IL GIORNALISMO DEMOCRATICO

di Enrico Corti (esperto di storia del sindacalismo)

Tra il 23 ed il 27 settembre 2022 nelle tre Regioni del Donetsk si è votato il Referendum popolare per decidere democraticamente la loro annessione o meno alla Russia. Nella Regione di Kharkiv ha votato si il 98,2%; in quella del Kherson ha aderito all’annessione l’87,5%; a Zaporizhzhia ha votato si il 93,11% dei votanti.
Pare che i provetti campioni della “eccelsa neutralità giornalistica televisiva italiana“ (Bruno Vespa; Concita De Gregorio; Corrado Formigli; Enrico Mentana; Fabio Fazio; Giovanni Floris; Marco Da Milano Paolo Mieli: Riccardo Iacona…) per compensare i loro quotidiani servizi dall’Ucraina fedeli alla democrazia liberale, abbiano organizzato una professionale e autonoma squadra sondaggistica, che si è recata nelle case di chi ha votato il referendum formulando loro le seguenti domande:
1. i carri armati russi si sono fermati nei cortili o sono entrai nelle case?
2. Quanti bambini sono morti durante il voto referendario?
3. cosa vi ha offerto il diabolico Putin da preferirlo all’angelico povero cristiano Zelensky?
4. Il Segretario NATO Stoltenberg ha annunciato l’inizio delle esercitazioni nucleari di routine e del raddoppio della flotta navale Nato sul Mar Baltico; lo sapevate che il Mar Baltico confina con gli Usa da difendere?
5. Le esercitazioni saranno simili a quelle Usa del 1945 in Giappone a Hiroshima e Nagasaki?
Purtroppo non conosceremo mai l’esito delle interviste, perché a giudizio dei capi d’azienda (politici correntizi per la RAI o manageriali per le private) le hanno giudicate non in linea con i sacri principi della democrazia liberale atlantica; quella definita dittatura perfetta dal filosofo atlantico Leonard Huxley.
Ai neo integerrimi avversari politici della nuova destra il compito di guidare l’opposizione per liberare dalle sabbie le teste degli struzzi.