Crisi gas, scatta la fase di emergenza: lampioni spenti e meno riscaldamento

Sono tre i livelli di allarme per la crisi del gas con il taglio delle forniture dalla Russia e l’Italia, al momento è al primo livello. Ma se Mosca dovesse sospendere in via definitiva le forniture alla Ue (a cui l’anno scorso aveva assicurato il 44% del suo fabbisogno), il governo sarebbe costretto a far scattare la fase di emergenza che prevede una sensibile riduzione dei consumi.

In parte l’austerity è già scattato: dal primo maggio scorso e fino al 30 aprile 2023, le temperature negli uffici pubblici non potranno essere superiori ai 19 gradi di inverno e inferiori ai 27 d’estate. Ma il governo è pronto ad ampliare questi limiti anche alle abitazioni e agli uffici privati (fino a due gradi in meno). La riduzione dei consumi passa anche dall’illuminazione pubblica, con orario ridotto di accensione dei lampioni sulle strade urbane ed extra-urbane. Questi provvedimenti dovrebbero durare fino a quando il gas russo non verrà sostituito da forniture provenienti da altri Paesi.
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