L’EUROPA COLPITA DAL MERCATO SPECULATIVO E DAI SIGNORI ATLANTICI DELLA GUERRA

di Enrico Corti (esperto di storia del sindacalismo)

7 Febbraio 2022: Joe Biden in un incontro con il Cancelliere tedesco Olaf Scholz ha dichiarato “Se la Russia attraversa il confine ucraino, non ci sarà più un Nord Stream 2. Vi metteremo fine”.
Agosto 2022: nella visita a Giacarta, Seul, Singapore, Taipei, Tokio, Kuala Lumpur, (mezza Asia notoriamente sotto la protezione del dominio “democratico“ americano esteso per milioni di Km/quadrati lontani migliaia di Km. da Washington), la speaker della Camera Usa Nancy Pelosi ammonisce il mondo affinché si sappia “che gli Usa stanno preparando meticolosamente diversi piani e truppe adeguate per sconfiggere il nemico nell’attuale situazione d’emergenza”. Cioè la guerra.
Si ripete la storia: nel 1938 emergeva in sondaggio dell’epoca che il 95% degli americani si dichiarava contrario all’entrata degli Usa nella Seconda Guerra mondiale. Ma Roosevelt, preoccupato di un’America non protagonista, ma solo spettatrice del dominio del mondo, si diede da fare per superare “l’inciampo democratico referendario“. Un po’ come sta facendo oggi Zelensky nel Donbas, spalleggiato dai moderni “democratici atlantisti” avversari dei popoli, quando questi ultimi non fanno quanto dovrebbero fare in nome della libertà.
Il pretesto dell’epoca si materializzava in Pearl Harbor il 7 Dicembre 1941: riuscendo a decifrare i messaggi segreti giapponesi, i servizi segreti Usa sapevano preventivamente dell’attacco giapponese. Malgrado ciò, la flotta navale americana veniva dirottata sull’Atlantico: le misure difensive americane venivano allentate, e nella notte la base la militare rimaneva illuminata per meglio essere bombardata. Immediatamente, l’8 Dicembre, Roosevelt firmava la dichiarazione di guerra al Giappone. Nell’Agosto del 1945, e a guerra virtualmente finita, per la prima volta nella storia dell’umanità gli Usa sganciavano su Hiroshima e Nagasaki la bomba atomica che causava l’inutile morte di circa 160mila civili, ed altre centinaia di migliaia di persone rimanevano contagiate per tutta la loro vita. Memori dello spavento che l’atomica produce, ora viene di nuovo usata specularmente, ovviamente colpevolizzando il nemico.
Settembre 2022: in territori della Danimarca, della Finlandia e della Svezia (notoriamente sotto il controllo dei servizi d’intelligence statunitensi e della Nato) vengono sabotati i gasdotti Nord Stream 2. Oltre che gettare tutta l’Europa (già colpita dalla crisi economica figlia del libero mercato) in un prevedibile duro e freddo inverno, lo speculativo mercato del gas di Amsterdam fa salire del 93% il prezzo dello stesso importato in Italia per conto di Eni: società formalmente per il 30% dello Stato, ma gestita con il più speculativo dei criteri privatistici, con profitti cresciuti del 600% e utili ricavati maggiorati di sette miliardi, tutti spartiti tra i singoli azionisti. In cambio, le bollette che i consumatori devono pagare sono salite del 42% nei primi tre mesi, con la previsione d’arrivare al + 100% da Ottobre. L’Eni azienda di Stato italiana paga le tasse in Olanda: questo è alto tradimento, ed anche uno sfregio verso le due milioni di famiglie italiane povere (fonte ISTAT) pari all’8% della popolazione. Nell’affare gli Usa raddoppieranno l’esportazione del loro gas liquido da rigassificare, con un costo per l’Italia dieci superiore a quello attuale. Gli italiani responsabili economici, finanziari e politici di questo disastro sono pertanto i fautori del ripristino in Italia d’una sorta di pena di morte. Evviva Draghi e le truppe mediatiche servili; Evviva Renzi ed il suo portaborse Rosato, cultori del mero potere per il potere, falsamente chiamato Governabilità: fanno tutti parte del sistema generato dal lobbismo, che gestisce i nostri destini e decide la classe di governo.
Un “mea culpa” dovrebbe farlo il gregge degli struzzi che mettono la testa nella sabbia per non vedere e non sentire, tutti schiavi nel carcere del consumismo che loro stessi hanno eretto. Colpa soprattutto della nostra scuola, una cloaca, dove s’insegna la storia dal 5.000 A. C. fino al XIX° secolo d.C., evitando la i giovani possano ragionare sul nostro passato più prossimo e soprattutto sull’attualità.