Beppe Grillo: «Di Maio come Giuda, ha tradito. Ci ha venduti per 30 bitcoin»

Il M5S è ancora una volta nel caos. L’arrivo a Roma di Beppe Grillo per cercare di fare chiarezza su alcuni punti chiave in agenda, non ha fatto altro che creare ancora più incertezze tra i grillini. Dalla scissione di Di Maio alla regola dei due mandati, fino alla decisione di restare o no nel governo, il garante mischia le carte e dice tutto e il contrario di tutto. Anche sulla scissione, a seconda del momento, – si legge su Repubblica – il fondatore del Movimento si fa concavo e convesso. Prima ripete che verso Luigi Di Maio non prova «alcun rancore». Poi, davanti ad altri parlamentari, gli si chiude la vena: «Se Draghi pensa che il Movimento è quello del guaglione di Pomigliano d’Arco allora noi non ci stiamo al governo. Anche Giuda ha tradito Gesù, ma poi Gesù è risorto ed è diventato Gesù, mentre Giuda ha fatto la figura che ha fatto. Ecco, qui siamo alle prese con Giuda venduti per 30 bitcoin».

Quanto al doppio mandato, – prosegue RepubblicaGrillo non vorrebbe nemmeno il voto online. «È un elemento identitario imprescindibile». Conte fino a ieri notte ha insistito, riproponendo la possibilità di una deroga per 5 big altrimenti a fine corsa (in particolare Vito Crimi, Paola Taverna e Roberto Fico). Tra i contiani, c’è chi pronostica la possibilità di un rinvio della questione a data da destinarsi, con un’eccezionale autorizzazione a correre solo per Cancelleri alle primarie in Sicilia. Un modo per rimandare il problema. Sul restare o meno al governo, Grillo parla così: «Resteremo finché le nostre battaglie vengono prese in considerazione, dal superbonus al reddito di cittadinanza», conclude Affari Italiani.

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