CARLO DALMASSO SCRIVE DEL SUO AMORE PER L’ITALIA E CI ESORTA A TORNARE LIBERI

Cara Italia, Sono contento della mia scelta che, per motivi di lavoro, mi ha portato a vivere in Albania. Vivo una vita meno stressata, sono più sereno, e noto meno arrivismo. Questo non significa che non mi manchi l’Italia: sei e resterai sempre la la Mia Patria. Mi mancano le tue verdi montagne, i luoghi in cui ho vissuto per cinquantaquattro anni della mia vita, I miei Amici, i Famigliari, i figli, i nipoti, mia sorella, mia madre, il mio Sport preferito (Il Softair).
Ma devo essere sincero, non mi manca il senso d’oppressione che stavo vivendo ultimi anni: forse l’ho notato solo io? Mia cara ed amata Italia sei cambiata, e non in meglio.
La continue tasse sul reddito della famiglia hanno portato ad eliminare quel benessere diffuso raggiunto con il lavoro. E poi la tranquillità lavorativa e reddituale, che avevamo faticosamente conquistato con tanti sacrifici.
Molte regole e norme introdotte rasentano il ridicolo, e sono palesemente in contrasto con quanto avevo imparato a scuola e nel corso della mia carriera Militare.
Vedere i giovani che oggi sembrano non avere un futuro certo, la mancanza di rispetto del proprio prossimo e delle idee altrui, la divisione tra bravi e cattivi (se non la pensi come loro sei un cattivo). Siamo arrivato al punto che, tra vicini di casa non ci si conosce nemmeno più e non ci si aiuta.
In Albania ho riscoperto valori un tempo radicati in Italia, ed ora scomparsi: quando chiedi un informazione per strada in Albania si fanno in quattro per aiutarti. In Italia ti rispondono “non ha il navigatore sul cellulare?”. In Albania, quando vai ad abitare in un nuovo quartiere, i vicini t’invitano a bere il caffè, e poi si presentano con una fetta di dolce, e se hai un problema si fanno in quattro per aiutarti, nel limite delle loro possibilità: questo è un modo di vivere sostenibile. Certo anche all’estero ci sono i “Furbi”, gli opportunisti eccetera eccetera. Se da te Cara Italia il rapporto e 80 “furbi” su 100 qui è il contrario, 20 su 100. Ma forse sarò nostalgico, preferivo il tempo non troppo lontano, trenta o quaranta anni anni or sono, quando in Italia c’era la speranza di lavorare e risparmiare onestamente.
Cara Italia questo è il mio punto di vista, fatto di ricordi e sentimenti. Può non piacerti ma è il mio pensiero, ma vorrei fosse rispettato come io rispetto quello degli altri. Vorrei che gli altri rispettassero la mia visione, e senza critiche ed attacchi.
Cari italiani vi ho scritto con affetto. Cara Italia resto un Italiano che ti ha AMATO con tutto se stesso.
Carlo Dalmasso ha scritto questa lettera per “La PekoraNera”, dopo averne pubblicato una simile nei contenuti su https://www.federazionepopolosovrano.it/index.php/lettera-alla-mia-italia/