Massimo Giannini sul M5S: «Persi 7 milioni di voti in quattro anni. Non esiste più»

«Persi 7 milioni di voti in quattro anni». Massimo Giannini, direttore de La Stampa, recita il de profundis al Movimento 5 Stelle. Ospite in studio del programma In Onda su La7, sabato 25 giugno, il direttore definisce «sconfortante» il quadro politico e aggiunge: «Il panorama è polverizzato e destrutturato dopo queste elezioni. Stare all’opposizione, riporta il Tempo, in una fase così drammatica consente un dividendo, dà la possibilità di criticare senza prendersi responsabilità. Al governo hai più problemi».

Poi elogia Giorgia Meloni per la serietà e la solida virata atlantista, ma ritiene che nessun partito da solo può farcela a vincere le elezioni politiche 2023: tutti, da Fratelli d’Italia al Pd, hanno bisogno di alleanze per poter governare. Giannini completa il ragionamento facendo il pelo e contropelo ai 5 Stelle: «L’eclissi del Movimento è sotto gli occhi di tutti e lo dico a prescindere dalla scissione di Di Maio che pure si è portato via un numero consistente di parlamentari. L’epilogo era prevedibile dalle elezioni per il Quirinale. Ma la verità è che i 5 Stelle non hanno più presenza nel Paese». Ed ecco la mazzata finale: «Hanno perso 7 milioni di voti dal 2018 a oggi. È una forza politica che non esiste più». La vicedirettrice de Il Fatto Quotidiano, Maddalena Oliva – in collegamento con la trasmissione – ha sposato la tesi di Giannini riconoscendo che nel MoVimento guidato da Giuseppe Conte è in atto una grave crisi, «la più pesante» dalla sua nascita, conclude Il Tempo.