Stop al “Superbonus 110%”, ma i fondi stanziati erano già esauriti a maggio. Diverse truffe legate al meccanismo

Arrivato nel pomeriggio di ieri, martedì 28 giugno 2022, la notizia sullo stop dal governo al Superbonus 110%: basta nuovi fondi e proroghe. Peccato che i 33,3 miliardi stanziati, a maggio scorso, erano già esauriti. Per smaltire le pratiche rimaste dovrebbe arrivare una semplificazione sul fronte delle cessioni dei crediti, scrive Il Giornale d’Italia. I lavori in corso dovrebbero essere, in ogni caso, ultimati. Questa la linea che emerge da Palazzo Chigi sulla misura lanciata dal governo Conte e pensata per rilanciare l’edilizia. Lo confermano fonti che hanno preso parte alla riunione tra esecutivo e maggioranza alla Camera di ieri.

Nelle riunioni sul decreto Aiuti (relatori Alessandro Cattaneo per Forza Italia e Ubaldo Pagano del Pd) il governo, rappresentato dal ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico d’Incà, e dalla viceministra all’Economia, Laura Castelli, ha escluso nuovi fondi, a cominciare da quelli per le villette, si legge su Milano Finanza.

Il Mef ha però aperto alla possibilità di allargare il meccanismo di cessione dei crediti generati dai bonus fiscali. Si ipotizzava di estendere la cessione oltre che alle banche a pmi e partite Iva, escludendo le persone fisiche. Lo sblocco è infatti fondamentale per molte imprese della filiera delle costruzioni che non riescono a cedere i propri bonus e sono a rischio fallimento.

Sequestrati 772 milioni di crediti
Si procede quindi con correttivi a una misura verso cui sia Draghi sia Franco non hanno mai risparmiato critiche. Per i costi e per i casi di truffe legate al meccanismo, ultimo in ordine di tempo quello scoperto in questi giorni dalla Guardia di Finanza che, su richiesta della procura di Napoli, ha sequestrato crediti derivanti da bonus edilizi e di locazione per oltre 772 milioni.