Incubo recessione, Borse Ue in rosso. Gas oltre 170 € con scioperi in Norvegia

Mentre i prezzi del gas in Europa volano ai massimi di quattro mesi, arrivando ad un top di 174 euro al Mwh, si intensificano i problemi di approvvigionamento, a partire dal “caso Norvegia”. Resta invece più altalenante il prezzo del petrolio che si barcamena tra i timori di una recessione e quelli di una strozzatura dell’offerta.
In particolare in Norvegia i sindacati chiedono aumenti salariali per compensare l’aumento dell’inflazione, in un contesto di prezzi elevati del petrolio e del gas dopo i tagli alle esportazioni da parte di Mosca. Si prevede che oggi la produzione di petrolio e gas del paese nordico venga ridotta di 89.000 barili di petrolio equivalente al giorno (boepd), di cui 27.500 boepd per la produzione di gas.

Domani invece la protesta accentuerà la riduzione della produzione di gas del Paese per un totale di 292.000 barili di petrolio equivalente al giorno, pari al 13% della produzione, mentre la produzione di greggio sarà ridotta di 130.000 barili al giorno, che corrispondono a circa il 6,5% della produzione norvegese. A partire da sabato, ha fatto sapere l’associazione Norwegian Oil and Gas, la protesta potrebbe determinare una riduzione del 56% delle esportazioni di Gas del paese nordico: verrebbero ridotte di 1.117.000 barili di petrolio equivalente (boe) al giorno mentre andrebbero persi 341.000 barili di petrolio.

Borse Ue in rosso, torna l’incubo di una recessione

Dalla Norvegia all’intera Europa: il mercato azionario è in calo a metà seduta, dopo un avvio positivo. L’indice Ftse Mib segna -0,67% a 21.200 punti. Pesano sempre i timori di recessione, con il calo degli indici Pmi dei servizi nella zona euro.

Sul listino milanese male Stellantis che cede l’1,8%, e sempre nell’automotive Pirelli -1,9%. Nell’industria Leonardo perde il 4,5%. Misti i titoli finanziari, con Unicredit +0,3%, Intesa ferma, Bper -1,3%, Banca Mediolanum -2,1%, Azimut -2%. Nell’energia Eni cede l’1,9%, A2A sale dell’1,6%, Terna +0,9%. Saipem cede il 10,2%, con i diritti in forte calo nell’ultimo giorno di negoziazione.

Lo spread Btp/Bund segna una rialzo a 205 punti, in un mercato che resta volatile e nervoso in attesa di delucidazioni da parte delle banche centrali, strette tra un’inflazione che non sembra ancora aver raggiunto il picco e una recessione sempre più probabile. Il tasso di rendimento è al 3,346%

Borse e mercato, l’euro è sceso ai minimi da 20 anni sul dollaro

Nel frattempo, l’euro è sceso ai minimi da 20 anni rispetto al dollaro Usa, mentre gli investitori hanno ridotto le scommesse sui rialzi dei tassi d’interesse della Banca Centrale Europea, visto il crescente rischio di recessione. La moneta unica è scesa dello 0,9% a 1,0331, il livello più basso dal dicembre 2002. L’euro, riporta Bloomberg, è sceso di oltre l’8% rispetto al dollaro quest’anno, poiché l’inflazione record ha aumentato la pressione su famiglie e imprese e, insieme alle conseguenze della guerra in Ucraina, ha ostacolato la capacità della Bce di aumentare i tassi con la stessa velocità della Fed.
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