In aumento casi Covid, Governo: riformulare i protocolli, reintrodurre nuove restrizioni e regole

Le aperture sono durate poco e l’allentamento delle restrizioni è finito ancor prima di cominciare perché il governo ci sta già ripensando a causa dell’ aumento dei contagi. Le mascherine al chiuso e sul lavoro devono tornare: questa è la chance in cui l’esecutivo ripone le speranze. A rivelarlo è Il Giornale d’Italia.

La necessità di aggiornare i protocolli
Il 30 giugno scadono i vecchi protocolli che comporteranno l’apertura totale dal primo luglio, per questo i tecnici del lavoro e soprattutto quelli del Ministero della salute stanno mettendo a punto una nuova strategia per contenere i contagi che, molto probabilmente, comprenderà la possibilità di utilizzare le ffp2 al chiuso quando si è a stretto contatto con clienti colleghi oppure con altre persone. Ci sarebbe però anche la possibilità di utilizzare una visiera in vetro o plexiglass come quelle che abbiamo visto all’inizio della pandemia.

La responsabilità del datore di lavoro
Le mascherine andrebbero tenute anche al chiuso di un ufficio soprattutto se all’interno dell’ufficio si è in più di una persona e senza distanza di sicurezza l’uno dall’altro. Infatti già da tempo l’INAIL ha equiparato il covid ad una malattia professionale, questo costringe i datore di lavoro ad adottare misure preventive perché, nel caso i propri dipendenti si ammalino di covid, la responsabilità sarebbe del datore di lavoro. Quindi i vecchi protocolli vanno aggiornati così come auspicato anche dal segretario generale di Confesercenti, Mauro Bussoni.

Smart working per i lavoratori fragili
Con ogni probabilità, dopo aver aggiornato questi protocolli sarà possibile restituire al lavoratore la vecchia vita pur preservando lo smart working per i lavoratori fragili o disabili. Se invece il lavoro andrebbe svolto prevalentemente in presenza, Con ogni probabilità si deciderà di optare per il cambio della mansione quando quest’ultima non garantirà una distanza di sicurezza. Resta però aperta convinzione che i positivi in isolamento domiciliare vadano mantenuti perché questo consentirebbe di trattenere la diffusione del virus e di altre infezioni.