LA RIVOLUZIONE COLORATA DELL’ITALIA

di Manlio Lo Presti (scrittore esperto di banche e finanza)

Alla luce dei fatti che si stanno inseguendo intorno alla prematura indizione delle elezioni politiche, emergono con prepotenza le secolari arretratezze politiche, economiche e sociali del nostro Paese: il divario fra nord e sud; l’autorazzismo alimentato abilmente da lavaggi del cervello dei media; l’abbassamento del livello culturale individuale con studenti di oggi che conoscono 600 parole contro i ragazzi di dieci anni fa che utilizzavano 6.000 parole; la inarrestabile deindustrializzazione; il crollo del lavoro stabile per il lavoro precario e altro ancora. I quotidiani allineati con la Confindustria teleguidata dagli USA, continuano ad addebitare l’arretramento italiano alla globalizzazione che ha incrementato automazione e concorrenza al ribasso dei livelli salariali nazionali. Sono narrazioni ripetute all’infinito che hanno lo scopo di mantenere alto il livello di sfiducia e di scoramento della popolazione che reagisce con comportamenti incattiviti anche dalla carcerazione collettiva giustificata da un virus di cui ancora la maggioranza dei cittadini non ha capito le dinamiche, le origini, la diffusione, gli effetti avversi che hanno ucciso o minato la salute di migliaia di vittime.
All’interno di questo quadro aggravato artificiosamente per mantenere la penisola in uno stato di guerra ibrida a bassa intensità, si aggiunge il collasso del continente europeo determinato dalla guerra per procura lanciando contro la Russia la carne da cannone della popolazione del Donbass già ferita nel 2014 da provocazioni della Nato sempre più incontrollabile. Una Nato che sta andando contro gli USA!
In questa situazione, l’Italia conferma il suo ruolo subalterno di portaerei degli USA sul Mediterraneo. I nordamericani fanno pesare sempre più la presenza ostile e dominatrice delle 164 basi atomiche insediate nel territorio nazionale. Abbiamo l’operato incontrollato di otto mafie dedite al riciclaggio di giornaliere immense somme di danaro che in gran parte sono destinate agli oltre 200 conflitti regionali sparsi per il mondo! Abbiamo il Vaticano con i suoi bracci armati focalizzati alla gestione scientifica della cosiddetta accoglienza che produce incassi, mentre soccorrere centinaia di migliaia di cristiani massacrati in tutto il mondo è un costo che non vale la pena! Il pontefice continua infatti a perorare la causa di tutto ciò che implica flussi di numerario da incassare. Ora costui parla di immigrati e, nella martellante propaganda risultante considera tali anche la Sacra Famiglia che andava al richiamo del censimento dell’epoca, poi ha perorato la causa degli sbarcati sempre considerando Gesù uno di essi. Focalizza sempre più la sua attenzione è assorbita dal flusso di ucraini a basso costo che saranno accolti dalla ex-italia: medici, operai, cameriere, badanti e prostitute, come affermato dalla conduttrice progressista buonista dalla-parte-giusta di una trasmissione politica rilasciata in una delle maggiori reti di regime. La signora del giusto-eterno ha poi ha chiesto scusa.
La demolizione controllata del Sistema Italia è assicurata dalla totale inerzia di una classe politica totalmente impreparata, ricattata o, peggio, asservita totalmente agli ordini degli Alti Comandi USA. Gente totalmente priva di una visione di futuro immersa in un presente infinito, nella bolla del “qui-e-ora” che li guida in una azione di saccheggio di tutto quello che si può portare via rapidamente. Tutto quanto appena narrato ripete tutti i passaggi che hanno costruito le primavere arabe che hanno sconvolto i difficili equilibri nordafricani mediante menzogne e provocazioni e casus belli.
La sequenza che ha realizzato l’operazione “mani pulite” ha fatto da apripista alle primavere arabe successive. La vicenda di “mani pulite” può essere pareggiata allo shock economy inflitto allo stato della Louisiana anni addietro. Una operazione che ha condotto alla privatizzazione di tutto privando di tutto i cittadini ridotti all’impotenza e alla povertà con il saccheggio sistematico dei loro beni e con la drastica riduzione dei loro livelli salariali e infine l’eliminazione totale di qualsiasi diritto civile.
Dietro a queste primavere c’è sempre la Nato che si nasce sulla carta come struttura difensiva ma di fatto opera con crescente e pianificata aggressività provocando conflitti e disattendendo accordi. La Nato è totalmente assorbita dalla ossessiva intenzione di demolire la Russia e poi colpire la Cina. L’alleanza di questi due giganti asiatici è ora un problema duro da superare. Sapendo di non vincere la Nato ha di fatto demolito l’Europa perché la Russia raccolga cenere. La UE ha obbedito a tale piano distruttivo e ha istigato i Paesi europei contro la Russia subendo danni economici ingenti e ancora tutti da calcolare con esattezza. Una perdita secca per il vecchio continente che non ha ad oggi avuto alcun vantaggio ma solo danni enormi e un forte blocco allo sviluppo economico. In questo quadro geopolitico negativo, a trazione Nato e non Usa, l’Italia e la Germania stanno subendo danni ingenti. E le rispettive classi politiche tacciono perché non devono fiatare: devono solo obbedire supinamente e rapidamente alle direttive Nato e basta!
La situazione italiana è peraltro ingessata dalla forzata acquisizione di un debito riveniente dal cosiddetto Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, detto anche Recovery Plan o anche Agenda Draghi. Questo piano è un altro laccio al collo degli italiani indebitati da una classe politica incapace di trovare strade migliori. Per mesi questi collusi, presenti in tutti i partiti, hanno continuato ad affermare che il prestito del PNRR è una grande opportunità per risollevare il Paese con la provvidenziale guida di Draghi ennesimo presidente del consiglio imposto dall’alto. Nessuno dice apertamente che il prestito deve essere interamente restituito e che è stato garantito dalla Repubblica italiana con ipoteche sulle infrastrutture economiche più importati, che la sua rogazione è soggetta ad una serie infernale di condizionamenti che hanno lo scopo di mutare la morfologia strutturale, sociale ed economica del Paese. La ricetta è quella adottata con la Grecia, definitivamente distrutta dai sicari dell’economia del Fondo Monetario Internazionale, dalla Banca centrale Europea, dell’Unione Europea. La trappola dell’asservimento scatta con l’accettazione del debito con condizioni severissime, con garanzie immobiliari e sull’oro depositato in Banca d’Italia, sui beni culturali, sui depositi degli italiani sulla proprietà delle loro case private! In termini più diretti, siamo parlando della tecnica utilizzata dagli usurai per distruggere un loro indebitato razziando i suoi beni.
I politici hanno contrabbandato un ulteriore debito come una conquista politica di cui andare fieri grazie anche e soprattutto all’appoggio teorico di decine di economisti, giuristi, analisti di università e quotidiani legati e teleguidati dalla Confindustria e dall’onnipresente e attivissimo Dipartimento di Stato.
Quando mai contrarre debito è un successo?
Adesso abbiamo le elezioni. Ma saranno possibili? Non sarà varata una coalizione che annullerà il voto contrario dell’ottanta percento degli italiani? Se la situazione dovesse sfuggire al controllo degli esperti del Dipartimento di Stato, non si arriverebbe al voto perché – casualmente – potrebbero esplodere una serie di bombe con migliaia di morti e feriti, aprendo una nuova stagione delle bombe…
Come diceva lo scrittore Mark Twain “se il voto contasse qualcosa, non ce lo farebbero fare”.