai Paesi occidentali e in gran parte alla Cina. Adesso abbiamo il caso Algeria come fornitore di gas all’Italia. Nessuna delle catene di informazione italiane buoniste, genderiste, inclusive, sostenibili ha posto in evidenza che anche questo Paese ha enormi problemi sociali soffocati da una dittatura di ferro presente in tutti i Paesi dell’Africa.: https://www.lasciatecientrare.it/algeria-repressione-diritti-negati-naufragi/ . Imbarazzante il silenzio di Amnesty che tempo addietro tuonava contro l’Algeria:https://www.amnesty.it/algeria-parlamento-europeo-diritti-umani-khaled-drareni/ e oggi tace. Nessuna voce di contestazione si alza dall’opposizione verde, inclusiva, buonista, immigrazionista, ecc. Forse, l’attuale pontefice ha detto qualcosa al riguardo? No, perché le ingiustizie umane sussistono solo in Ucraina! Il silenzio sui diritti umani in Africa è legato agli affari petroliferi dell’Italia, della Francia, dell’Inghilterra, degli Usa, della Russia, della Cina. Quindi, tutti zitti sulle atrocità che continuano a subire le popolazioni locali, ambientalisti compresi… Dinamiche simili nel conflitto russo-ucraino dove sono invocate giustificazioni territoriali che coprono le vere motivazioni economiche americane con la creazione di decine di laboratori per la guerra chimica alle porte di una Russia che, nei piani angloamericani, dovrebbe essere frantumata in tre tronconi mediante secessioni pilotate. L’uso del frazionamento sostenendo movimenti separatisti è stato adottato dai registi di Bruxelles che stavano tentando il distacco dei Baschi dalla Spagna. Spezzettare nazioni troppo grandi in entità territoriali piccole con una popolazione insufficiente a coprire le spese statali con la tassazione costringe tali nazioncine a rivolgersi al Fondo Monetario Internazionale. Il gioco è fatto con la benedizione della Nato, ovviamente che ci pianta le proprie basi.
La simpatica immagine della finta pubblicità riassume ed evidenzia questo gioco dove le notizie sono diffuse a metà, sono alterate e ne viene occultata la parte “oscura” che potrebbe danneggiare gli affari. Promuove gli aspetti affaristici sotto una veste umoristica, Rende normale qualcosa che è totalmente rovesciato, come afferma il solito ed apprezzato Chomsky quarto principio del suo decalogo: “La strategia del differire” perché la gente accetti un evento impopolare giustificato dalla necessità, dalla crisi, dalla sostenibilità, dall’inclusione, ecc.
Parafrasando una famosa sentenza “Omnia vincit amor cioè «l’amore vince ogni cosa», «l’amore trionfa su tutto» dal verso 69 dell’Egloga X di Virgilio, si potrebbe scrivere: OMNIA VINCIT PECUNIA