Contocorrente, Maria Giovanna Maglie: il governo casca a pezzi. Erdogan inaffidabile

«Con i dittatori bisogna essere franchi, ma cooperare», aveva detto Mario Draghi ai tempi del ‘sofagate’ di Ursula von der Leyen. E poco più di un anno dopo è volato da Recep Erdogan per siglare accordi bilaterali e ricuce i rapporti. Uno strappo, quello di aprile, che l’Italia pagherà con il rinnovato ruolo della Turchia nello scenario internazionale dominato dalla guerra in Ucraina?

«Mario Draghi non è affatto politico. Quando metti per la seconda volta un tecnocrate a fare il politico e dici che è il migliore e il suo governo è dei migliori queste disgrazie accadono», sostiene Maria Giovanna Maglie che non usa mezzi termini per illustrare la parabola del premier, oggi ad Ankara per il vertice con il presidente russo Erdogan, e gli scenari del governo.

Nella puntata di martedì 5 luglio di Controcorrente, il talk show di Rete 4 condotto da Veronica Gentili, la giornalista, si legge su Il Tempo, sottolinea come «questo governo casca a pezzi, è tutto slabbrato». L’Algeria vuole strangolarci con il gas, poi c’è il caso Libia, Mattarella che è in Mozambico «dove non hanno neanche costruito l’impianto per estrarre il gas», elenca Maglie.

Erdogan «non solo non è affidabile, è un bieco profittatore» ma come Biden quando ha definito macellaio Putin, Draghi avrebbe fatto bene a mordersi la lingua, ragiona Maglie. Il leader turco a suo modo è un «campione», e alla fine otterrà «la fine dei curdi che ci hanno difeso dall’Isis e si prenderà anche un sacco di soldi. Se vogliamo parlare davvero di cosa abbiamo bisogno dobbiamo capire come in Italia tirare fuori qualche cosa: gas dall’Adriatico, centrali a carbone, nucleare…».