L’accordo Putin-Erdogan indebolisce i democratici Usa

Il presidente turco Erdogan è sempre più intermediario tra Occidente ed Oriente: un ruolo cresciuto pian pianino nel tempo, soprattutto all’indomani del colpo di stato ordito dagli Usa per abbattere il governo di Recep Tayyip Erdogan. Colpo di stato sventato nel luglio 2016 grazie a Vladimir Putin, che avvertiva prontamente Erdogan.
Oggi il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è arrivato a Sochi in Russia dove è stato invitato per un incontro dall’omologo della Federazione Russa Vladimir Putin.
Al centro dei colloqui anche la Siria, e perché Ankara ha sostenuto per molto tempo l’opposizione al presidente Bashar al Assad, mentre Mosca appoggia il regime di Damasco (Bashar al Assad). Ma ora Mosca ed Ankara stanno mettendosi d’accordo. La prima intesa nasce in relazione all’annunciata operazione militare turca contro le forze curde, ritenute terroriste nel nord del Paese: per ora l’azione è stata fermata proprio da Putin, che sta portando Erdogan sulla condivisione delle politiche mediorientali.
Oltre alle relazioni bilaterali, Erdogan e Putin discuteranno anche della guerra in Ucraina, dove Ankara è finora riuscita a mediare tra Mosca e Kiev, ottenendo di contribuire a sbloccare l’esportazione di cereali ucraini attraverso corridoi sicuri nel Mar Nero, già in uso da vari giorni.
Putin ha ringraziato personalmente Erdogan per gli accordi sull’esportazione del grano, sottolineando che non riguardano solo quello ucraino, ma anche “l’esportazione di cibo e fertilizzanti russi”, come riportato anche dalla Tass (agenzia di stampa istituzionale russa)
Ankara a sua volta ha confermato la partenza di altre tre navi con cereali a bordo destinati all’intero pianeta. Le imbarcazioni sono dirette in Gran Bretagna, Irlanda e Turchia.
Il presidente ungherese Orban ha chiarito che ad Oriente tutti vogliono la pace ma “la pace è impossibile senza colloqui tra Russia e Stati Uniti” (ha sottolineato il premier ungherese).
“L’Europa dovrebbe essere grata alla Turchia per essere in grado di acquistare gas dalla Russia attraverso il gasdotto Turkish Stream” ha affermato Putin: una stoccata all’Unione europea che guarda sempre con alterigia e sufficienza ogni proposta che giunge da Oriente.
Nel corso dell’incontro, Putin ha annunciato che prevede la firma di un memorandum per lo sviluppo dei legami commerciali ed economici tra Mosca e Ankara. Lo riporta l’agenzia di stampa statale russa Tass. “Come concordato, spero che oggi saremo in grado di firmare un memorandum sullo sviluppo dei nostri legami commerciali ed economici, tenendo conto degli accordi raggiunti dalla nostra delegazione mentre lavorava in Turchia”, ha affermato Putin secondo la Tass.
Dal canto suo la Turchia ha evidenziato l’importanza di completare in tempo la costruzione della centrale nucleare di Akkuyu, località nel sud della Turchia. La centrale è un progetto realizzato in collaborazione con Mosca ed è in costruzione dalla fine del 2017: una struttura tecnologicamente all’avanguardia, che riassume la tecnologia russa in ambito nucleare. La prima unità della centrale dovrebbe essere completata entro il 2023. Di fatto Russia e Turchia stanno tessendo una importante rete diplomatica orientale, che certamente condizionerà (o ridurrà a miti consigli) le mire espansionistiche statunitensi.