Libia in rivolta per inflazione, polizia in fuga, a fuoco gli archivi in Parlamento

A Tobrouk la popolazione ha assaltato la sede del Parlamento Nazionale e la polizia armata si è ritirata lasciando al popolo la rabbia e il saccheggio degli uffici vuoti, mandando a fuoco gli archivi: le fiamme, si legge su Il Giornale d’Italia,  hanno distrutto molti locali del Parlamento invaso da una folla inferocita, mentre a Misurata, lungo la costa, la popolazione ha distrutto i palazzi amministrativi. La furia imperversa anche nelle città desertiche come Sabha, nella Fezzan desertico.

Sirte e a Bengasi il fuoco ha lasciato spazio agli spari di fucile mentre a Tripoli le dimostrazioni sono state più miti. Singolare è la presenza dei gilet gialli anche nel Nord Africa libico. La differenza è che in Libia non c’è un vero e proprio governo ma forse di potentati che si contendono un governo mai divenuto democratico è sempre sostenuto con la legge del più forte. Gheddafi aveva già annunciato il caos che avrebbe governato la sua terra se lui fosse caduto e lo aveva fatto profetizzando all’occidente l’invasione dei migranti.